La riforma della giustizia secondo Draghi: serve agire in fretta. I temi caldi

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La riforma della giustizia secondo Draghi: serve agire in fretta. I temi caldi

Come è ben noto, in questo periodo non c’è solo il tema dominante della lotta alla pandemia e del piano vaccinazione a tener banco. Tanti gli argomenti su cui dovrà intervenire il nuovo Governo e, tra essi, l’annosa questione della riforma della giustizia: ragionevole durata dei processi, nuove regole inerenti la giustizia tributaria, prescrizione, sono soltanto alcuni dei tanti aspetti sui quali dovrà essere finalmente messa nero su bianco una riforma davvero strutturale, complessiva e con una visione d’insieme.

Insomma, oltre a tutte le altre questioni aperte, c’è anche questa, ecco perchè l’intervento di Draghi in Parlamento ha affrontato altresì il tema giustizia. Vediamo più da vicino.

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Riforma della giustizia: l’obiettivo della maggior efficienza, in linea con le aspettative UE

Come accennato, in aula l’ex Presidente della BCE si è soffermato anche sul tema inerente cause e tribunali: l’obiettivo è superare l’impasse provocata dal progetto dell’ex ministro Alfonso Bonafede, sui cui la maggioranza politica in passato si è spaccata più volte.

Per Mario Draghi: “Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all’interno del contesto delle aspettative dell’Unione europea. Nelle raccomandazioni specifiche per Paese indirizzate all’Italia negli anni 2019 e 2020 la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro“.

Insomma, parole d’ordine sono semplificazione, razionalizzazione e perfezionamento della macchina della giustizia civile, penale, amministrativa e tributaria. Appare evidente che la riforma della giustizia e del processo civile avranno un assetto europeista, come del resto le modifiche da svolgersi nei confronti del Fisco e della Pubblica Amministrazione.

Norme più semplici e nuove risorse in organico

Al fine di poter ottenere una giustizia più pronta a rispondere ai bisogni dei cittadini, è necessario rivedere l’assetto normativo dei Codici, garantendo finalmente “norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e, infine, favorendo la repressione della corruzione“.

Dalle parole di Draghi, si intuisce la necessità di un aumento di organico nei tribunali, non solo con riferimento agli impiegati e cancellieri, ma anche e soprattutto con riferimento al numero dei magistrati, ancora troppo basso rispetto alla mole di lavoro da sostenere.

Il problema di fondo è che il tema della riforma della giustizia va ad accavallarsi a tanti altri, che oggi emergono con ancora più forza, a causa della pandemia: lavoro, scuola, immigrazione, sanità, Mezzogiorno e non solo. E’ scontato affermare che sarebbe stato decisamente più opportuno aver risolto anni addietro il problema della riforma della giustizia, senza giungere ai tempi odierni con questa ulteriore montagna da scalare.

Ma tant’è. Inoltre, il Premier Draghi, pur articolando un discorso ricco di spunti, non affronta da vicino una delle questioni più dibattute e controverse degli ultimi anni, ossia il tema della prescrizione, una delle cause della crisi del Governo Conte bis.

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Certo è che le istituzioni dovranno trovare una soluzione strutturale, e in tempi brevi, per garantire la ragionevole durata del processo e il rispetto dei diritti dei cittadini, tra cui quello di difesa. Con tutta probabilità, l’intento del Premier Draghi è quello di assegnare ogni valutazione di merito, sul tema della prescrizione, alla neo Ministra della Giustizia Marta Cartabia, una figura tecnica con molta esperienza, che certamente conosce il problema e può valutare con competenza le possibili soluzioni.

Concludendo, è da rimarcare che la riforma della giustizia non è però solo prescrizione: tante sono le questioni sul tavolo, che dovranno essere trattate anche tenendo conto delle aspettative dell’Unione Europea, la quale non ha mancato, in più occasioni, di apprezzare lo sforzo fatto in tal senso dall’Italia, ma allo stesso tempo ha sollecitato le istituzioni a continuare per questa strada, con l’introduzione di leggi ad hoc dirette a migliorare l’efficienza del nostro sistema giustizia.

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