Cefalea cronica: cos’è e perché è diventata una malattia invalidante

Cefalea cronica: qualche numero sulle persone affette da questo disturbo e le recenti novità normative. Ecco perchè oggi è una malattia invalidante

Cefalea cronica: cos’è e perché è diventata una malattia invalidante

In Italia la cefalea cronica è un vero e proprio problema sociale: ne soffrono infatti circa 7-8 milioni di cittadini sparsi nella penisola. Se consideriamo, invece, tutte le possibili forme di mal di testa, il numero sale e non di poco: ben più di 20 milioni di italiani soffrono infatti di fastidi alla testa, dovuti alle più varie cause. Tanto che è stata istituita la Giornata Nazionale del mal di testa, quest’anno avutasi il 20 maggio. Vediamo allora di seguito, più da vicino, che cos’è la cefalea cronica e perché è divenuta una malattia invalidante.

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Cefalea cronica: di che si tratta? Le forme riconosciute dalla nuova legge

Nel nostro paese è stato appurato che la cefalea, nelle sue diverse forme primarie (ovvero cefalea tensiva e a grappolo, emicrania), colpisce soprattutto donne tra i 20 e i 50 anni. Tuttavia, come detto, sono milioni le persone affette da questa patologia, per cause diversissime tra loro. Tra esse possiamo ricordare, a titolo meramente esemplificativo, alcuni fattori ambientali scatenanti,  scorrette abitudini di vita, reazioni ormonali, ansia, depressione, infiammazioni e infezioni nella zona in cui si manifesta la cefalea, intolleranze alimentari. In linea generale, la cefalea si presenta come un dolore più o meno intenso in una certa parte della testa o del collo.

La cefalea cronica è stata però recentemente riconosciuta come una malattia sociale, invalidante, anche in ragione della sua larghissima diffusione. Lo ha sancito la legge approvata in modo definitivo dall’aula del Senato lo scorso 8 luglio con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione. Il percorso che ha condotto a questo riconoscimento non è però stato breve, avendo avuto inizio nell’ormai lontano 2003, con la Carta dei diritti del paziente cefalalgico.

Tale recente provvedimento normativo, d’altra parte, appare come una conseguenza e una risposta dovuta ad un problema come quello della cefalea cronica primaria, ovvero una malattia cronica e invalidante vera e propria. Ma quali sono, nel dettaglio, le forme di cefalea cronica invalidante su cui quindi la nuova legge pone la tutela? eccole in sintesi:

In che modo può essere accertata?

Tuttavia, il riconoscimento della patologia della cefalea cronica come invalidante segue sempre ad una accurata diagnosi del medico specialista. Ovvero, la cefalea primaria cronica va accertata da almeno un anno in un paziente, tramite atto scritto di un professionista del campo medico, operativo presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee. In pratica, detto medico deve formalizzare la sussistenza dell’effetto invalidante della malattia, che provoca disagi e difficoltà nelle normali attività quotidiane della persona che soffre di cefalea cronica.

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Concludendo, non basta però la citata legge per garantire la piena tutela contro la cefalea cronica, intesa oggi come malattia sociale e fonte di invalidità. Infatti, per da attuazione alla legge servirà un decreto del ministro della Salute, sulla scorta dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. Tale decreto andrà adottato entro 180 giorni dal giorno di entrata in vigore della legge citata. Nella prospettiva del miglior intervento possibile anti-cefalea cronica, verranno definiti progetti e tecniche innovative per curare le persone affette da questo problema. Saranno messi nero su bianco anche i percorsi di attuazione dei progetti, secondo una visione di insieme finalizzata a combattere la cefalea su più fronti.

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