Poste Italiane: rimborso per procura, truffa in Molise. Come riconoscerla

Due truffatori nel Molise hanno tentato di riscuotere dei buoni fruttiferi di Poste Italiane intestati a una signora romana. Ecco cos’è andato storto.

Poste Italiane rimborso per procura truffa in Molise
Poste Italiane: rimborso per procura, truffa in Molise. Come riconoscerla

L’obiettivo era riscuotere il valore dei buoni fruttiferi di Poste Italiane intestati a una signora romana, facendosi riconoscere la procura da un notaio. Ma è stato proprio quest’ultimo a scoprire che qualcosa non andava. Il responsabile della truffa è stato un 46enne molisano, aiutato da una complice di 64 anni, sua parente. Il valore dei buoni ammontava a circa 60 mila euro e se la scrupolosità del notaio non avesse colto nel segno, la truffa sarebbe andata a buon fine.

Buoni fruttiferi di Poste Italiane: tentata truffa in Molise, cos’è successo

L’indagine è partita dal notaio, che ha allertato i carabinieri di Bojano, i quali, in collaborazione con quelli di Trivento, hanno arrestato il truffatore. Come abbiamo anticipato, l’obiettivo dei truffatori era quello di incassare i 60 mila euro circa derivanti da alcuni buoni fruttiferi postali intestati a una 95enne di Roma. Non è ancora noto come i due buoni siano finiti nelle mani del malfattori. Il 46enne è stato aiutato da una sua parente nella falsificazione di una carta d’identità, documento necessario per avere il rimborso.

Poste Italiane: documenti falsi e procura per rimborso Bfp

Quindi i due si erano recati presso un ufficio notarile di Bojano al fine di farsi rilasciare una procura per incassare i soldi dei buoni. Ma controllando i documenti presentati, il notaio aveva notato qualcosa di strano proprio sul documento, nonostante fosse ben contraffatto. E più in particolare sulla parte dell’attaccatura della foto. Un indizio importante che lo ha indotto ad allertare i carabinieri e a far scattare i controlli.

Poste Italiane: truffa in Molise, la conclusione

I truffatori non hanno fatto in tempo ad andare a riscuotere i buoni, perché i militari, dopo aver accertato la tentata truffa e il documento falsificato, hanno provveduto all’arresto del 46enne. Denunciata a piede libero la complice 64enne.

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