Alitalia: c’è l’intesa ma l’Europa detta le condizioni per la ripartenza

Rimborso in denaro Alitalia e Volotea

Alitalia: c’è l’intesa ma l’Europa detta le condizioni per la ripartenza

Sono tanti i nodi da sciogliere per l’Italia, in un periodo in cui la pandemia – nonostante il buon andamento della campagna di vaccinazione nella penisola – sta facendo ancora pesantemente sentire i suoi effetti.

Ma secondo le ultime indiscrezioni, pare che tra la Commissione UE e il Governo italiano sia stata trovata finalmente un’intesa su Alitalia. In buona sostanza, le parti si sarebbero accordate sulla newco Ita, che partirebbe da agosto sul fronte commerciale, consentendo le prime vendite dei biglietti di viaggio. Per l’autunno previsto invece, l’avvio della compagnia sul fronte operativo. Nel periodo di mezzo, i voli continuerebbero ad essere gestiti da Alitalia.

Al tavolo continentale è stato presente anche il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, il quale ha ricordato che i passi avanti ci sono stati, nonostante le tante difficoltà a dipanare la matassa Alitalia.

Cerchiamo allora di capire in sintesi quali sono le ultime novità in tema di compagnia di bandiera per il trasporto aereo e cosa potrebbe presumibilmente cambiare nei prossimi mesi.

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Alitalia: ecco che cosa chiede l’Europa all’Italia

La vicenda Alitalia è certamente spinosa e complessa, e comporta conseguenze non indolore per tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti – dal punto di vista lavorativo – nella precaria situazione della compagnia. Nonostante l’intesa con le istituzioni UE, infatti, vi è il problema rappresentato dal fatto che Bruxelles non fa marcia indietro, ed anzi domanda la riduzione della forza lavoro.

In buona sostanza, ecco le novità che giungono a seguito dell’intesa con la Commissione UE:

I sindacati hanno ben accolto lo sblocco della situazione di stallo a Bruxelles ma, al contempo, hanno fatto sapere che si batteranno per evitare conseguenze “mortificanti per l’industria del trasporto aereo italiano“. Ad affermarlo Fabrizio Cuscito della Segreteria nazionale Filt-Cgil.

Per il MISE l’accordo è comunque positivo per il Paese

Alitalia e Ita rappresentano presente e futuro. La seconda prenderà infatti il posto della prima e dovrà “essere un’azienda che dimostra di stare sul mercato“, queste le parole del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Proprio il numero due della Lega, ora nella squadra di Governo, fa notare – a margine di un incontro con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli – che la forza di stare sul mercato è ciò che vuole non soltanto Bruxelles, ma anche e soprattutto il Governo italiano.

Proprio Giorgetti dà alcune interessanti anticipazioni sul prossimo futuro della compagnia di bandiera. “Non è la Commissione” a imporre che la nuova compagnia che sostituirà Alitalia sia sostenibile, fa presente Giorgetti, ma “è anche il governo che vuole che la compagnia nasca in condizioni di sostenibilità economica. Quindi, ci sono condizioni di mercato, perché non si può fare semplicemente la compagnia di Stato”. In buona sostanza, la nuova compagnia deve nascere nella volontà e nelle condizioni di poter competere sul mercato, altrimenti tutto il progetto non ha ragion d’essere.

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Inoltre, il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti rende noto che la nuova compagnia aerea Ita “potrà partecipare alla gara per il marchio” Alitalia. Pertanto il quadro dei prossimi mesi è il seguente: il Governo assicurerà l’operatività del trasporto aereo per la stagione estiva; mentre per l’autunno è previsto l’avvio dell’attività della nuova compagnia, che vi sarà alle condizioni di dettaglio, che saranno stabilite a breve. Soprattutto, Giorgetti sottolinea che: “La discontinuità tra Ita e Alitalia è una condizione indispensabile“.

Incalzato dai giornalisti, il titolare del MISE conferma che a Bruxelles sono stati fatti “passi avanti” sul dossier Ita / Alitalia, ma “non è finita. Ci sono tanti passaggi tecnici e non solo. Ma sicuramente oggi è una tappa importante verso la soluzione del problema“. Vero è che al momento pendono su Alitalia due indagini per aiuti di Stato per 1,3 miliardi, pertanto le questioni sul tavolo non sono ancora esaurite del tutto.

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