Nuovi broker finanziari – Analisi delle principali differenze

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Nuovi broker finanziari – Analisi delle principali differenze

Il settore del brokering finanziario è sempre stato in mano, sin dalla sua nascita, a grandi gruppi bancari e finanziari, ovverosia di quelle poche società in grado di gestire un flusso di denaro continuo e ad alta frequenza.

Con il forte aumento nelle capacità computazionali dei PC/server e con il conseguente forte calo nel prezzo di acquisto di tale hardware, gestire ingenti masse di denaro in maniera rapida ed automatizzata non è più un’attività d’élite. Non a caso negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una vera e propria proliferazione sul mercato di nuovi broker finanziari.

Abbiamo studiato le principali differenze tra i nuovi broker finanziari sul mercato, e siamo felici di condividere il risultato dell’analisi.

Un grande nemico comune: le commissioni di investimento

Ogni intermediario finanziario classico impone ai propri clienti delle commissioni di acquisto e di vendita di titoli finanziari. In alcuni casi vengono imposte commissioni anche sul mantenimento di una posizione attiva sul mercato.

Un trader dovrebbe conoscere bene l’importo delle commissioni che viene a pagare per investire sui mercati finanziari in quanto, specialmente quando si tratta di cifre di investimento limitate, il peso di tali spese può essere particolarmente gravoso in termini percentuali sull’eventuale guadagno (o sulla perdita) dell’operazione.

I grandi fondi sono in grado di realizzare guadagni ingenti anche a fronte di piccole variazioni nel prezzo dell’asset sul quale hanno investito, sono sufficienti pochi decimi percentuali di crescita nel valore dell’investimento per ritenere conveniente chiudere una posizione aperta sui mercati.

Infatti, essendo di norma le commissioni di investimento fissate contrattualmente in termini nominali e non percentuali (si tratta, quindi, di commissioni fisse e non variabili), chi può investire grosse cifre è in grado di ridurre enormemente il peso della commissione sul capital gain.

La rivoluzione del social trading

Vedendo la grande rivoluzione portata nel mondo tech dai social network, è chiaro come si trattasse solo una questione di tempo prima che questa tecnologia riuscisse ad influenzare anche il mondo finanziario.

Le generazioni più giovani sono avvezze all’utilizzo di queste applicazioni nel quotidiano e, crescendo ed iniziando ad avere un reddito stabile, è naturale che alcuni di questi giovani pensino di creare app di brokering finanziario incentrate sul concetto “social”.

Un’idea simile è, in effetti, meno probabile che venga sviluppata da chi appartiene alle generazioni passate, più restie al concetto di gamification (ovvero la tendenza di rendere tutto un gioco competitivo) della finanza.

Oggi è possibile iscriversi ad una piattaforma di trading costruita in stile social in modo da investire nei mercati finanziari replicando le strategie di chi fa trading con successo all’interno del medesimo portale online.

Gli utenti possono poi scambiarsi opinioni frequenti sui temi più caldi in un determinato momento, cogliendo occasioni di mercato come pochi eletti potevano fare un tempo all’interno dei trading floors delle principali piazze finanziarie mondiali.

La “FOMO Economy”

Dietro all’enorme successo di questi nuovi broker (i cui iscritti stanno crescendo in maniera esponenziale) c’è un concetto noto in inglese come Fear of Missing Out (o FOMO), vale a dire una forma di ansia sociale che ci porta a temere di essere esclusi da esperienze sociali gratificanti.

Applicando questo concetto al mondo finanziario, scaturisce quel fenomeno secondo il quale un trader ritiene che tutti gli altri trader stiano raccogliendo grandi guadagni sui mercati finanziari.

Per saltare a bordo di questo treno, il trader colpito da questa particolare ansia sociale si trova spesso e volentieri a tralasciare importanti fasi di analisi degli investimenti e a comprare titoli di fretta e furia, trovandosi spesso a perdere parte del proprio denaro.

Il fenomeno delle criptovalute

Sulla formidabile rivoluzione della tecnologia blockchain e, in particolare, sulla fortissima speculazione presente sulle criptovalute, i nuovi broker finanziari stanno costruendo una vera e propria fortuna.

In attesa di una regolamentazione che, per forza di cose, dovrà porre dei limiti ai broker in merito alla vendita di criptovalute, osserviamo un’enorme crescita costante di volumi di scambio di coin virtuali sulle nuove piattaforme di brokering.

La cosa veramente interessante è che, mentre all’inizio del boom dei Bitcoin le criptovalute erano pressoché acquistabili solo tramite portali specializzati, con il tempo tanti broker (e, addirittura, banche online) hanno deciso di cavalcare l’onda, fornendo ai propri clienti la possibilità di acquistare coin appartenenti ad una lunga lista.

Sembra quindi essere molto importante per un nuovo broker finanziario (al di là del caso specifico delle criptovalute) sapersi adattare al mercato, mettendo da parte pregiudizi sui nuovi strumenti finanziari in circolazione

Seguire o anticipare il mercato? L’eterno dilemma

Ben prima che nascessero i mercati finanziari, l’umanità ha dovuto lottare – consciamente o meno – con un dilemma economico di non poco conto: è meglio lasciare innovare altri e poi seguire il loro esempio, o provare ad anticipare tutti con spirito innovativo?

Il dilemma comporta pro e contro di facile comprensione:

·        Seguire un trend:

PRO: chi segue un trend già solido ha più certezza circa il proprio successo: sa che il mercato è già pronto per il tipo di prodotto che si trova a vendere

CONTRO: c’è il rischio che, entrando troppo tardi in un mercato, questo sia già saturo di venditori e sia dunque molto difficile – se non addirittura impossibile – trarre profitti sufficienti a giustificare l’attività di impresa

·        Anticipare un trend:

PRO: chi, con una particolare innovazione, riesce effettivamente a creare un nuovo trend sul mercato, si troverà in una posizione di vantaggio naturale che porterà, almeno in fase iniziale, a raccogliere la totalità dei ricavi del settore

CONTRO: quante innovazioni, però, non vengono apprezzate dal mercato e portano ad un dispendio di denaro inutile in fase di investimento iniziale? Questo discorso può rientrare nel più ampio ambito del rischio di impresa

I nuovi broker si stanno dividendo un mercato fatto di clienti giovani che non vogliono pagare commissioni ai propri intermediari e che sono avvezzi all’utilizzo di social network, senza avere pregiudizi – come magari hanno, invece, le generazioni precedenti – circa la serietà dello strumento.Dal punto di vista del cliente, questo nuovo boom di broker finanziari si può tradurre in una spettacolare opportunità: quella di poter accedere al mercato a condizioni sempre più vantaggiose in una maniera inconcepibile rispetto a pochi anni fa per un piccolo investitore.

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