Germania, Merkel stravince, nodo alleanze

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Aggiornamento: Germania, dimissioni per il leader liberale, contatti Merkel-Spd

Il risultato finale delle elezioni tedesche conferma quanto emerso già ieri dalle proiezioni di Zdf e Ard. L’Unione cristiano democratica di Angela Merkel (dunque la Cdu e la bavarese Csu) stravince ottenendo il 41,5% dei voti e conquista 311 seggi al Bundestag, su un totale di 630. Per la maggioranza assoluta però ne mancano 5 e, soprattutto, non c’è una forza potenzialmente alleata che possa colmare la lacuna.

I socialdemocratici (Spd), con il loro 25,7%, portano a casa 192 deputati. Vicinissimi nel risultato la sinistra (Die Linke) e i Verdi, con la prima che supera di pochissimo i secondi: la Linke ottiene 64 seggi, i Gruenen 63. Decisamente insoddisfatti i liberati della Fdp, fermi al 4,8% e dunque fuori dal Bundestag: un risultato analogo al 4,7% del “partito anti-euro” AfD, che però è nato da pochissimo, mentre i liberali hanno una storia ben più lunga e nobile. 

Angela Merkel, terza vittoria per lei

Già oggi la cancelliera riconfermata ha iniziato le ricerche del sostegno che le manca per la formazione del suo nuovo governo: in una conferenza stampa ha dichiarato di avere avuto i primi contatti con la presidenza della Spd, manifestando “apertura” a discutere la formazione di un esecutivo con i socialdemocratici. Una sorta di revival della sua prima esperienza di governo (2004-2009), che però punì alle urne la Spd (che dunque non è certo pienamente disponibile, il partito ne parlerà venerdì). Unica altra ipotesi plausibile in campo, del resto, sarebbe una coalizione coi Verdi, di cui non sarebbe ancora stata sondata la disponibilità.

Sul piano politico europeo, la Merkel ha già fatto sapere di non vedere alcuna necessità di cambiamento: “Dieci anni fa eravamo il malato d’Europa e siamo riusciti a diventare un punto di riferimento di stabilità. Ciò che abbiamo raggiunto in Germania possono raggiungerlo anche gli altri. Il processo non passa solo attraverso il risparmio ma anche attraverso il raggiungimento di una maggiore competitività e fiducia da parte degli investitori”.

Nel frattempo, dopo la dolorosa sconfitta di ieri, fonti del partito dei liberali (Fdp) danno per inevitabili le dimissioni del leader Philipp Roesler, che nell’esecutivo guidato tuttora dalla Merkel è vice cancelliere e ministro dell’Economia: con lui si dimetterebbe tutto il presidio liberale.

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Germania, Merkel stravince, nodo alleanze

Per Angela Merkel è vero trionfo, salvo che per un “piccolo” particolare. Le proiezioni parlano di un 42,3% per l’unione di Cdu e Csu, una quota che non veniva raggiunta da vent’anni: il merito è soprattutto della prima donna cancelliera che si appresta a iniziare il suo terzo mandato (come lei solo Konrad Adenauer e Helmut Kohl) e della politica adottata da lei durante la crisi dell’euro.

Malissimo invece i liberali della Fdp, attualmente alleati della Merkel, che portano a casa soltanto il 4.5% e restano fuori dal Bundestag: non accadeva dal 1949. Rischia ancora l’esclusione il “partito anti-euro” Alternative fuer Deutschland (AfD), che nelle proiezioni ha il 4,9%: se tuttavia superasse la soglia di sbarramento del 5%, per prima volta entrerebbe in Parlamento un partito a destra della Cdu-Csu, che potrebbe influenzare la linea del governo nella politica europea.

Angela Merkel dunque gioisce (e al suo quartier generale ha abbracciato chiunque) ma i liberali le creano un problema non da poco: le stesse proiezioni, infatti, le attribuiscono 302-303 seggi, uno o due in meno della quota di maggioranza assoluta (almeno i dati della Zdf; le rilevazioni fornite da Ard dicono che i seggi mancanti sono 5).

Si era parlato nei giorni scorsi della possibilità di una grosse koalition con i socialdemocratici della Spd, ma è un’opzione non troppo quotata: il partito era già uscito (elettoralmente parlando) con le ossa rotte dall’esperienza di grande coalizione del primo cancellierato Merkel e ora, avendo avuto solo il 25,7%, teme di essere seriamente schiacciato da una forza che ha vinto a mani basse.

Il candidato socialdemocratico Peer Steinbrueck ha se non altro recuperato quasi tre punti rispetto alla debacle del 2009, ma non è riuscito a imporsi anche perché il suo potenziale alleato, i Verdi, i tre punti li ha persi, fermandosi all’8,1%. Solo quando i risultati saranno certi, tuttavia, inizieranno i colloqui per vagliare le possibili alleanze e le intenzioni dei gruppi (a partire da Spd e Verdi).

