Coronavirus: casi sospetti a Formia e a Salerno

Coronavirus ultime notizie: casi sospetti a Formia e a Salerno. Le ultime. Si attendono i risultati dallo Spallanzani di Roma e dal Cotugno di Napoli

Coronavirus ultime notizie: casi sospetti a Formia e a Salerno

C’è un primo caso sospetto di coronavirus a Formia. Come tale – rimanendo solo un sospetto e non trattandosi di un caso accertato – è consigliabile non alimentare allarmismo. Si tratta di un 30enne che vive a Shangai e che è tornato in Italia appena due settimane fa. Quando è tornato ancora c’era alcun blocco aereo. Nel frattempo, dalla sua partenza in poi, la situazione in Cina si è aggravata. L’uomo è stato trasferito allo Spallanzani di Roma, struttura di riferimento regionale per i possibili casi di coronavirus. In quella struttura c’è già una coppia di turisti cinesi tenuti sotto osservazione.

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Coronavirus: caso sospetto anche a Salerno

Oltre al caso di Formia, c’è anche un altro caso sospetto a Salerno. Un uomo si è presentato all’Ospedale Universitario Ruggi d’Aragona a seguito di un viaggio in Cina – dove vive la sua fidanzata. Dopo uno scalo a Berlino, l’uomo – un 40enne, la cui identità non è stata rivelata – ha accusato molti dei sintomi del coronavirus. Presentatosi al Pronto Soccorso dell’Ospedale, è stato immediatamente attivato il protocollo di sicurezza per limitare il possibile contagio. In giornata si dovrebbero avere i risultati sulla positività o negatività del test. Il 40enne salernitano è stato trasferito all’ospedale Cotugno di Napoli, che è stata individuata come struttura di riferimento regionale per i possibili pazienti infettati dal virus.

Si ricorda che basta seguire le principali norme igienico-sanitarie per ridurre la possibilità di contrarre un virus ancora molto poco diffuso sul territorio. Le misure di contenimento prese dal governo – seguendo anche le linee dettate dall’OMS – dovrebbero ridurre al minimo le possibilità di contagio e diffusione sul territorio italiano.

Per ora, il numero di contagiati in tutto il mondo supera le 40.000 unità. Sono morte all’incirca un centinaio di persone – quasi tutte con una condizione patologica pregressa -. Nella stragrande maggioranza dei casi, il coronavirus da solo non è letale. Associato però ad altre patologie, può portare a gravi complicanze.

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