Chi è Antonio Megalizzi l’italiano ferito a Strasburgo in gravi condizioni

Chi è Antonio Megalizzi l'italiano ferito a Strasburgo in gravi condizioni
Chi è Antonio Megalizzi l’italiano ferito a Strasburgo in gravi condizioni

Chi è l’italiano ferito a Strasburgo


Prosegue la fuga di Cheriff Chekatt, il ventinovenne sospettato di aver condotto l’attentato nei pressi del mercatino natalizio di Strasburgo nella serata di martedì 11 dicembre. Sono finora 3 le vittime accertate. Sebbene tra i 13 feriti, 6 sono in gravi condizioni. E tra questi c’è anche il giornalista italiano Antonio Megalizzi. È stato coinvolto nella sparatoria: un proiettile l’avrebbe raggiunto alla base del cranio e sarebbe molto vicino al midollo spinale.

Antonio Megalizzi: chi è il giornalista italiano

Antonio Megalizzi ha 29 anni e vive a Trento, dove si è trasferito con la famiglia originaria di Reggio Calabria nel 1990. Si trovava a Strasburgo per seguire l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo per il network radiofonico Europhonica. Megalizzi era insieme alle colleghe Caterina Moser e Clara Rita Stevanato, entrambe fortunatamente rimaste incolumi. I genitori, Domenico e Annamaria, la sorella Federica e la fidanzata Luana sono volati a Strasburgo. Inizialmente, la stampa riferiva che le sue condizioni fossero meno gravi del previsto.

Antonio Megalizzi: la caccia all’uomo

Al momento, tutto sembra tornato relativamente calmo, nonostante il dispiegamento di esercito e forze dell’ordine, nel quartiere di Neudorf, dove si è consumata la strage. Nella zona di Rue Orfreves – luogo della prima sparatoria – si erano concentrate le prime operazioni di polizia. La caccia all’uomo si è via via allargata. A darne conferma, tra le righe, il sottosegretario agli Interni francese Laurent Nuñez, nella sua ultima conferenza stampa. Infatti, Nuñez ha dichiarato che il sospettato potrebbe aver già lasciato il territorio della Republique.

Chekatt era già noto alla polizia come Fiche S. In pratica, nonostante non fosse mai stato condannato per reati legati al terrorismo era considerato a rischio radicalizzazione e, quindi, monitorato. Stando alle prime ricostruzioni, sarebbe ferito a un braccio: a colpirlo i militari dell’operazione anti-terrorismo Sentinelle. Appena dopo il ferimento sarebbe scappato a bordo di un taxi, la descrizione del tassista si è rivelata fondamentale per identificarlo. Una volta sceso dalla vettura ha dato il via a un’altra sparatoria.

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