Prescrizione reati: stop da gennaio 2020, ci sono reati per i quali non vale?

Pubblicato il 2 Gennaio 2020 alle 15:40 Autore: Claudio Garau

Prescrizione reati stop da gennaio 2020: quali sono i tratti essenziali della recente riforma? ci sono reati per i quali non vale?

Prescrizione reati stop da gennaio 2020, ci sono reati per i quali non vale
Prescrizione reati: stop da gennaio 2020, ci sono reati per i quali non vale?

È una delle notizie più discusse e commentate negli ultimi giorni, quella dell’abolizione – o meglio della sospensione – della prescrizione reati, a partire da gennaio 2020. Vediamo più da vicino i tratti essenziali e se ci sono reati per i quali la riforma della prescrizione non vale.

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Prescrizione reati: il mutamento dello scenario e i possibili sviluppi

La normativa di riforma della prescrizione (detta anche legge “spazzacorrotti” date le misure anti-corruzione che altresì contiene), fortemente voluta dal M5S (tanto da essersi parlato di “riforma Bonafede”), è entrata in vigore a inizio anno, ovvero il primo gennaio 2020. L’intento di tale provvedimento è quello di sospendere o bloccare il decorso dei termini della prescrizione reati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado. Ciò che preme sottolineare è che, con il nuovo sistema, l’interruzione del decorso in oggetto avviene a tempo indeterminato. Ecco perché gli osservatori hanno definito tale legge come una sorta di provvedimento mirato ad abolire la prescrizione.

Tuttavia il dibattito politico, pur con la riforma appena varata ed entrata in vigore, non è ancora cessato; anzi più forze politiche si sono dimostrate tuttora contrarie a tale sospensione/abolizione della prescrizione reati. Si parla infatti di una vera e propria spaccatura nel Governo tra favorevoli al nuovo regime (M5S) e contrari (PD ed Italia Viva). Insomma, allo stato attuale del dibattito, non sono esclusi capovolgimenti, essendovi più di un esponente politico che preme per modificare o eliminare la normativa appena entrata in vigore.

Se diviso è il mondo politico, altrettanto diviso è quello giudiziario, con – ad esempio – i magistrati dell’ANM favorevoli alla riforma prescrizione reati e i gli avvocati invece fortemente contrari. Infatti, secondo i detrattori della riforma, la conseguenza sarà la dilatazione dei processi, potenzialmente all’infinito, con il rischio che gli imputati restino tali per un numero imprecisato di anni.

Ci sono reati per i quali non vale?

Svolti i necessari cenni preliminari sulla riforma, rispondiamo alla domanda iniziale: ci sono reati per i quali non scatta la nuova disciplina della prescrizione reati?

Ebbene, la risposta è molto semplice: secondo il nuovo articolo 159 del Codice Penale, nessun reato potrà più essere oggetto di prescrizione, pertanto non potrà più estinguersi per effetto di tale istituto, a seguito della sentenza di primo grado, di assoluzione o di condanna. Su questo dato non vi sono dubbi, basta leggere la nuova normativa in merito: “Il  corso della  prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna“. In altre parole, se formalmente si tratta di sospensione della prescrizione reati, in sostanza si tratta di una vera e propria abolizione.

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Concludendo, sicuramente è presto per dire se tale riforma produrrà effetti positivi, sarà il tempo e la prassi nei tribunali a dare risposte concrete. Certo è che la riforma in esame non è altresì intervenuta a modificare, correggere o migliorare assetto e funzionamento della macchina giudiziaria, degli apparati che la compongono e dei meccanismi e questo potrebbe influire sull’efficacia della riforma citata. In ogni caso, vedremo nell’immediato futuro e nelle aule di tribunale, quali saranno gli esiti pratici della nuova prescrizione dei reati.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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