Coronavirus ultima ora: nuovi casi raddoppiati in una settimana, i dati

Coronavirus ultima ora: i dati della Fondazione Gimbe impongono una guardia alta anche se “non rivedremo le scene drammatiche di marzo/aprile”

Coronavirus ultima ora: nuovi casi raddoppiati in una settimana, i dati
Coronavirus ultima ora: nuovi casi raddoppiati in una settimana, i dati

Coronavirus ultima ora: nella settimana che va dal 19 al 25 agosto i contagi registrati sono praticamente raddoppiati rispetto a quella precedente. I dati della Fondazione Gimbe impongono una guardia alta anche se “non rivedremo le scene drammatiche di marzo/aprile”.

Coronavirus ultima ora: i dati della Fondazione Gimbe

Coronavirus ultima ora –  Praticamente un raddoppio dei positivi nella settimana che va dal 19 al 25 agosto rispetto a quella precedente: da 3.399 a 6.538, in pratica il 92,4% in più, con 215 nuovi ricoverati con sintomi e 8 unità in terapia intensiva. Questi, in breve, i dati raccolti dal monitoraggio condotto dalla Fondazione Gimbe: nel dossier si precisa d’altra parte che tali cifre sono dovute anche all’aumento dei test (passati da 180.300 a quasi 310mila). L’aumento dei casi è ancora più confrontando i dati con quelli della settimana che va dal 15 al 21 luglio: da 1.408 positivi si è passati a 6,538, i ricoverati con sintomi sono diventati 1.058 da 843 che erano mentre i pazienti in terapia intensiva sono 66 quando erano 58. Il rapporto tra positivi e casi testati arriva al 2,1% dallo 0,8% che era.

“Queste spie rosse, piuttosto che generare inutili allarmismi, devono infondere una comune consapevolezza sull’andamento dell’epidemia nel nostro paese al fine di mantenere alta la guardia, sia da parte delle Istituzioni che devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia da parte dei cittadini chiamati ad attenersi a tutte le misure di sicurezza, senza minimizzazioni di sorta. Nel quadro di una circolazione endemica del virus si assiste ad un aumento progressivo dei focolai con crescita esponenziale dei nuovi casi, siano essi autoctoni, da rientro di italiani andati in vacanza all’estero, o di importazione da stranieri” commenta i dati Nino Caltabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

“Non rivedremo le scene di marzo/aprile”

Coronavirus ultima ora – Sempre Caltabellotta analizza che “Tutti questi numeri non possono essere confrontati con quelli dei primi mesi dell’epidemia perché le dinamiche epidemiologiche sono completamente diverse. Dello tsunami che si è abbattuto sul nostro Paese non abbiamo mai conosciuto la fase iniziale: il coronavirus circolava insidiosamente sottotraccia con migliaia di asintomatici che infettavano senza saperlo parenti, amici e colleghi di lavoro. Il lockdown rigoroso e prolungato ha ridotto la mortalità, gli accessi in ospedale e il numero dei nuovi casi, ma dal 3 giugno siamo di fatto ripartiti dal via”.

Detto ciò, prosegue a spiegare i dati del proprio monitoraggio il presidente della Gimbe, “è ragionevolmente certo che non rivedremo le drammatiche scene di marzo/aprile perché oggi la situazione epidemiologica è attentamente monitorata, il servizio sanitario è ben organizzato e, dunque, non potrà esserci alcun effetto sorpresa. Ma non bisogna concedere ulteriori vantaggi al coronavirus, tanto più che i numeri riflettono sempre comportamenti di 3-4 settimane fa”.

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