Grillo attacca: “De Benedetti è il ventriloquo di Renzi”. Poi da Sanremo: “Rai ha rovinato il Paese”

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Lo scherzo telefonico orchestrato dalla Zanzara ai danni dell’ex ministro Fabrizio Barca ha scatenato un vespaio di polemiche. Diverse le prese di posizione da parte dell’opinione pubblica, tra cui quella critica di Beppe Grillo, che nel suo blog ha accusato il presidente del Gruppo Espresso Carlo De Benedetti di voler influenzare la scelta dei ministri del Presidente del Consiglio in pectore Matteo Renzi.

Il leader pentastellato si è scagliato contro l’indiscrezione di Barca, che ha rivelato a un finto Nichi Vendola di aver subito pressioni dall’editore torinese per l’accettazione del ministero dell’Economia: “Tra 30 giorni il Paese andrà via di testa quando si capirà che dietro questa operazione non c’è niente e soprattutto per le pressioni indebite da parte di Carlo De Benedetti,ha scritto Grillotessera numero uno del pdexmenoelle e padrone de La Repubblica, nella nomina dei ministri che ha subito personalmente per quanto riguarda il ministero dell’Economia, attraverso mezzi come sms di giornalisti e sondaggi farlocchi su Repubblica”. E ha lanciato un nuovo hashtag: “Fuori i lobbisti dalla politica! #DeBenedettistaisereno”.

Secondo il comico genovese,il gruppo Espresso è il primo sponsor di Renzie, si può dire che giornalisticamente lo ha inventato, costruito nell’ultimo anno. Renzie, il Largo Inteso, è come Arlecchino servitore di due padroni. Un pupazzo con due ventriloqui. Il Governo italiano, come riportato da una telefonata a Barca, non è solo extraparlamentare, deciso da 136 persone in una stanza, ma anche extraterritoriale, pilotato dalla villa di Saint Moritz dall’Ingegnere. Le consultazioni- farsa Renzie invece che con i partiti le faccia in Svizzera. Tutti a casa!”.

Grillo a Sanremo – Appena arrivato a Sanremo, Beppe Grillo è stato attorniato da decine di reporter e fotografi e ripreso in diretta streaming dal blog “La Cosa”. Incendiarie, come al solito, le dichiarazioni: “La Rai oggi è la maggiore responsabile del disastro economico, politico e sociale del Paese”. “Voglio far capire alla gente che non è più la Rai dei nostri padri”. “E’ tutto così precario come l’informazione, che è capovolta – ha continuato l’ex comico -. Parlate del nulla, del vuoto (riferendosi ai giornalisti ndr.). Allora andiamo al vuoto per antonomasia: Il festival di Sanremo”.  Attaccato pesantemente anche il Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, considerato “un bamboccio e un cartone animato”.

Nonostante le assicurazioni, il leader del M5S non ha però resistito a trasformare la sua apparizione in un vero e proprio comizio: “È un paese che non c’è più, voglio parlare ai cittadini non a voi”, rivolto ai giornalisti. “Se avessimo non la Rai ma un canale normale non avremmo questa situazione politico-economica…”. “Dicono che siano squadristi, che siamo stupratori… – continua Grillo – La Rai ce la dobbiamo riprendere, senza pubblicità dentro. Le star sono quelli lì, i giornalisti di Ballarò, di Fazio… c’hanno gli autori, che trattano sui compensi”. Lo interrompono, gli chiedono di Mediaset. “Me ne frego di Mediaset, è di uno che è stato buttato fuori a calci nel culo dal Senato e poi è rientrato in parlamento scortato dai corazzieri. E un uomo di quella età che parla del futuro…”.