Patty Pravo oggi: età, la carriera e le canzoni famose

La vita e la carriera di una delle punte di diamante della musica italiana, sempre iconica e animata da uno spregiudicato vitalismo: è Patty Pravo.

Patty Pravo oggi: età, la carriera e le canzoni famose
Patty Pravo oggi: età, la carriera e le canzoni famose

Carriera Patty Pravo e canzoni


Se sovviene alla mente la sua persona anche chiamandola con il suo nome di battesimo – quello di Nicoletta Strambelli – c’è un valido motivo se Patty Pravo, come siamo più abituati invece a conoscerla fin da quando era ragazza, è entrata a pieno titolo nell’olimpo della storia della grande cazone italiana. Gli anni della sua carriera sono stati tanti e, come lei, hanno superato gli “anta”. Oltre ai numeri, l’iconica Patty ha raccolto un vasto palmares, oggetto di continui ampliamenti: più di cinquant’anni di successi, con almeno 26 album in studio e 3 live, senza contare le partecipazioni al festival di Sanremo.

In otto apparizioni all’Ariston su nove è rientrata tra i finalisti della gara. e il nutrito numero di premi di cui è stata insignita.  La rivedremo anche quest’anno al festival? Arriveremo anche a questo, partendo dagli esordi – quantomai precoci – di Nicoletta.

Patty Pravo, la precoce consacrazione a “ragazza del Piper”

Per Nicoletta Strambelli, nata il 9 aprile del 1948, la sua città di nascita, Venezia, – sebbene vi si dimostri sempre legata – inizia a diventare un ricordo in dissolvenza molto presto. Ha infatti solo 14 anni quando inizia a frequentare il Piper, il celebre locale che costituiva la principale attrattiva per i giovani italiani degli anni ’60 e, benché in un primo momento partecipi alle serate in maniera relativamente informale, non per questo non cattura l’attenzione.

Finita nell’orbita del produttore e talent scout Alberigo Crocetta, è proprio lui a lanciarla nei circuiti del mondo dello spettacolo (scoprì, tra gli altri grandi nomi, anche Mia Martini). Perciò, se prima l’esile e bionda veneziana sedicenne frequentava le sale del Piper per andarci semplicemente a ballare, nel giro di un anno potrà vantare un contratto con il locale e grazie ad esso percepire, per esibirsi, un corrrispettivo (Patty, pur non amando parlare di cifre, non si è mai, però, dimostrata insofferente alle domande che le venivano frequentemente poste rispetto a quanto percepiva – e alle sue prospere condizioni economiche).

Da Nicoletta a Patty Pravo

Quando le veniva chiesto di parlare dei suoi esordi come cantante, infatti, lei spiega che non ha iniziato a cantare, ci si è trovata coinvolta. «Ballavo con i mei amici e Crocetta mi chiese se sapessi cantare altrettanto bene quanto ballare» racconta. «E allora ho cominciato a cantare». Ecco che nasce il mito di Patty Pravo, come era conosciuta già dai 17 anni; fin da allora la caratterizzavano, oltre alla chioma bionda e la bellezza algida e delicata, un atteggiamento graziosamente ribelle e marcatamente ostile a piegarsi al conformismo. Ed ecco, ancora, Venezia diventare sempre più distante da lei, che in quegli anni è continuamente impegnata in nuove tourneé a cui “sopravvive” riuscendo a ritagliarsi solo tre ore a notte per dormire.

Per la “Ragazza del Piper” il primo grande successo vede la luce a 18 anni, quando nel 1966 incide “Ragazzo triste”, singolo nato dalla penna di Gianni Boncompagni, il primo di una lunga serie di autori che deciderà di scrivere canzoni per Patty, la quale spesso non si perita di ri-arrangiare a modo suo i brani che le vengono proposti, riappropriandosi continuamente della propria abilità di compositrice (Patty si dedicò a lungo allo studio approfondito degli strumenti musicali, specializzandosi nell’utilizzo delle tastiere e nel pianoforte).

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Gli autori che hanno collaborato con Patty alla nascita dei suoi singoli più amati

Tra i grandi nomi della canzone italiana che l’hanno scelta per interpretare pezzi di proprio pugno si annoverano Francesco Guccini, Lucio Battisti, Ivano Fossati, Pino Mango, Antonello Venditti e Vasco Rossi. Al Komandante, Patty è legata non solo da un bel legame di amicizia (che ha conservato negli anni anche con un’altra grande e strorica interprete della nostra tradizione musicale, Loredana Berté, che pure mosse i suoi primi passi al Piper). Patty Pravo è per Vasco, la sua versione al femminile. E per lei Vasco firma il testo del brano che ha scritto in occasione del ritorno di Patty al festival di Sanremo, “…E dimmi che non vuoi morire”.

È, su tutti, il 1968, però, l’anno della sua ascesa, con un brano che in realtà Patty non ama molto: si tratta de “La Bambola“. Cini, Migliacci e Zambrini sono gli autori del testo. La tematica della viscerale dipendenza – a senso unico – della donna verso il suo partner non è proprio nelle corde della sua personalità. Ma in quelle vocali sì, tant’è che nessuno potrebbe immaginare questo pezzo riproposto da qualcuno che non sia la diva veneta.

Il gossip sugli anni precedenti la fruttuosa esperienza sanremese

Patty è d’ispirazione, è un modello assoluto ed irraggiungibile, anticonformista e bohème, anche lei, però, non esente dal consumo di stupefacenti, sebbene, a dispetto di quella certa dose di ribelle follia che l’ha sempre resa inarrestabile, si professi dotata di una forte disciplina. La stampa è particolarmente accanita nei suoi riguardi, complici anche scatti che finiscono in una rivista vietata ai minori e le notizie sull’uso di droghe a suo carico: Patty aveva affermato, in proposito, di non amare la cocaina, né gli effetti della dipendenza, ma che negli anni della sua gioventù, il circolo di stupefacenti coinvolgeva tutti gli strati sociali, a tutte i livelli. E avrebbe serenamente risposto, senza ipocrisia, di averli provati.

Nel 1992, Patty torna al centro delle cronache per il suo arresto. Trovata in possesso di hashish, scattano per lei le manette e inizia una reclusione al Rebibbia. Dura però solo tre giorni, al termine dei quali riottenne la libertà. Gli anni di “…E dimmi che non vuoi morire” rappresentano perciò per lei un ritorno importante sulle scene e il suo personaggio torna alla ribalta, amata dal suo pubblico come prima.

Le altre esperienze, più recenti, di Patty Pravo

Anche “La luna“, del 2012, è un altro dei famosi  singoli di Patty partoriti dal Blasco, probabilmente uno dei più raffinati, insieme a “Una donna da sognare“, antecedente rispetto al primo, risalente agli anni 2000. Il percorso sanremese per la star di “Pensiero stupendo“, prosegue con singoli come “E io verrò un giorno là” o “Cieli immensi“, campione di visualizzazioni su youtube e vincitore del Premio della critica di Sanremo 2016. Vedremo Patty Pravo anche in occasione della 69esima edizione del Festival? È probabile, ma non certo. Insieme a lei si vocifera sulla presenza di Andrea Bocelli, Ed Sheeran o Laura Pausini. L’ultima parola, però, è di Claudio Baglioni.

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