Decoder pirata: Sky, Dazn e Netflix a 12 euro al mese. Come funziona

Decoder pirata Sky, Dazn e Netflix a 12 euro al mese. Come funziona

Decoder pirata: Sky, Dazn e Netflix a 12 euro al mese. Come funziona

Decoder pezzotto per Sky, Premium e Dazn


Come poter guardare le piattaforme attive in Italia per seguire lo sport, i film, serie tv in onda su Sky, Dazn e Netflix? L’unica opzione legale è abbonarsi ad ognuna delle piattaforme citate. Ma molti optano per una seconda strada che è del tutto illegale. Infatti si sta diffondendo il cosiddetto “pezzotto” ovvero il decoder pirata per lo streaming. Al costo medio di 12 euro (il costo varia tra i 10 e i 15 euro mensili) tantissimi italiani stanno aggirando le regole per avere a disposizione una ampissima gamma di offerta tv.

Decoder pirata, come funziona il ‘pezzotto

Materialmente cosa è il pezzotto? Una piccola ‘scatola’ chiamata Box Android, che collegata alla tv permette di vedere tutti i canali del mondo, comprese le pay-tv. In caso di Smart Tv basta scaricare un’app per poter usufruire di questo “servizio”, altrimenti si deve acquistare un box Android su cui installare la stessa app. Tramite un link, poi, si accede al sistema, che, ricordiamo, è illegale. Nella gran parte dei casi colui che ‘vende’ il pacchetto si occupa anche del montaggio, nonché di verificare che tutto funzioni.

Il pezzotto funziona tramite alcuni server che vengono acquistati da persone fisiche. Gli stessi mettono a disposizione, ricavandone profitto economico, i flussi trasmessi da questi server sotto forma di abbonamenti completi. Sul cosiddetto pezzotto o IPTV ci sono come detto le varie piattaforme: Sky, Mediaset Premium, DAZN ed anche Netflix.

A parlare del sistema di pirateria è stata anche la trasmissione tv Le Iene che ha raccontato quanto stia prendendo piede il fenomeno.

Decoder pirata, i rischi penali 

Importante sottolineare che chi accede a tali servizi va incontro a notevoli rischi legali. Infatti usufruendo della pirateria si rischia di incorrere in una denuncia penale. La pena va da 1 a 3 anni di reclusione. Per contrastare il fenomeno sono al lavoro sia la Guardia di Finanza che la Polizia Postale, perché non è da sottovalutare il giro d’affari che il sistema illegale genera. Il danno per i gruppi editoriali, che si vedono così sottratti potenziali clienti e di conseguenza risorse economiche, è notevole: solo in Italia stime approssimative parlano della presenza di circa un milione e mezzo di “abbonati”.

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