Aumento stipendio parlamentari: Zanda querela Di Maio “Deve pagare danni”

Ecco la nota di Zanda sulla falsa accusa di voler presentare una legge che porti all’aumento di stipendio ai parlamentari.

Aumento stipendio parlamentari: Zanda querela Di Maio "Deve pagare danni"
Aumento stipendio parlamentari: Zanda querela Di Maio “Deve pagare danni”

La diatriba che coinvolge Zanda (PD) e il Ministro del lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio (M5S) potrebbe finire in tribunale. L’esponente del Partito Democratico ha infatti avvisato il capo politico del Movimento: la tergiversazione sulla sua proposta di legge manipolerebbe la realtà dei fatti. Stando al fact-checking, in effetti, la proposta di Zanda non farebbe aumentare il salario dei parlamentari, bensì lo ridurrebbe – seppur di poco -. Vi proponiamo la nota integrale con il quale Zanda afferma di voler procedere a giudizio contro Di Maio per diffamazione.

La proposta di Zanda non da aumento stipendio a parlamentari

Ecco la nota di Zanda sulla falsa accusa di voler presentare una legge che porti all’aumento di stipendio ai parlamentari.

“L’onorevole Di Maio, con ripetuti interventi e con plateali intenti diffamatori, ha deformato il senso e il contenuto letterale di una mia proposta di legge diretta al riordino del trattamento economico erogato ai parlamentari italiani. In quotidiane interviste, dichiarazioni alle agenzie e sul web, in comizi elettorali, Di Maio ha sostenuto che il mio disegno di legge, ancorando il trattamento dei parlamentari nazionali a quello dei membri del Parlamento Europeo, avrebbe prodotto per i deputati e i senatori un aumento significativo di quanto da loro percepito. Questa affermazione è totalmente falsa. Se venisse introdotta in Italia la normativa che ho proposto, gli emolumenti erogati ai parlamentari italiani non aumenterebbero nemmeno di un euro ma, al contrario, diminuirebbero. Alla ricerca di successi elettorali, Di Maio ha travisato la verità assecondando l’imbarbarimento della lotta politica. È insopportabile che, sempre più frequentemente, la politica si serva di dichiarazioni palesemente false, così influendo sulle opinioni degli elettori e, conseguentemente, sulla libera espressione del voto – dichiara Zanda -. L’inquinamento del processo democratico attraverso la continua diffusione di fake news e l’indisponibilità al confronto di merito nelle aule parlamentari sono tali da rendere oggi necessario che la verità venga accertata per via giudiziaria. Per queste ragioni, Di Maio viene chiamato a rispondere di ciò che ha ripetutamente dichiarato in campagna elettorale”.

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