Stadio Roma, ecco cosa prevede il progetto

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Uno stadio da 52.500 posti espandibili fino a 60.000. Una grande occasione per la città. Un progetto rivoluzionario ispirato al Colosseo. Per altri invece un impianto orrendo, inutile, una colata di cemento, l’ennesima speculazione edilizia. Neanche il tempo di svelare il progetto del nuovo stadio di proprietà della Roma ed ecco le polemiche: metà da una parte e metà dall’altra. Proprio come se fosse una partita di calcio.

Il progetto è stato presentato questa mattina in Campidoglio: tutto in grande stile, con un retrogusto a stelle e strisce. C’era il sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente della Roma James Pallotta, l’allenatore Rudi Garcia, le bandiere di oggi come Francesco Totti e Daniele De Rossi e quelle di ieri, da Bruno Conti a Falcao.

L’immagine dell’impianto pubblicata sul profilo Twitter della Roma

A firmare il progetto del nuovo impianto è stato l’architetto statunitense Dan Meis, specializzato in stadi: “Mi sono ispirato al Colosseo” ha dichiarato, spiegando che la struttura “sarà rialzata di 7 metri, ci sarà una vista sulla città. La nuova Curva Sud avrà 14mila posti e sarà molto ripida a ridosso del campo”. L’impianto sorgerà nell’area di Tor di Valle, zona sud-ovest della città, a metà strada tra il centro e l’aeroporto di Fiumicino.

Al progetto si lavorava da due anni, ha ricordato il Ceo della Roma Italo Zanzi. La speranza è di realizzarlo nello stesso tempo. “È una grande opportunità per il Paese e per la squadra”, ha dichiarato il presidente della Roma. Solo la realizzazione dello stadio richiederà un investimento di 300 milioni di euro. Le infrastrutture che sorgeranno intorno faranno lievitare il costo a un miliardo: “il nuovo stadio sarà finanziato interamente da privati, non ci saranno fondi pubblici” ha assicurato Pallotta.

“Molto emozionante” ha commentato De Rossi” la speranza è che questi lavori siano molto veloci”. Per Francesco Totti si tratta di “un progetto bellissimo, è la casa di tutti noi romanisti”.

Le polemiche hanno preceduto la presentazione ufficiale dello stadio. Ieri l’architetto Massimiliano Fuksas aveva definito il progetto “orrendo, di cattivo gusto” aggiungendo di non ritenere necessario un nuovo impianto in città: “Non c’era bisogno di un nuovo stadio, però vicino allo stadio si fanno sempre i supermercati”.

Già mesi fa il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati aveva parlato di speculazione edilizia. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’associazione Italia Nostra, che solo pochi giorni fa dichiarava: “L’ipotesi dello Stadio della Roma a Tor di Valle non sembra praticabile: non è classificata come zona esondabile, è vero, ma è l’unico pregio di quell’area. Quello che allarma, nella scelta, è l’enorme sistema infrastrutturale che dovrebbe essere attivato per rendere agibile quell’area ai tifosi”.

Parcheggi, centri commerciali, ristoranti, luoghi destinati all’ospitalità ma soprattutto la viabilità, con i collegamenti su ferro e su gomma: il quartiere di Tor di Valle è destinato a cambiare radicalmente volto. L’area è di proprietà di Luca Parnasi a capo del gruppo Parsitalia, uno dei signori del mattone a Roma, che parteciperà alla costruzione dell’impianto.

L’appoggio della politica non è mai mancato, senza distinzioni tra destra e sinistra. Il progetto del nuovo stadio era stato sostenuto da Alemanno e ora a sostenerlo c’è Marino, per il quale l’occasione è ghiotta: esserci il giorno in cui verrà tagliato il nastro è un’occasione da non perdere. “Speriamo che la Roma possa giocare nel nuovo stadio già nella stagione 2016-2017” ha dichiarato il sindaco, “è un grande giorno per la città di Roma, si sta cambiando pagina”.