Il Parma brilla in D, ma i talenti della A dove sono finiti?

Nella giornata odierna torna in campo la Serie D, campionato da sempre poco seguito, se non da pochi appassionati e dai diretti interessati.
Quest’anno il disco cambia: giornali, televisioni e attenzioni puntano sulla bisfrattata serie, ed il merito è del Parma, iscritto alla D dopo il fallimento avvenuto nella scorsa stagione.

A distanza di mesi dalle decisioni della FIGC e dall’inizio del campionato, i polveroni non sembrano volersi placare. Nell’ultimo c’è di mezzo il rossonero Galliani e qualche compravendita sospetta.

I gialloblu dominano – e non c’è da sorprendersi – la classifica del campionato: 19 punti in 7 partite, miglior attacco (primato condiviso con l’Altovicentino) e miglior difesa.

Ma il Parma della A, quello che solo un anno fa lottava in ogni piazza, nonostante la certezza di non poter raggiungere la salvezza, dov’è finito?
Proviamo a ricomporlo.

Ad aprire le danze è ovviamente Alessandro Lucarelli: da buon capitano non ha abbandonato la sua nave ed ha fatto un salto dalla A alla D nel giro di un’estate. Il suo cuore è gialloblu e la sua fascia rimane salda sul bicipite.

“Meglio” di Lucarelli ha fatto solo Andrea Giallombardo, precipitato in Promozione laziale, tra le file del Sant’Angelo Romano.

Sono invece restati in A i più appetibili: Josè Mauri s’è accasato al Milan (anche se potrebbe già ripartire per scarso impiego), dove intanto è tornato Antonio Nocerino; Jonathan Biabiany è ripartito, invece, dai cugini interisti; Mattia Cassani ha scelto la Sampdoria – sfruttando l’infortunio di De Silvestri – e Andrea Costa è il post-Rugani all’Empoli; Massimo Gobbi è titolarissimo al Chievo, mentre Felipe e Ciccio Lodi si sono ritrovati all’Udinese; Gabriel Paletta e Afriyie Acquah, invece, hanno già cambiato due maglie, quelle del Milan e dell’Atalanta per il primo, di Sampdoria e Torino per il secondo; chiudono i conti Andrea Rispoli, Antonio Mirante e Antonio Cassano, volati rispettivamente nella Sicilia rosanero, a Bologna e a Genova, sponda blucerchiata.

Passo indietro per chi è stato accolto in Serie B: Lotito ha portato Massimo Coda alla Salernitana e Alessandro Iacobucci ha scelto l’Entella; sfideranno Daniele Galloppa, accasatosi a Modena, e Alex Cordaz, numero 1 del Crotone.
Stefan Ristovski ha giocato per metà stagione con il Latina, per poi essere acquistato dallo Spezia, che l’ha girato in prestito ai croati del Rijeka.

In Lega Pro c’è finito il dimenticato Vicente, ora nella rosa dell’Akragas.

Le sirene estere hanno chiamato (o richiamato) molti ex-Parma: Silvestre Varela è ritornato al Porto, mentre il talentuoso El Cebolla Cristian Rodriguez è finito in Argentina, all’Independiente; in Portogallo c’è finito anche Lucas Souza, nel Tondela neopromosso in Primeira Liga, mentre Cristobal Jorquera suda per i turchi del Bursaspor; Pavol Bajza ha scelto i cugini sloveni dello Zavrc; Zouhair Feddal ha preferito La Liga spagnola, giocando per il Levante; Francia e Grecia hanno accolto Pedro Mendes e Andi Lila, partiti per la volta di Rennes e PAS Giannina.
Se, infine, sorprende che Ishak Belfodil sia finito negli EAU, a guadagnar soldoni con il Baniyas, non darà scalpore la notizia di Paolo De Ceglie all’Olympique Marsiglia (o forse sì?).

Sorvolando sui giovincelli (e la metà l’ha razziata il Sassuolo), ritroviamo il lituano Tomas Danilevicius che in estate appende le scarpette con i tacchetti al chiodo, dopo una lunga signora carriera.
Restano a bocca asciutta, invece, tanti volti noti: da Raffaele Palladino a Fabiano Santacroce, passando per Soufiane Bidaoui, Abdelkader Ghezzal, Gabriele Paonessa e McDonald Mariga, tutti con le valigie pronte, in vista di una nuova avventura.

Fine della corsa, giovedì 15 è il turno di Ribelle Castiglione – Parma e gli occhi saranno ancora puntati sulla Serie D, aspettando che i gialloblu ritornino tra i grandi e riformino una squadra fatta di grandi.

 

 

 

Luigi Forte