De Bortoli stronca Renzi: “Troppo egocentrico, solo tweet. Il Pd ormai è un partito personale”

De Bortoli stronca Renzi: “Troppo egocentrico, non può fare tutto da solo”. Secondo Ferruccio De Bortoli, il nemico più temibile di Renzi è uno solo: Matteo Renzi. Nell’editoriale apparso sulla prima pagina del Corriere della Sera e intitolato, appunto, “Il nemico allo specchio”, il direttore del quotidiano di Via Solferino ha espresso più di una perplessità circa le manie di protagonismo del Presidente del Consiglio.

“Devo essere sincero – esordisce De Bortoli nel suo editoriale – Renzi non mi convince. Non tanto per le idee e il coraggio: apprezzabili, specie in materia di lavoro. Quanto per come gestisce il potere”. Una personalità “ipertrofica” quella del premier dalla parlantina brillante, secondo De Bortoli, il quale non lesina critiche nemmeno alla compagine dei ministri scelti dall’ex sindaco di Firenze. “La sua squadra di governo – afferma il direttore – è in qualche caso di una debolezza disarmante. Si faranno, si dice. Il sospetto diffuso è che alcuni ministri siano stati scelti per non far ombra al premier”. “Renzi ha energia leonina, tuttavia non può pensare di far tutto da solo”

Tra i componenti dell’esecutivo, De Bortoli salva il Ministro dell’Economia Padoan, il cui ruolo è però “svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi”. Il resto della compagine? Uno stuolo di giovani yes men (o yes women), in cui “la fedeltà (diversa dalla lealtà) fa premio sulla preparazione”. Sempre De Bortoli nel suo editoriale pubblicato sul quotidiano da oggi in edicola con restyling.

L’oratoria del premier è straordinaria, nondimeno il fascino che emana stinge facilmente nel fastidio se la comunicazione, pur brillante, è fine a se stessa. Il marketing della politica se è sostanza è utile, se è solo cosmesi è dannoso. In Europa, meno inclini di noi a scambiare la simpatia e la parlantina per strumenti di governo, se ne sono già accorti.

Stesso discorso vale per la segreteria del Partito Democratico, rinfoltita da Renzi con personaggi a sua immagine e somiglianza. Il Pd costruito dal premier, afferma De Bortoli, è “quasi un partito personale, simile a quello del suo antico rivale, l’ex Cavaliere”.

 

E proprio sul rapporto con Berlusconi, suggellato dall’ormai celeberrimo Patto del Nazareno, pende “l’interrogativo più spinoso”, secondo il direttore del Corriere. Conoscere il contenuto dell’accordo, le sue eventuali disposizioni circa l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica (inizio 2015?), consentirebbe infatti di allontanare i sospetti che da tempo aleggiano sul Patto, compreso “uno stantio odore di massoneria”.

Poi De Bortoli conclude con un consiglio al premier: “Quando si specchia al mattino, indossando una camicia bianca, pensi che dietro di lui c’è un Paese che non vuol rischiare di alzare nessuna bandiera straniera (leggi troika). E tanto meno quella bianca”.

Antonio Atte