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22.40 – 3 o 4 seggi mancano a Merkel: Per la Zdf l’unione Cdu-Csu manca la maggioranza assoluta per 3 seggi, per Ard i seggi mancanti sono 4. Si profila dunque la necessità di un accordo non facile, con i Socialdemocratici o con i Verdi, per il terzo cancellierato Merkel.

21.00 – Nuove proiezioni: Cdu-Csu 302 seggi (-2 alla maggioranza): Le nuove proiezioni penalizzano leggermente la Merkel, che non avrebbe più la maggioranza assoluta, pur essendovi molto vicina: Cdu e Csu, con il 42,3%, avrebbero 302 seggi, due in meno della quota di maggioranza assoluta. La Spd sarebbe al 25,7%, la Linke all’8,6% e i verdi all’8,1%. Ancora fuori dal Bundestag la Alternative fur Deutscheland, il partito “anti-Euro”, fermo al 4,9% e i liberali della Pdp con il 4,5% (per la prima volta senza seggi dal 1949).

19.42 – Hollande si congratula con la Merkel: Il presidente francese Francois Hollande, in base a quanto reso noto dall’Eliseo, si è congratulato con la cancelliera tedesca Angela Merkel per il risultato delle elezioni in Germania e l’ha invitata a Parigi dopo la formazione dell’esecutivo.

19.41 – “Anti-euro”, fuori da Bundestag ma “successo”: Il partito anti-Euro ‘Alternative fur Deutscheland’ (AfD) di Bernd Lucke probabilmente sarà fuori dal Bundestag, ma il suo esordio elettorale (che ha avuto contro tutti gli altri partiti e non ha avuto risonanza mediatica) è un vero “botto”, che probabilmente ha sottratto molti voti ai liberali in nome del vecchio marco. La cancelliera Merkel, probabilmente, non potrà ignorare anche le istanze di questo gruppo di persone.

19.21 – Steinbrueck “Palla alla Merkel”: ”Non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo, anche se è chiaramente migliore di quello del 2009. Ora la palla è nel campo di Angela Merkel, lei deve trovarsi una maggioranza”. Lo ha detto il candidato cancelliere socialdemocratico sconfitto, Peer Steinbrueck, prima che sembrasse raggiunta la maggioranza assoluta da parte di Cdu e Csu.

19.20 – Angela Merkel ha maggioranza assoluta: Angela Merkel non è solo cancelliera per la terza volta: le ultime proiezioni di Zdf e Ard le attribuiscono la maggioranza assoluta con 304 seggi su 606: ciò le permetterebbe di governare da sola un monocolore Cdu/Csu, senza bisogno di alleanze con altre formazione (non accadeva dal 1957 con il padre della nuova Germania Konrad Adenauer).

19.08 – A Merkel manca solo un seggio: Alla Cdu/Csu manca solo un seggio per avere la maggioranza assoluta al Bundestag. L’ultima proiezione Zdf assegna 303 seggi alla Cdu/Csu, 186 alla Spd, 59 alla Linke e 58 ai Verdi: in base alla nuova legge elettorale, per ottenere la maggioranza al Bundestag servono 304 seggi. Ancora peggio i liberali (4,4%), il partito anti-euro “Alternative fuer Deutschland” (AfD) si ferma al 4,9%. La Spd ottiene il 26%, la Linke l’8,3% ed i Verdi l’8,1%.

19.03 – Merkel a un soffio dalla maggioranza assoluta: Risultato trionfale per la cancelliera Angela Merkel che per la prima volta in 20 anni supera con Cdu e Csu il 40%. Teoricamente le mancherebbero solo tre seggi per la maggioranza assoluta al Bundestag (ne avrebbe 301 su 606, secondo la Zdf).

19.01 – Liberali “Momento difficile”:  “E’ una serata difficile”, anche se “speriamo ancora di fare il salto” sopra la soglia di sbarramento del 5% per entrare nel Bundestag. Lo ha detto il capolista del partito liberale Fdp, Rainer Bruederle, commentando le prima proiezioni dopo il voto. “Si tratta del peggior risultato mai ottenuto dalla Fdp. Mi prendo la responsabilità’ come candidato di punta”, ha detto con il presidente del partito e vicecancelliere Philipp Roesler vicino.

18.59 – Merkel “Un super risultato”: ‘E’ un risultato super”: sono le prime parole pronunciate da un’Angela Merkel raggiante dopo le prime proiezioni. “Non è stato un periodo facile” e “voglio anche ringraziare mio marito che e’ stato al mio fianco. Faremo di tutto per fare dei prossimi quattro anni, quattro anni di successi, come i precedenti”.

18.35 – Maggioranza alla Merkel anche senza il 50%?: Se i liberali e il partito “anti-euro” restassero esclusi dal BundestagAngela Merkel potrebbe comunque riuscire a governare per quattro anni con la maggioranza assoluta: la legge elettorale tedesca prevede che i voti delle formazioni che non hanno superato la soglia del 5% (e quindi non entrano in Parlamento) siano ripartiti proporzionalmente tra chi ha passato lo sbarramento, per cui la percentuale della maggioranza assoluta di fatto scende.

