Pensioni ultime notizie: riforme in vista per ridurre gli assegni?

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Pensioni ultime notizie: riforme in vista per ridurre gli assegni?

Pensioni ultime notizie: ultimamente si parla spesso di pensioni a rischio e assegni ridotti. C’è una crisi economica che affianca quella sanitaria, pronta a superarla, a diventare emergenza, se non urgenza. Tuttavia, negli ultimi 15 giorni è accaduto un nuovo fatto: la Corte Costituzionale si è espressa sulla legittimità del contributo di solidarietà sugli assegni più elevati per 3 anni, esprimendosi favorevole. Così come legittimo è il blocco delle rivalutazioni per i trattamenti pensionistici superiori a 100 mila euro l’anno. Si tratta di una sentenza importante, perché di fatto va a legittimare qualcosa che da molti è considerato come un vero e proprio furto da parte dello Stato.

Pensioni ultime notizie: metodo contributivo più penalizzante rispetto al retributivo

Il Giornale, tuttavia, fa notare che dietro questa sentenza che sembrerebbe interessare solo i “ricchi”, si cela un aspetto un po’ più controverso: la possibilità di tagliare gli assegni andando a ledere i diritti acquisti in passato. E questo sta già succedendo, in parte, anche se è stato deciso anni addietro: stiamo parlando dell’introduzione del metodo contributivo. In breve, i lavoratori di oggi e pensionati di domani non potranno essere equiparati per alcun motivo al mondo ai pensionati attuali, perché l’assegno dei futuri pensionati sarà calcolato con il metodo interamente contributivo, più penalizzante rispetto al sistema retributivo.

Allarme sugli importi degli assegni futuri

Per il quotidiano milanese, il pensiero è che la Legge Fornero prevede il metodo contributivo per tutti quelli che avevano 18 anni di contributi fino al 31 dicembre 1995 e a partire dal pagamento delle pensioni dal 2012. Tuttavia, “il rischio concreto è che questo tipo di meccanismo possa essere allargato anche agli assegni liquidati”, prendendo come riferimento la succitata sentenza della Consulta. La previsione riguarda “una quota destinata a un contributo di solidarietà che però a questo giro potrebbe colpire assegni e trattamenti previdenziali” anche sotto i 100 mila euro annui. Il Giornale prende come indizio anche l’allarme di Bankitalia sui possibili problemi legati agli assegni del futuro a fronte di una ridotta capacità di spesa previdenziale e i continui solleciti generici a riflettere sulla previdenza integrativa.

Al momento non è noto sapere se il quotidiano ci abbia visto giusto, ma certo è che di pensioni basse per il futuro se ne parla ormai da anni e che la sentenza della Consulta rischia di essere solo un promemoria per quello che ci attende nel futuro sul fronte previdenziale.

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