Luigi Di Maio: “Nessun condono” decreto sblocca-cantieri senza sanatoria

Via dalla bozza del decreto sblocca-cantieri le norme su condoni e subappalti. Il vicepremier Di Maio assicura: “Non li faremo passare”.

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Luigi Di Maio: “Nessun condono” decreto sblocca-cantieri senza sanatoria

Via il condono dal decreto sblocca cantieri. Ad assicurarlo è il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ai microfoni di Radio Anch’io: “A me risulta che anche la Lega sia contraria ai condoni”. Le norme sulla mini sanatoria spariscono dalla bozza di decreto attesa domani in Consiglio dei ministri. E così, tra accuse rispedite al mittente e intese ritrovate, non resta alcuna traccia dei malumori che, secondo indiscrezioni, avevano agitato la maggioranza nel vertice notturno dei giorni scorsi.

A confermare la linea del vicepremier Luigi di Maio è lo stesso sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. “Non c’è nessun condono”, certifica il deputato in quota Lega. E chiarisce: “Io non ho partecipato a quel vertice, ma ho partecipato a tanti vertici. Ogni volta sembra che ci siamo menati, ma invece c’è solo una discussione che poi porta a una soluzione. Sbloccheremo lo sblocca cantieri che serve al Paese“.

Sblocca-cantieri, Di Maio: “Di condoni non se ne parla”

Le modifiche al documento Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici e misure per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, meglio conosciuto come sblocca-cantieri, sembrano mettere tutti d’accordo. Dalla bozza, 23 pagine e cinque articoli, sono spariti i due provvedimenti che tanto avevano fatto discutere negli ultimi giorni. E che hanno portato lo stesso titolare del Mise Luigi Di Maio a chiarire dalla colonne del Corriere della Sera: “Di condoni non se ne parla. Non li faremo passare”.

Sblocca-cantieri, le norme incriminate

Eppure, quei due provvedimenti, di cui oggi nessuno rivendica la paternità, in quel documento c’erano. Nero su bianco.

Il primo, inserito all’articolo 4 comma 1 lettera B, concedeva la possibilità di rimediare a piccoli abusi edilizi precedenti il 1977. In pratica, stabiliva che: “Non costituiscono violazione edilizia le opere eseguite in corso di edificazione in variante ai titoli abitativi edilizi rilasciati in data anteriore a quella di entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977 n.10 ma non costituenti totale difformità”.

Il secondo, invece, riguardava l’eliminazione della soglia del 30% per il subappalto, che tanto aveva impensierito i sindacati. Nell’ultima bozza, quella che dovrebbe arrivare domani sul tavolo di Palazzo Chigi, è stato cancellato solo l’obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori.

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