Sondaggi elettorali Swg, sia Pd che Fratelli d’Italia staccano il gruppo e crescono dello 0,4%

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Sondaggi elettorali Swg, sia Pd che Fratelli d’Italia staccano il gruppo e crescono dello 0,4%

Sembra esserci una progressiva concentrazione delle intenzioni di voto tra i due partiti maggiori, Pd e Fratelli d’Italia. Almeno, questa è l’impressione che si ha leggendo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg, che mostrano come queste due formazioni siano quelle che crescono di più, entrambe dello 0,4%, a discapito di quelle più piccole.

In questo modo il partito di Giorgia Meloni raggiunge il 22,1%, e quello di Enrico Letta il 21,6%. Dietro la Lega recupera due decimali, ma al 15,8% rimane a livelli bassissimi in confronto con quelli di pochi anni fa.

Arretra ancora, invece, il Movimento 5 Stelle, che perde lo 0,2% e va al 12,5%. Giù di due decimali anche Forza Italia, ora all’8%.

Avanza invece la federazione tra Azione e +Europa, ed è ora al 5,3%.

Solo segno meno, però, per tutte le liste sotto il 3%. Sinistra Italiana perde il 0,3% e scende al 2,4%, mentre i Verdi e Articolo 1 lasciano sul terreno rispettivamente uno e due decimali, e sono entrambi al 2,3%. Sono consensi assorbiti dal Pd?

Già dello 0,1% Italia Viva, al 2,2%, e passa sotto il 2% Italexit, ora all’1,9%.

Sondaggi elettorali Swg, per il 67% la responsabilità della guerra è di Putin

Parte delle altre domande di questi sondaggi elettorali verte ancora sulla guerra in Ucraina. Secondo una maggioranza netta, il 67%, la responsabilità del conflitto è di Putin, mentre solo il 19% nomina Biden, e non più del 6% gli ucraini.

Similmente vi è un 64% degli italiani che spera che il presidente russo perda la guerra. Solo il 10% invece vorrebbe la vincesse. Ma sono tanti, il 26%, che su questo non si esprimono.

Risultati diversi al quesito sull’invio di armi all’Ucraina. Il 46% si dice in disaccordo con questa fornitura da parte del governo italiano. I contrari superano del 3% i favorevoli, che sono il 43%.

Tra i motivi della contrarietà vi è la convinzione che la spedizione di armamenti prolunghi la guerra. Questa è la ragione addotta dal 24%. Il 16%, invece, teme una ritorsione da parte dei russi. Per il 6%, poi, la causa di questa posizione risiede nell’idea che l’Italia non dovrebbe fare nulla, e che Ucraina e Russia se la debbano sbrigare tra loro.

Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati con metodo Cati-Cami-Cawi tra il 29 aprile e il 2 maggio su 800 soggetti, e tra il 27 aprile e il 2 maggio su 1.200 nel caso delle intenzioni di voto

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