Tfr e Tfs: pagamento in ritardo, quando inviare il reclamo

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Tfr e Tfs: pagamento in ritardo, quando inviare il reclamo.

Se si cercano notizie su Tfr e Tfs lo si fa per conoscere tutte le informazioni utili a riguardo. È anche vero che a volte le ricerche degli utenti non si limitano a una semplice informativa. Ma denotano invece qualche problema a cui si è andati incontro. Come ad esempio un pagamento in ritardo. O il timore che il Tfr non venga proprio corrisposto. Qualora accada questa spiacevole evenienza, si può agire per far valere le proprie ragioni. Inviando un sollecito di pagamento, un reclamo. Ecco come bisogna muoversi.

Tfr e Tfs: scadenze di pagamento

La legge stabilisce che il datore di lavoro deve pagare il Tfr o Tfs al lavoratore entro certi termini. Ovvero, come recitano gli acronimi stessi, alla fine del rapporto di lavoro e di fine servizio (il Tfs è per i dipendenti assunti prima del 1° gennaio 2001). Che questo avvenga dopo la fine di un contratto a tempo determinato, per dimissioni o licenziamento del lavoratore, poco importa. Il Tfr è un esborso che va versato, in base a tempistiche regolamentate dai vari CCNL. Generalmente, quando il lavoratore va in pensione, il Trattamento di fine servizio deve essere corrisposto entro 12 mesi dal termine del rapporto lavorativo.

I tempi cambiano in base al settore lavorativo. Per i contratti nazionali nei settori delle Telecomunicazione e dei Metalmeccanici, ad esempio, il Tfr deve essere erogato entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice Istat. Per il settore Terziario, i 30 giorni si contano a partire dalla fine del rapporto di lavoro. Invece, per quanto riguarda i contratti del settore Commercio e Artigianato, il lasso temporale entro cui pagare il Tfr è di 45 giorni dal termine del rapporto di lavoro. Infine, nel Turismo il Tfr deve essere versato con l’ultima busta paga.

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Tfr e Tfs: pagamento in ritardo, come muoversi

Mettiamo il caso che il Tfr o Tfs venga pagato in ritardo, quindi oltre la scadenza prevista dal CCNL. Scadenza che, come abbiamo visto, varia da contratto a contratto. E pertanto è opportuno essere informati su questo punto al momento della sottoscrizione dello stesso. Il datore di lavoro è obbligato per legge a versare il Tfr entro i limiti di tempo. Ma qualora dovesse sopraggiungere un ritardo, sarà chiamato a corrispondere anche gli interessi maturati fino al momento del pagamento.

Il lavoratore che non si vede pagato il Tfr o Tfs, può sollecitare il datore di lavoro con un’apposta raccomandata A/R destinata all’ufficio amministrativo del suo luogo di lavoro. Il sollecito è semplicemente un invito al datore di lavoro ad adempiere ai suoi obblighi. Se neppure tale reclamo dovesse sortire gli effetti sperati, allora si dovrebbe agire per vie legali. L’avvocato (ma anche un consulente del lavoro) può essere anche interpellato in fase di sollecito da parte del lavoratore. Si potrebbe partire da un tentativo di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro; ma in casi più “gravi” sarà meglio presentare apposito ricorso presso la sezione Lavoro del Tribunale competente. Questa è una fase delicata, per cui sarà necessaria l’assistenza professionale di un avvocato. Il quale, messo al corrente dei fatti, consiglierà come muoversi.

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