Immigrazione, gli africani in Italia sono molto meno istruiti di quelli che emigrano altrove

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Immigrazione, gli africani in Italia sono molto meno istruiti di quelli che emigrano altrove

Pew Research è uno degli istituti di analisi più noti e con più mezzi al mondo. Non si occupa solo di politica, ma anche di indagini sociali, in particolare quelle di rilevanza globale. Per esempio riguardanti la religione e l’opinione pubblica, o l’uso dei media. O l’immigrazione.

E in quest’ultimo caso in una delle analisi più recenti l’Italia è stata coinvolta ed assume un ruolo rilevante.

Si parla infatti del gradi di istruzione degli immigrati dall’Africa subsahariana, del resto l’area da cui maggiormente provengono le ultime ondate migratorie.

Ebbene, quelli che giungono in Italia sono quelli con l’istruzione inferiore rispetto a quelli che dalla stessa regione vanno in USA, Francia, Regno Unito, Portogallo.

Solo il 10% di quelli che giungono nel nostro Paese ha fatto l’università, anche solo per una parte, anche senza laurearsi.

Sono il 69% negli USA, dove in effetti vista la geografia, sono molti meno, e comunque il 49% nel Regno Unito, il 30% in Francia, il 27% in Portogallo.

Si tratta spesso non di disperati su un barcone ma di giovani che finiscono gli studi in un Paese in via di sviluppo, questo è chiaro. O che trovano lì un lavoro a buon valore aggiunto che il proprio Paese non potrebbe offrire.

Immigrazione, in Italia lavoratori stranieri meno qualificati

Anche in Italia alla fine la grandissima parte di loro lavora in ogni caso. Lo fa l’80,3%. Del resto spesso sono immigrati soli senza una famiglia cui appoggiarsi.

I tassi di occupazione altrove sono solo poco più alti, il 92,6% in USA, il 91,5% nel Regno Unito, l’83,7% in Francia, l’84,9% in Portogallo.

Questo vuol dire che anche nel mondo del lavoro di fatto viene inserito un contributo meno qualificato. 

Mentre all’estero spesso l’immigrazione porta competenze e arricchisce alcuni settori come quelli legati alla ricerca,, alla scienza, alla medicina, in Italia non accade.

In concordanza con il trend che vede il nostro Paese basarsi ancora molto su settori a basso valore aggiunto, anche il personale straniero assunto appare meno qualificato

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