Numero Verde supporto psicologico: a cosa serve e come funziona

Numero Verde supporto psicologico: a cosa serve e come funziona, quali i sono i professionisti attivi al numero verde e le richieste d’aiuto più frequenti

Offerto gratuitamente da Tim, il numero verde 800.833.833 è stato messo a punto dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute per offrire un servizio di supporto psicologico gratuito in questi mesi di emergenza Covid-19.

La richiesta di ascolto potrà essere accolta in modalità telefonica oppure online dalle 8 alle 24 , anche dall’estero al numero 02.20228733, ed è tesa a fornire un aiuto mirato a tutte quelle forme di ansia, stress e depressione che possono sorgere durante il distanziamento sociale: questo momento, infatti, ha prima di tutto costretto, per motivi di contenimento del contagio, all’isolamento in casa. Il tracollo economico in cui il Paese riversa, comporta in automatico un aumento significativo delle preoccupazioni relative al futuro e alla sanità fisica propria e dei propri cari.

Sebbene molti psicoterapeuti e analisti continuino a svolgere il proprio lavoro in privato avvalendosi di strumenti di videoconferenza, l’organizzazione di un servizio pubblico è, per certi versi, un’iniziativa d’avanguardia soprattutto perchè riconosce e risponde tempestivamente all’esigenza di affrontare il distanziamento sociale anche attraverso la prevenzione nell’ambito della salute mentale.

Numero Verde supporto psicologico: chi sono i professionisti attivi

Questa tipologia di supporto si suddivide in due livelli: il primo serve per individuare la natura della richiesta, identificandola attraverso le varie aree attive come psico-oncologia, psicologia infantile, adolescenza o familiare; rispetto a quanto emerso nei primi colloqui, verrà deciso se una determinata situazione necessiterà di un ulteriore approfondimento o se le preoccupazioni espresse saranno contingenti alla situazione o comunque, contenibili e risolvibili in tempi minori.

Per il primo livello saranno disponibili più di cinquecento professionisti attivi nell’ambito della psicologia dell’emergenza, mentre al secondo livello risponderanno oltre 1500 psicoterapeuti, provenienti dalle più autorevoli associazioni e scuole italiane ed europee.

Collaboreranno  l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), l’Associazione Italiana Psicologia Psicoanalitica (AIPA), la Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP), Soci Italiani European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy (SIEFPP), Società Italiana di Psico-oncologia (SIPO), la Società Italiana di Psicologia Pediatrica (S.I.P.Ped), la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC), la Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) e la Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

Sofferenze psicologiche più frequenti nel periodo di distanziamento sociale

Una ricerca pubblicata dall’Università di Tor Vergata rispetto ad un questionario somministrato a 1.400 operatori sanitari, ha rilevato un aumento significativo del disturbo post traumatico da stress (50%) e depressione (22%) con elementi di ansia molto gravi e insonnia. Questi dati sono in linea con gli studi cinesi relativi al periodo della SARS (2002-2004), che rispecchiano, a distanza di anni, sia la condizione degli operatori sanitari, ma anche quella delle famiglie costrette in casa.

Sicuramente medici, infermieri e operatori sono i più gravemente esposti, in termini di salute fisica e mentale. Il numero verde di supporto psicologico è dedicato comunque anche a tutti coloro che non sono impiegati nella sanità, ma vivono comunque una condizione di forte ansia generalizzata. Le preoccupazioni più frequenti sono relative a come il fermo economico del paese si ritorcerà sul futuro di famiglie, giovani, anziani, attività economiche di ogni genere. Come cambierà il lavoro? Basteranno i supporti economici?

Senza contare lo stress di genitori con i bambini a casa, l’ipocondria sociale di come convivere con il virus, lo stigma di chi è stato contagiato e ha esigenza di tornare alla normalità, il divieto di poter viaggiare e visitare i propri parenti in altre regioni per chissà quanti altri mesi. Queste, e molte altre sono le domande irrisolte, insieme all’obbligo di restare fermi, andando contro alle abitudini della velocità e della produttività, alla base di un disturbo dell’umore, della flessione verso frequenti pensieri negativi, di perdita d’interesse per il lavoro da casa o per le attività quotidianamente svolte con piacere, alla radice di scatti di rabbia e irritabilità costante.

La gestione di tutto questo potrà essere affidata all’ascolto di professionisti specializzati.

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