Chi è Ron DeSantis: il nemicoamico di Trump alle elezioni del 2024

La corsa alla Casa Bianca del 2024 è già ripresa, quanto meno per quanto riguarda i repubblicani. In attesa di capire cosa farà Donald Trump, il suo alleato e governatore della Florida Ron DeSantis sembra puntare alla presidenza. Ma vediamo chi è Ron DeSantis e quali sono le sue posizioni politiche.

Chi è Ron DeSantis

Classe 1978, oltre ad essere l’attuale governatore della Florida (dal 2019) è stato membro della Camera rappresentando il sesto distretto del suo Stato dal 2013 al 2018.

Nel 2016 accarezza l’idea di diventare senatore al posto di Marco Rubio, impegnato nella campagna elettorale, ma rinuncia alla candidatura quando quest’ultimo si tira fuori dalla corsa alla Casa Bianca e si ricandida al Senato.

La candidatura a governatore

A gennaio 2018, DeSantis annuncia la sua intenzione di correre per la carica di governatore in sostituzione del repubblicano Rick Scott, arrivato al limite dei mandati.

La sua candidatura arriva con il totale supporto del presidente Trump, che già nel dicembre precedente, aveva dichiarato che avrebbe sostenuto un’eventuale candidatura di DeSantis. Intervistato sul suo rapporto con Trump, il futuro governatore affermò che non era in grado di trovare qualcosa su cui non fosse d’accordo con il presidente.

Il senatore e ed ex governatore della Florida, Rick Scott

Nel 2018 vince le primarie repubblicane e diventa il candidato governatore del partito. Successivamente, DeSantis sconfigge il democratico Andrew Gillum e viene eletto governatore. Questo, non prima del riconteggio dei voti dato il risicato margine tra i due contendenti. A novembre, il riconteggio lo conferma vincitore con 0,4 punti percentuali di scarto.

Per la Florida si è trattata della terza elezione consecutiva con uno scarto tra i candidati inferiore al 3% dei voti.

Le posizioni politiche: sull’Economia

In campo economico, DeSantis sostiene il bisogno di cambiare strategia per ridurre il deficit federale, passando dall’aumento delle tasse alla riduzione della spesa e stimolare la crescita.

Sulla spinosa questione del bilancio federale, sostiene la politica del “No budget, no pay” (Niente bilancio, niente stipendio) così da scoraggiare i tentativi di ostruzionismo al Congresso e approvare celermente lo stesso.

Sostiene inoltre un maggiore controllo del Governo sulle attività del Federal Reserve System e il Regulations from the Executive in Need of Scrutiny (REINS). Questa legge prevede che le normative che producono un forte impatto economico, debbano essere soggetto a un voto al Congresso prima di entrare in vigore.

Nel 2015, mentre era alla Camera, ha sponsorizzato una legge per trasferire agli Stati una grossa parte delle responsabilità per la realizzazione dei progetti legati a trasporti e infrastrutture. Inoltre, questo prevede anche la riduzione delle tasse federali sul gas.

Leggi sulle armi

Come molti suoi colleghi repubblicani, DeSantis si oppone al controllo delle armi. In merito alle riforme proposte per l’acquisto e il possesso di armi, ha dichiarato che “Raramente le restrizioni sulla circolazione delle armi colpiscono i criminali. Sono solo i cittadini rispettosi della legge ad esserne danneggiati.”

Dopo la sparatoria alla Stoneman Douglas High School a Parkland nel 2018, si dichiarò a favore dell’assunzione di agenti di polizia e veterani di guerra come guardie armate per le scuole. Tuttavia, si trovo in disaccordo con la legge promossa dal governatore Scott che vietava l’utilizzo dei bump stock (equipaggiamenti che trasformano i fucili automatici in armi a fuoco rapido), aumentava il periodo di attesa obbligatorio prima dell’acquisto di armi e aumentava l’età legale per il possesso da 18 a 21 anni.

