Bonifico senza conto corrente allo sportello, i controlli sul liquido

Un bonifico con o senza conto corrente allo sportello bancario o postale potrebbe far scattare i controlli da parte del Fisco? Andiamo a rispondere.

Bonifico senza conto corrente allo sportello, i controlli sul liquido
Bonifico senza conto corrente allo sportello, i controlli sul liquido

Controlli bonifico senza conto corrente


Recarsi in banca ed effettuare un versamento di liquidità sul proprio conto corrente, oppure effettuare un bonifico per cassa al conto corrente di un altro può portare problemi? Dipende dal peso che si vuole dare alla parola problemi. Nel senso che se ci si reca presso un istituto bancario con un’ingente somma di denaro da versare a un conto corrente, tale operazione potrebbe far scattare qualche controllo, ma non necessariamente un accertamento del fisco. La procedura, infatti, passa prima per un passaggio di comunicazioni all’ interno della banca. Va comunque detto che di ogni movimentazione bancaria viene messa al corrente l’Agenzia delle Entrate tramite anagrafe tributaria (qui il nostro articolo dal titolo Conto Corrente: versamenti e prelievi, controlli del fisco al via. Chi rischia).

Versamento sul conto corrente: controlli del Fisco in arrivo?

I casi possono essere diversi. Mettiamo il caso di un ragazzo sui 20 anni che ha messo da parte un bel gruzzoletto, tra paghette, regali di compleanno e quant’altro. E adesso, visto che ha un conto corrente bancario, decide di versarli. Oppure facciamo l’esempio di un prestito amichevole tra due persone: un amico, o un parente, ha fatto un prestito di 1.000 euro a un soggetto, il quale lo rimborsa effettuando bonifici (anche senza conto corrente) fissi, ogni 1-2 mesi.

Bene, tutti questi versamenti o bonifici, tutta questa liquidità che entra in un conto corrente senza essere giustificata, per il Fisco potrebbe essere reddito. C’è dunque la presupposizione da parte del Fisco che quelle somme facciano reddito e come tale siano tassabili. Il condizionale è d’obbligo, ma spetterà al contribuente dimostrare tramite prove documentali che quelle somme sono esentasse. L’accertamento, insomma, qualora il contribuente non faccia nulla, potrebbe scattare con la richiesta del pagamento delle tasse su quei redditi, anche se non sono redditi da lavoro o comunque tassabili.

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Conto corrente, versamenti e bonifici regolari ed esentasse: come dimostrarli

Ci sono alcuni comportamenti che si possono adottare per evitare i controlli del fisco. O comunque per essere consapevoli dei vari passaggi che intercorrono tra un versamento sul conto corrente e l’accensione della campanello d’allarme all’ Agenzia delle Entrate. Allarme che scatta generalmente quando le somme oggetto del versamento sono di importo elevato e non adeguatamente giustificati.

La prima cosa da fare è cercare di avere sempre una prova documentale con sé: che sia la ricevuta di pagamento in caso di una vincita a un gioco a premi (ricevuta che deve essere conservata), oppure un bonifico (quindi tracciabile) in caso di restituzione di un prestito o di un’elargizione a titolo gratuito da parte di un parente o un amico. O ancora un documento firmato da entrambi che testimoni la provenienza di quei soldi, magari spedito a se stessi tramite lettera raccomandata A/R (fa fede il timbro).

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Versamenti conto corrente: quando scattano i controlli del Fisco

La banca non avverte direttamente il fisco in caso di versamenti di importi elevati su un conto corrente. Ma è comunque obbligata a effettuare le apposite comunicazioni all’ interno dell’Istituto. Come riporta La Legge Per Tutti, il cassiere allo sportello informerà la direzione della propria filiale, che valuterà se informare la direzione centrale. Segue dunque un’altra attenta valutazione prima di capire se vi sia un sospetto di reato, il che porterebbe a darne comunicazione all’Unità di informazione finanziaria. Quest’ultima fa un ulteriore controllo, valutando se informare della cosa la Procura della Repubblica. Questa è la condotta che seguono le banche per contrastare eventuali e sospetti reati.

Se gli importi dei versamenti sono costanti e di somme elevate (nel complesso o singolarmente), va precisato che le operazioni sono comunque note all’ Agenzia delle Entrate, grazie all’ Anagrafe tributaria. Come scritto sopra il Fisco controlla questi movimenti per contrastare l’evasione e la presunzione può essere contraddetta solo da prove documentali fornite dal titolare del conto. I controlli sulla liquidità versata o bonificata non sono dunque ad opera dell’istituto bancario, che ha solo obblighi comunicativi, ma possono partire direttamente dal Fisco. Il consiglio è dunque quello di avere sempre prove che testimoniano la provenienza di tali somme. Oppure di effettuare versamenti di importo inferiore e dilungati nel tempo, soprattutto se si tratta di somme regalate da parenti o amici o piccolissimi prestiti e non si è stati accorti nel prendere le dovute precauzioni a livello documentale.

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