Crisi di governo: audio Renzi “Gentiloni ha provato a far saltare accordo”

Crisi di governo. Il senatore del Pd ed ex premier Renzi in un incontro pubblico ha accusato Gentiloni di aver tentato di far saltare l’accordo col M5S.

Crisi di governo: audio Renzi “Gentiloni ha provato a far saltare accordo”

Crisi di governo: all’indomani del primo giorno di consultazioni si registra una scia polemica nell’acceso dibattito del Partito Democratico. Mentre nella Lega e nel Movimento 5 Stelle, per citare le tre principali forze politiche, sembra esserci maggiore coesione sui passi e sulle modalità da compiere il Pd sembra ancora una volta diviso. O almeno attraversato da più forti correnti.

Crisi di governo, il retroscena

In questo nostro articolo vi abbiamo riferito di un retroscena secondo cui la delegazione del PD guidata dal segretario Nicola Zingaretti avrebbe posto dei paletti vincolanti, comunicati al Capo dello Stato, per la nascita di un governo giallo-rosso. Su quali punti? Secondo le ricostruzioni trapelate il Pd avrebbe richiesto – come condizioni per trattare col M5S – lo stop dei decreti sicurezza, una disponibilità a votare il taglio dei parlamentari solo se vincolato alla riforma elettorale e un accordo preventivo sulla manovra.

Già ieri 22 agosto a margine delle consultazioni è iniziato il dibattito interno con una presa di posizione di Anna Ascani, politicamente vicina a Renzi. “Se di fronte al rischio della destra così come ancora si presenta, con Salvini e Meloni in primissima linea, qualcuno nel Pd pensa di far saltare il banco di un possibile governo, istituzionale o di legislatura, sul taglio dei parlamentari, se ne assumerà la responsabilità di fronte al Paese e all’Europa. Le condizioni sono quelle poste in direzione, altre condizioni rischiano di essere fuori luogo in questo momento”.

Crisi di governo, l’affondo di Renzi

Nel frattempo è stato reso pubblico un audio in cui è lo stesso Renzi ad accusare Gentiloni. Durante l’incontro nel corso della scuola politica promossa al Ciocco, in provincia di Lucca, Renzi ha affermato: “È Paolo Gentiloni che ha fatto passare il messaggio di una triplice richiesta di abiura da parte del Pd ai 5Stelle”. Ecco i dettagli: “I Cinquestelle ci avevano detto noi ci stiamo se ci garantite che possiamo arrivare almeno al referendum sul taglio dei parlamentari. L’ala trattativista, guidata da Franceschini, aveva detto: A noi va bene se garantite dei contrappesi”.

Sempre per Renzi sarebbe stato lo stesso Gentiloni a far pervenire la notizia a Repubblica e Huff Post rivelando in anteprima “il messaggio di una triplice richiesta di abiura da parte del Pd al M5S”.

“Il modo in cui lo spin è stato passato – ha affermato il senatore in carica – è un modo finalizzato a far saltare tutto. Gentiloni oggi (l’incontro si è svolto ieri) era al Colle, ma non ha aperto bocca. Non ha detto nella sede ufficiale ciò che pensava, ma lo ha detto tramite i giornali. Al che è successo un mezzo caos, perché la parte del M5S che vuole far saltare tutto, guidata da Di Battista e Paragone, ha detto ‘Zingaretti è Giuda’”. La conclusione di Renzi suona come un messaggio rivolto proprio Zingaretti: “Nel Pd, ove vi fosse la rottura, sarà un caos. Se uno, contravvenendo alle regole interne, con un spin fa saltare tutto, non è detto che il Pd arrivi tutto insieme alle elezioni”.

Replica di Zingaretti alle accuse di Renzi contro Zingaretti

Crisi di governo – Non si è fatta attendere la replica di Zingaretti. “Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del Presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo Governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo”.

Nuovo richiamo del segretario all’unità. “Siamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando per raggiungere un obiettivo difficile: dare vita a un Governo di svolta  per cambiare l’Italia; e questo passa per uno spirito unitario. Torno per l’ennesima volta a fare un appello alla responsabilità: fondamentale per raggiungere questo obiettivo è  fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi sì, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità”.

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