Decreto legge emergenze 2019: cambiano le sanzioni per i pescatori

pesca illegale: mitigate le sanzioni per renderle effettive, proporzionate e dissuasive. Cosa prevede il decreto legge emergenze 2019.

Decreto legge emergenze 2019, cambiano le sanzioni per i pescatori

Decreto legge emergenze 2019: cambiano le sanzioni per i pescatori

Tutti pareri favorevoli alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputatiper l’approvazione del ddl di conversione del decreto legge emergenze del 2019.

Tra le altre cose, si prevedono alcune modifiche ai profili sanzionatori di alcuni illeciti in materia di pesca illegale.

La pesca illegale in Italia

La pesca illegale è assai frequente, soprattutto in alcune regioni del Meridione. Si pensi alla notizia, di poco più di un mese fa, del maxi sequestro effettuato nel cosentino dalla Guardia Costiera di Corigliano Rossano. 3,7 quintali di “novellame” di sarda. Oppure agli episodi analoghi di Sciacca, Porto Palo o Agrigento.

Ciò dovrebbe spaventare non poco, se si pensa che per ogni chilogrammo di novellame pescate, spariscono dalle acque 2 quintali di pesce adulto.

La normativa di riferimento

Per disincentivare il fenomeno, in passato si era fatto leva sull’entità delle sanzioni, con la previsione di multe assai salate. Il quadro normativo di riferimento è il decreto legislativo n. 4 del 2012. Già nel 2016 però, con la legge n.154 del 28 luglio, c’era stata una depenalizzazione per alcune infrazioni legate alla cattura di esemplari sottotaglia. Si evidenziava infatti la sproporzione tra la sanzione e l’illecito, censurata a livello comunitario, dove si richiamava alla necessità di avere sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. Ciò era infatti reso esplicito dall’art. 44 del Regolamento n. 1005/2008, con il quale era stato istituito un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

Cosa prevede il decreto legge emergenze 2019

Le modifiche apportate in questi giorni mirano a mitizzare alcune sanzioni di carattere amministrativo legate alla pesca illegale. L’intento è sempre quello di renderle effettive, proporzionate e dissuasive.

 “È stato riequilibrato finalmente il rapporto fra precetto e sanzione, garantendo l’impegno contro la pesca illegale senza però criminalizzare i pescatori“, ha spiegato Alleanza della Pesca.

Un traguardo per le marinerie italiane, che già dai tempi di Gentiloni chiedevano un provvedimento simile.

Giuseppe L’Abbate del M5S ha commentato: “Siamo riusciti così a risolvere una situazione che ci portiamo dietro da anni e che, finalmente, ferma l’incredibile situazione venutasi a creare per un recepimento errato di determinate disposizioni comunitarie”.

I cinque stelle hanno specificato che ora in Commissione Agricoltura si continuerà a lavorare per arrivare ad una riforma organica del settore ittico.

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