Rimborso buoni pasto 2018: importo e domanda, come averlo

Rimborso buoni pasto 2018

Rimborso buoni pasto 2018: importo e domanda, come averlo.

Dopo il fallimento ufficiale della QUI! Group Spa sancito lo scorso 7 settembre dal Tribunale di Genova, è caos sul rimborso buoni pasto. L’episodio sta infatti danneggiando aziende pubbliche e dipendenti: i primi subissati dal mancato rimborso dei ticket; i secondi dal fatto che si ritrovano buoni ormai dal valore nullo.

I problemi erano cominciati in modo evidente quando diversi bar e ristoranti hanno cominciato a rifiutare i buoni pasto della Qui! Group proprio a causa di problemi relativi ai rimborso, a loro volta dovuti ai venti di crisi che sfioravano l’azienda con importanti conseguenze sotto l’aspetto economico e del personale. Ma altre aziende di ristorazione, al contrario, continuavano ad accettare tali ticket. Secondo stime della Confesercenti, sarebbero più di 123.000 le attività di ristorazione che vantano crediti con la società, per una somma che si aggira poco sotto i 200 milioni di euro, come ha riportato QuiFinanza a fine settembre.

Caso Qui! Group, incontro al Mise: la situazione

Rimborso buoni pasto: le ultimissime

Il risultato a oggi è che molti esercizi ristorativi si ritrovano nelle tasche semplice carta dal valore nullo, con pesanti ripercussioni sul profilo economico, che potrebbero determinare anche il licenziamento di personale. I dipendenti della pubblica amministrazione sono invece tenuti a chiedere la sostituzione dei buoni pasto alla propria azienda il prima possibile.

Facendo però attenzione ai rimborsi economici, che alcune aziende stanno svalutando restituendo meno di quanto dovuto. Alcuni sindacati di categoria (come NurSind nel comparto sanitario) si stanno muovendo preferendo soluzioni collettive, e anche la Funzione Pubblica Cgil sta pensando a una class action finalizzata a risarcire i dipendenti pubblici. Dal governo, invece, si promettono soluzioni tempestive a riguardo, come ha affermato di recente il ministro Giulia Bongiorno. Soluzioni sulle quali attendiamo aggiornamenti che, appena noti, non esiteremo a comunicarvi.

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