Referendum prescrizione 2020: scopo e possibile quesito: c’è già un testo?

Referendum prescrizione 2020: qual è lo scopo e da chi è partita l’idea. Esiste già un testo ufficiale in proposito? qual è il possibile scenario?

Referendum prescrizione 2020 scopo e possibile quesito c'è già un testo
Referendum prescrizione 2020: scopo e possibile quesito: c’è già un testo?

La nuova prescrizione è da poco in vigore e ciò nonostante, i malumori e le opinioni contrarie continuano a farsi sentire con durezza. In particolare, l’Organismo congressuale forense (OCF) ha progettato un quesito referendario esplicitamente mirato all’abrogazione della riforma della prescrizione, valevole dallo scorso primo gennaio. Vediamo di seguito più nel dettaglio quali potrebbero essere le novità in proposito.

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Referendum prescrizione: perché è stata lanciata l’idea?

In effetti, il referendum prescrizione è ormai un’ipotesi assai concreta, tanto che nei prossimi tempi il relativo testo sarà formalizzato al fine di garantirne l’ammissibilità; in seconda battuta, sarà poi inviato ai presidenti delle Regioni. In verità, agli avvocati la riforma della prescrizione non è piaciuta affatto, risolvendosi – a loro giudizio – in un ulteriore intasamento della macchina giudiziaria – già lenta e farraginosa di suo. Anzi, secondo le intenzioni dei promotori del referendum, la riforma della prescrizione va completamente ripensata e rivista, in un più ampio ed organico disegno di riforma strutturale delle regole processuali.

Il rischio concreto sarebbe infatti quello di esporre le aule di tribunale a danni incalcolabili e alle lesione dei principi dello stato di diritto, tra cui soprattutto quello della durata ragionevole del processo, con anzi la possibilità di avere imputati che – a causa dello stop alla prescrizione – restano tali a tempo indeterminato.

Ecco perché il referendum sulla prescrizione è emerso come possibilità tutt’altro che remota. Secondo gli avvocati promotori, da un lato, va garantito che la vittima del reato possa veder celermente accertata la responsabilità penale dell’imputato; dall’altro invece il colpevole ha diritto a non restare intrappolato nelle aule di giustizia per anni e anni, ovvero ha diritto ad una pronta decisione nei suoi confronti, in modo da scontare l’eventuale condanna ed in seguito trovare nuova collocazione nella società.

Quali sono i possibili sviluppi?

A questo punto, il referendum sulla prescrizione, di tipo abrogativo, sarà l’unica concreta opzione possibile per cancellare l’attuale normativa, nel caso in cui Camera e Senato non dovessero approvare una delle proposte di legge mirate all’abrogazione (particolare rilievo ha la proposta di legge Costa). Tuttavia, come specificato dai sostenitori, non basterà la sola iniziativa referendaria degli avvocati, essendo essenziale anche l’impegno ed il contributo delle forze politiche, per raccogliere le firme.

Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra gli esponenti dell’Unione Camere penali italiane (UCPI) e le forze politiche: il tema sarà quello di portare avanti una vera e propria campagna referendaria, con il sostanziale contributo di tutti gli interessati all’abrogazione della nuova prescrizione.

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Il presidente dell’UCPI ha sottolineato che è impossibile lo svolgimento del referendum senza l’effettiva inclusione di politica e società nel comitato promotore: solo così potrebbero essere raccolte le firme necessarie (almeno 500.000).

Concludendo, in molti si domanderanno se già esiste un testo formale del quesito referendario, da inviare alle Regioni. Ebbene, l’UDCI ha recentemente ricordato che al momento non è cosa prioritaria avere un testo “ufficiale”, lasciando intuire di voler compiere il percorso verso il referendum prescrizione, in modo assai ponderato e dopo il confronto con i soggetti politici. In questi giorni circola però una “bozza” che riporta le seguenti parole: “Volete voi che sia abrogato l’articolo 159, comma 2, del Codice penale… come modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera e), n. 1, della legge 9 gennaio 2019, n. 3,?“. A questo punto, non resta che attendere i prossimi sviluppi e le prossime mosse di avvocatura e classe politica.

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