Nonostante questo, si è espresso a favore di misure che permettano di potenziare i controlli preliminari all’acquisto di un’arma da fuoco. Inoltre, ha affermato che bisogna intervenire per bloccare i soggetti che danno segnali di potersi trasformare in stragisti, prima che commettano alcun crimine.

Ron DeSantis con la vicegovernatrice della Florida, Jeanette Nuñez

Da governatore, lo scorso novembre, ha proposto un’estensione dell’attuale norma “Stand your ground” (traducibile con “Difendi la tua posizione” in relazione a un’aggressione) inserendo una voce anti-folle. Questa estensione prevedeva la possibilità per i cittadini della Florida, di utilizzare le loro armi contro individui che a loro giudizio stavano commettendo atti di saccheggio.

Sanità

Come molti suoi colleghi di partito, anche DeSantis è un oppositore del Patient Protection and Affordable Care Act (il cosiddetto Obamacare) e si è schierato per la sua “totale e completa” abrogazione.

Tuttavia, nel marzo del 2017 si è dichiarato non pronto a votare l’American Health Care Act, promosso dai repubblicani per sostituire l’Obamacare. Nel maggio dello stesso anno ha comunque votato a fare del disegno di legge che però ha superato solo il voto alla Camera, prima di venire respinto al Senato grazie anche al voto di alcuni repubblicani.

Più recentemente, da governatore ha annunciato che avrebbe firmato un ordine esecutivo per vietare il passaporto vaccinale in Florida.

Gli attacchi alle indagini sul Russiagate

Ron DeSantis è stato un feroce contestatore delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate. Da membro della Camera nel 2017, ha proposto un emendamento per bloccare i finanziamenti alle indagini e rendere legali solo le investigazioni su fatti accaduti prima del giugno 2015. Ovvero quando Trump ha iniziato la sua campagna presidenziale.

Per ribadire la sua fede nella buona condotta di Trump, nel gennaio 2018 afferma che se fosse stato in possesso di prove di reati, le avrebbe consegnate lui stesso agli investigatori.

DeSantis con l’allora Presidente Trump

Ad aprile, affermò che l’F.B.I. avrebbe dovuto indagare su diverse personalità coinvolte nelle indagini sul Russiagate, tra cui: l’ex direttore del’F.B.I. James Comey (cacciato da Trump nel maggio 2017), il reggente del Bureau Andrew McCabe e anche membri dell’amministrazione Obama come Hillary Clinton.

Nell’ottobre 2019, un suo portavoce annunciò che DeSantis avrebbe restituito delle donazioni fatte per la sua campagna elettorale, ricevute da due imprenditori di origine russa. Questo perché i due individui entrarono nell’elenco degli indagati nello scandalo sull’Ucraina che ha portato alla richiesta di impeachment per Trump.

Il rapporto con Trump e le elezioni del 2024

DeSantis è sempre stato un grande sostenitore di Donald Trump e viceversa. Questo potrebbe cambiare in vista delle elezioni del 2024.

Entrami vedono Ron DeSantis alla Casa Bianca ma Trump come suo vice e DeSantis come presidente.

Mentre il Partito Repubblicano aspetta di capire se Trump si candiderà o meno, DeSantis ha iniziato una pseudo campagna presidenziale. i suoi discorsi sono stati definiti sempre più simili nei toni e contenuti a quelli di Trump. Non si è ancora candidato ufficialmente ma su Amazon si trovano già i gadget brandizzati “DeSantis 2024”. Le sue idee potrebbero catturare l’attenzione dei repubblicani in generale e in particolare degli elettori di Trump.

Trump ha dichiarato che non fonderà un suo partito ma che continuerà ad essere un repubblicano. L’obiettivo è quello di rinsaldare la sua leadership del partito, liquidando chi ha votato per il suo impeachment (come Mitt Romney e Liz Cheney) e candidandosi con il suo “erede” DeSantis come possibile vicepresidente.

Ma c’è ancora tempo prima che i giocatori mostrino le loro carte.