Gunther Oettinger: chi è il commissario dell’Ue, il curriculum

Gunther Oettinger

Gunther Oettinger: chi è il commissario dell’Ue, il curriculum

Una pagina di curriculum, puntuale e preciso. È quello di Gunther Oettinger, il Commissario per il bilancio e le risorse umane dell’Unione europea le cui dichiarazioni di ieri riguardo alla situazione italiana hanno innalzato un vero e proprio polverone. Rinvenibile sul sito della Commissione europea, il curriculum descrive istantaneamente la carriera lavorativa e politica del Commissario. Ma partiamo dalle origini.

Gunther Oettinger chi è, la biografia

Gunther Oettinger nasce a Stoccarda nel 1953. Cresciuto a Ditzingen, si diploma al ginnasio Kontal-Munchingen nel 1972, per poi intraprendere gli studi in giurisprudenza e economia all’Università di Tubinga. Dopo un breve periodo in una società di consulenza fiscale, nel 1984 entra in uno studio legale, diventandone socio nel 1988. Anche in questa sede si occuperà di consulenza fiscale nel ruolo di avvocato e CEO.
Oettinger inizia la sua carriera politica aderendo alla sezione giovanile della CDU, il partito della cancelliera Merkel.
Nel 1983 diventa segretario dell’organizzazione giovanile del partito in Baden-Württemberg per essere eletto, nell’anno successivo, nel parlamento del medesimo land. Dal 1993 al 1997 è consigliere comunale (District Councillor) di Ludwigsburg

Dal 1991 al 2005 è capogruppo della CDU nel parlamento del Baden-Württemberg. Nell’aprile 2005 il Oettinger è nominato presidente del Baden-Württemberg e segretario della CDU dello stesso, subentrando al dimissionario Erwin Teufel. Alle elezioni del 2006 il Commissario è riconfermato presidente.

Il curriculum di Gunther Oettinger

Nell’ottobre 2009 Oettinger è indicato dal governo federale tedesco come commissario europeo per la Germania nella Commissione Barroso II. Entra in carica il 10 febbraio 2010 come Commissario europeo per l’energia, ruolo che ricoprirà fino al 2014 quando, nel novembre, passerà a Commissario europeo per l’Economia e la società digitali.
A seguito delle dimissioni di Kristalina Georgieva, dal 1° gennaio 2017 Oettinger assume l’incarico di Commissario per il bilancio e le risorse umane.

Questo il suo curriculum, a cui si aggiunga, come si legge nell’incipit del medesimo scaricato dal sito della Commissione europea, “Tedesco. Un figlio”.

Gunther Oettinger nella pubblica opinione

Passando alle dichiarazioni poco “politically correct” che hanno accompagnato la carriera politica di Oettinger, sono numerose le testate italiane che tra ieri e oggi si sono sbizzarrite nell’individuarle.
Da questo punto di vista, Oettinger appare come un personaggio controverso, molto spesso messo sotto accusa dalla pubblica opinione, che lo ha bollato in numerosi casi. Tra le dichiarazioni più conosciute per essere “politicamente scorrette” troviamo quella relativa a donne e quote rosa, quest’ultime definite come l’unico mezzo che hanno le donne per fare carriera.

Tra le altre, l’uscita sulla Vallonia, definita da Oettinger “una minuscola regione governata da un pugno di comunisti che blocca l’Europa“. Continuando l’elenco: il Commissario tedesco definiva i cinesi, dopo un incontro con ministri asiatici, “Schlitzaugen”, ovvero quelli con “gli occhi a mandorla”. Infine, Oettinger attirava su di sé le ire della comunità gay e lesbica dopo che, parlando di questioni di politica interna, il Commissario si domandava pubblicamente se, con l’aria che stava tirando, i matrimoni gay venissero presto resi obbligatori.

Le accuse verso Gunther Oettinger

C’è da dire che, come numerose sono le accuse nei confronti delle dichiarazioni di Oettinger, numerose sono le difese. Tutte hanno una storia simile a quella della “frase shock” di ieri “I mercati insegneranno agli italiani come si vota”. La frase, mal tradotta in inglese dal giornalista, è stata subito presa come tale dall’opinione pubblica italiana. Dopo poco, è il giornalista stesso a cancellare il tweet con la dichiarazione del Commissario, twittando un post nuovo con il link all’intera intervista a Oettinger.

Quest’ultimo, che si è comunque scusato pubblicamente anche attraverso una nota pubblicata sul sito della Commissione europea; si è reso soggetto di un discorso molto più ampio su Italia e Europa e sull’impatto che l’attuale assenza di un Governo sta avendo e potrà continuare ad avere sui mercati. “La mia preoccupazione, la mia speranza – dice Oettinger – è che, nelle prossime settimane, l’andamento negativo dei mercati, dei titoli di Stato e dell’economia italiana in generale, possano essere così incisivi da fornire un segnale, un’indicazione per gli elettori a non votare per i partiti populisti di destra e di sinistra”.

Dichiarazioni estrapolate dai giornalisti

Inutile fare troppa dietrologia spicciola. Se esiste una verità, probabilmente sta da entrambe le parti. Troppo spesso il giornalismo, anche in un’ottica di sintesi, non obbligatoriamente di accusa, estrapola frasi di dichiarazioni che, se non contestualizzate, hanno la capacità di indignare intere popolazioni. Dall’altra parte, se Oettinger è spesso messo sotto torchio per le sue dichiarazioni, un fondo di malizia in ciò che dice ci sarà pure. Non è mio compito dare un giudizio. Mi limito a descrivere fatti. Mi si conceda solo una piccola riflessione. “I toni sono troppo accesi e, in Italia, i toni accesi diventano veri e propri focolai facilmente tramutabili in roghi. E non da ieri. E neanche dal 5 marzo, all’indomani delle elezioni. Sono anni. Anni di assenza di idee guida, il che ha spianato la strada ad una lotta verbale senza precedenti. E, aimè, senza contenuti.”

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