Permessi Legge 104: giorni di ferie, cosa è rischioso fare

Precisazioni e chiarimenti sull’uso improprio dei permessi Legge 104: cosa si può fare e quali azioni possono comportare dei rischi?

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Permessi Legge 104: giorni di ferie, cosa è rischioso fare

Permessi Legge 104 e ferie: il punto della situazione


Uso improprio dei permessi garantiti ai titolari di Legge 104. Un tema di ampio dibattito, che spesso è confluito nella giurisprudenza. A suon di sentenze, si sono chiariti diversi aspetti sull’utilizzo di tali permessi, distinguendo debitamente cosa fare e cosa non fare durante l’assenza dal lavoro per lo svolgimento di attività di assistenza al familiare disabile. I 3 giorni di permesso retribuito sono stati utilizzati impropriamente da alcuni dipendenti nel corso degli anni. I quali, invece di prestare le cure, anche se non in maniera continuativa (ormai abolita), al proprio familiare, si facevano invece i fatti loro. Dunque, cosa è rischioso fare durante i permessi retribuiti mensili? Andiamo a fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Permessi Legge 104: cosa si può fare

Visto che è stato abolito l’obbligo di assistenza continuativa al familiare disabile, anche per consentire al lavoratore che lo assiste di sbrigare le normali pratiche della sua vita quotidiana, è possibile ritagliarsi degli spazi per se stessi. Ovviamente prestare 30 minuti di assistenza al soggetto con handicap grave e passare il resto della giornata al mare non rientra in un utilizzo legittimo di questi permessi. Sostanzialmente, si può anche non stare 24 ore su 24 a prestare le cure al parente; ciò che è importante è che la maggior parte della giornata sia prestata a questo scopo. E questo non significa restare al domicilio del familiare, ma anche sbrigare delle pratiche per lo stesso.

In breve, il soggetto che usufruisce dei permessi Legge 104 ha sì delle “finestre di tempo” per sbrigare i suoi adempimenti, ma anche e soprattutto quelli del soggetto con handicap che assiste. Ad esempio, per quest’ultimo può fare la spesa, oppure recarsi a uno sportello ATM per fare dei prelievi; potrebbe anche rivolgersi a un professionista per risolvere un problema “tecnico” al domicilio del parente disabile. Insomma, l’attività di assistenza che il lavoratore presta al familiare convoglia anche tali situazioni. Ed è ben precisato anche nella ordinanza n. 23981/18 del 2 ottobre 2018 della Corte di Cassazione.

Il problema si potrebbe porre quando il datore di lavoro pedina il lavoratore. E trovi questo “all’aperto” a sbrigare commissioni per una buona parte della giornata. In questo contesto occorre fare alcune precisazioni.

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Legge 104: cosa non si può fare durante i permessi

Come scritto sopra, non si possono utilizzare i permessi 104 per farsi i propri comodi, per allungare un weekend e approfittare di una casa al mare o andare in gita. La maggior parte dell’attività da svolgere durante questi giorni di permesso deve essere rivolta ad assistere il parente disabile. Come abbiamo visto poc’anzi, non per forza costretti a domicilio, ma anche per fare delle commissioni per suo conto. Il lavoratore può ritagliarsi dei piccoli spazi di tempo anche per se stesso, sempre nell’ottica di sbrigare le proprie adempienze.

Di fatto la Corte di Cassazione ha stabilito che chi usufruisce dei permessi Legge 104 ha diritto a dedicare una parte della giornata anche alle proprie incombenze. Per far sì che l’uso dei permessi non diventi improprio, bisognerà comprendere e assecondare la finalità e la natura di questi permessi. Dedicare la maggior parte della giornata di permesso retribuito a se stessi va considerato come un uso improprio, magari per lo svolgimento di attività personali e ludiche che dimenticano il fine primario assistenziale nei confronti del disabile. È in questi casi che si può parlare di abuso dei permessi Legge 104. Le cui conseguenze sono sia civili sia penali. Ovvero, si può andare incontro al licenziamento, ma si sarebbe accusati penalmente anche del reato di truffa ai danni dello Stato.

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