18.26 – Proiezioni Zdf, Merkel 42,3%, liberali fuori: Secondo le prime proiezioni della Zdf, la Cdu-Csu arriva al 42,3%, la Spd al 26,3%, i Verdi all’8%, la Linke all’8,5%. La Fdp col 4,5% e il partito “anti-euro” AfD con il 4,8% non otterrebbero alcun seggio.

18.20 – Exit poll Rtl: liberali raggiungono il 5%: Le rilevazioni commissionate da Rtl darebbero la Cdu-Csu 42% dei voti, la Spd il 25,5%, mentre i liberali, raggiungendo il 5%, accederebbero al Parlamento. Fermi invece al 4,5% gli “anti-euro”.

18.18 – Merkel a pochi seggi da maggioranza assoluta?: Secondo i primi exit poll della Zdf la Cdu di Angela Merkel avrebbe ottenuto 302 seggi, tre in meno della maggioranza assoluta calcolata.

18.15 – Merkel 42,5%, Centrosinistra 43%: In base ai dati disponibili fin qui (se gli exit poll trovassero conferma), l’Unione della Merkel dunque conterebbe sul 42,5%, socialdemocratici e altre forze di sinistra (che peraltro non sono coalizzate sulla scheda, la somma di voti è una mera semplificazione giornalistica che non ha alcun riflesso politico o sulla ripartizione dei seggi) arriverebbero al 43%. Ancora da vedere il riflesso sui seggi.

18.01 – Exit poll Zdf, Cdu-Csu 42,5%:  La Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel ha ottenuto il 42,5% dei voti, secondo i primi exit poll. Il sondaggio all’uscita dei seggi commissionato dalla Zdf dà inoltre 26,5% all’Spd, mentre i liberali della Fdp si fermerebbero al 4,5% e sarebbero fuori dal Bundestag; come loro, anche il “partito anti-euro”, che sfiorerebbe la soglia del 5% fermandosi al 4,8%. Entrerebbero in parlamento invece le altre due formazioni storiche di sinistra, i Verdi (8%) e Die Linke (8,5%).

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Seggi aperti oggi in Germania, fino alle ore 18, per le elezioni legislative federali: saranno chiamati alle urne circa 62 milioni di tedeschi per quello che si configura già ora come il voto più incerto degli ultimi anni. E non tanto per la riconferma di Angela Merkel, il cui partito da tutti i sondaggi è accreditato per la terza volta come il più forte (senz’altro più forte dei socialdemocratici del suo avversario diretto, Peer Steinbrueck).

Ciò che nessuno al momento può prevedere, invece, è lo scenario politico che si aprirà una volta chiuse le urne. Perché possa ripetersi la coalizione attualmente in essere tra cristiano democratici (Cdu-Csu) e liberali (Fdp), quest’ultimo partito dovrà riuscire a superare lo sbarramento federale del 5% dei voti: il risultato è tutt’altro che scontato, soprattutto dopo le ultime elezioni in Baviera che hanno visto un risultato molto deludente per la Fdp.

Se ciò dovesse accadere anche questa volta, alla cancelliera uscente non resterebbero alternative diverse dalla grosse koalition con l’Spd, esperienza già vissuta nel suo primo mandato alla guida della federazione tedesca. Proprio oggi però Steinbrueck ha negato con forza qualunque intenzione di prendere parte a un governo di grande coalizione. “Il mio obiettivo – ha spiegato – è diventare cancelliere di una coalizione che comprenda socialdemocratici e verdi”. Di coabitare con i democratici cristiani, dunque, non se ne parla.

A contendersi l’ingresso nel nuovo Bundestag (che avrà almeno 598 seggi) sono 34 partiti con circa 4.500 candidati. Delle formazioni in lizza, tuttavia, molte resteranno escluse dal Parlamento (compreso il Piratenpartei, che era dato come fenomeno in continua ascesa anche solo in un recente passato). Gli occhi dei commentatori non sono puntati solo sui liberali dell’Fdp: non si sa se riuscirà a superare la soglia di sbarramento anche Alternative fuer Deutschland (Afd), il cosiddetto “partito anti-euro” che potrebbe rosicchiare voti all’Unione Cdu-Csu; da vedere anche il risultato dei Verdi e della Linke (la sinistra).

Trattandosi di battaglia all’ultimo voto, si spera in un’affluenza più elevata rispetto alle ultime elezioni legislative: nel 2009 si toccò la quota più bassa mai vista, il 70,78%. Occorrerà comunque attendere gli exit poll delle 18 e, verosimilmente, le prime proiezioni attendibili (anche per colpa di una legge elettorale molto complessa) per conoscere il nuovo assetto politico della Germania.