Elezioni 2018: ultime notizie: contratto di Governo, le mosse di Di Maio

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Elezioni 2018: ultime notizie: contratto di Governo, le mosse di Di Maio

Un piano da esporre al Presidente della Repubblica, un contratto di governo “come in Germania” – sul modello di quello tra Cdu ed Spd – da proporre alle altre forze politiche, dato che i 5 stelle non hanno i numeri per fare tutto da soli. Così è intervenuto Luigi Di Maio alla trasmissione La7 DiMartedì in vista delle consultazioni che lo vedranno protagonista a partire da domani.

In cima alle priorità con cui si presenterà a Sergio Mattarella dovrebbero esserci reddito di cittadinanza, legge anticorruzione e conflitto d’interessi.

Già questo basta per capire chi sia l’interlocutore principale dei pentastellati in chiave esecutivo. Il dialogo andrà condotto, innanzitutto, con il Pd; solo dopo viene la Lega. Chiaro che sulla strada dei negoziati per i primi c’è un ostacolo che si chiama Matteo Renzi, invece, per i secondi l’ostacolo risponde al nome di Silvio Berlusconi.

Elezioni 2018: ultime notizie: contratto di Governo, le mosse di Di Maio

Le dichiarazioni del capo politico M5S sono destinate quantomeno a smuovere le acque. Tuttavia, almeno per il momento, sia Pd che Lega hanno rifiutato la sua proposta.

“Non riuscirà a spaccare il Pd” ha chiuso in fretta la questione Maurizio Martina; insomma, di scaricare Renzi non se parla e la linea che verrà tenuta al Colle è ancora quella del “tocca a loro”. Detto ciò, Pd e centrodestra sono tutto tranne che blocchi monolitici. D’altra parte, sembra che nel Pd la situazione non sia destinata a cambiare prima della prossima assemblea: prevista per fine aprile, gli uomini dell’ex premier vorrebbero posticiparla.

Nel frattempo, il centrodestra sembra reggere nonostante gli abboccamenti tra Di Maio e Salvini. Detto ciò, le parole di Di Maio hanno colpito nel segno: “chi si crede di essere?” avrebbe detto ai suoi un infuriato Berlusconi. Davanti a Mattarella, Forza Italia porterà avanti la causa della coalizione: il premier deve essere espresso dall’asse Lega-Fi-Fdi e se i 5 stelle vogliono sedersi al tavolo prima devono parlare con Berlusconi.

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