Tour de France 2018: la Grand Boucle si è conclusa con Thomas in giallo. Ecco i top e i flop

Tour de France 2018

Tour de France 2018: la Grand Boucle si è conclusa con Thomas in giallo. Ecco i top e i flop

Dopo tre settimane ricche più di polemiche che di emozioni, si è concluso il Tour de France 2018 con il successo di Geraint Thomas.

A Parigi il trionfatore della tappa è stato il campione europeo in carica Alexander Kristoff che ha battuto con una volatona John Degenkolb e Arnaud Demare.

Come detto, Geraint Thomas ha invece trionfato in classifica generale davanti a Tom Dumoulin e al compagno di squadra Chris Froome.

Oggi andiamo a proporvi i nostri Top e Flop di questo Tour.

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Tour de France 2018: nei Top trovano spazio le tre maglie principali

GERAINT THOMAS: il gallese del Team Sky ha trionfato contro ogni pronostico. In palla per tutte le tre settimane, Thomas ha ottenuto inoltre due successi di tappa difendendo egregiamente la maglia gialla dall’undicesima tappa invertendo le gerarchie iniziali del suo team. Dopo tanta sfortuna dunque, la grande gioia di salire sul gradino più alto del podio sugli Champs-Élysées. CHAPEAU

JULIAN ALAPHILIPPE: il francesino doma le montagne dall’inizio alla fine del Tour, conquistando l’ambita maglia a pois ed ottenendo inoltre due successi di tappa. E’ stato il primo ciclista nella storia a vincere 4 GPM Hors Catégorie nella Grand Boucle. Mica male a 26 anni. JOLLY

PETER SAGAN: dopo la parentesi sfortunata dell’anno scorso, il tre volte campione del mondo si presenta alla partenza in grande forma. Porta a casa tre tappe e stravince la maglia verde, la sesta della sua carriera al Tour, dimostrando per giunta tanta forza concludendo le tre settimane nonostante una caduta a poche giornate dal termine. THE RETURN

DANIEL MARTIN: l’irlandese è un moto perpetuo. Attacca a ripetizione, vince una tappa e alla fine si porta a casa anche il premio come miglior combattente del Tour. In classifica generale conclude ottavo ma dimostrando una condizione davvero invidiabile. MOTORINO

PRIMOZ ROGLIC-STEVEN KRUIJSWIJK: la coppia d’oro della Lotto Jumbo corre un Tour davvero ottimo. Il primo si concede una vittoria di tappa nella frazione numero diciannove grazie ad un grandioso assolo in discesa, salvo floppare nella crono (suo terreno preferito) del giorno dopo, il secondo si traveste da fido scudiere non lasciando mai da solo il suo capitano. COPPIA AFFIATATA

EGAN BERNAL: il gioiello di casa Sky era alla sua prima partecipazione ad un grande giro. Risultato? Straordinario. Aiuta il suo capitano Chris Froome nei momenti di difficoltà tenendo testa a tutti quanti in salita senza mollare mai di un centimetro. Assieme a Kwiatkowski sono gli artefici dell’ennesimo trionfo della squadra inglese. ASTRO NASCENTE

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Tour de France 2018: nei Flop entra qualche Top dello scorso anno

MARCEL KITTEL: quest’anno il gigante velocista tedesco non cava un ragno dal buco. Va addirittura fuori tempo massimo assieme ad altri grandi velocisti durante l’undicesima frazione, ma fino a quel momento non si vede mai nemmeno in volata. Grave pecca per uno che qui lo scorso anno ha alzato le braccia al cielo per ben cinque volte. Il passaggio alla Katusha lo ha improvvisamente spento. DESAPARECIDO

WARREN BARGUIL: lo scorso anno con la Sunweb nella corsa di casa si è preso due tappe e la maglia a pois. Si pensava che questa sarebbe stata la sua stagione di consacrazione, ma così non è stato. Il passaggio alla Professional Fortuneo lo ha limitato e si è visto in questo Tour. Ogni volta che è andato in fuga è stato rimbalzato non riuscendo mai a rimanere tra i migliori. Peccato. METEORA

ADAM YATES: il gemello del Simon visto a lungo in rosa al Giro va in crisi diverse volte e, l’unica volta che va vicino a vincere una tappa, cade. Molto sfortunato ma sicuramente propositivo. GEMELLI NON DIVERSI

GIANNI MOSCON: rischia di rompere le uova nel paniere alla sua stessa squadra colpendo Elie Gesbert durante la quindicesima tappa venendo squalificato dalla giuria dopo aver revisionato l’episodio al VAR. Non è la prima volta che si lascia andare ad episodi controversi, la speranza è che non rovini tutto il suo talento a causa della sua intemperanza. VULCANICO

ORGANIZZAZIONE: percorso non all’altezza della caratura del Tour de France, Gendarmeria assente e distratta, pubblico violento per aver tentato di far cadere Thomas e Froome e per aver provocato l’infortunio ed il conseguente ritiro di Nibali, maleducato per via dei numerosi insulti, buu e fischi al Team Sky. Se il Tour è davvero la corsa più bella al mondo che lo dimostrino anche con i fatti. IMPROPONIBILE

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