La sentenza della Fifa: Russia e Qatar innocenti

qatar-2022-fifa-dietrofront

Anche se ci fosse stata una qualche ‘irregolarità’, poco importa: la Russia e il Qatar ospiteranno tra il 2018 ed il 2022 i Mondiali di calcio. L’annuncio viene dato dalla Fifa dopo che per un sacco di mesi si era parlato di presunte mazzette elargite da sceicchi e oligarchi russi per accaparrarsi la manifestazione calcistica più importante del Pianeta. Tanto polverone per nulla, verrebbe da dire.

RUSSIA E QATAR: OK – Gioisce anche il boss del calcio mondiale Sepp Blatter che, nonostante si fosse quasi pentito di aver appoggiato la candidatura del paese arabo per le condizioni climatiche a dir poco proibitive, si potrà godere uno spettacolo mai visto. Sì perché nel 2022 in Qatar la Coppa del Mondo sarà un evento mozzafiato e che arricchirà tutti, anche i potenti del calcio mondiale. Alla faccia delle dure accuse di Michael Garcia, l’ispettore incaricato dalla Fifa stessa ad indagare su presunte irregolarità durante la procedura di assegnazione.

Prima però, si volerà in Russia, altro paese accusato di aver fatto ‘regalini’ in sede di assegnazione della manifestazione. Da Mosca intanto, fanno sapere che non verranno commessi gli errori d’organizzazione che si sono visti in Brasile: gli stadi impegnati (11, ndr) verranno consegnati ad inizio del 2018.

GLI INGLESI NON CI STANNO – La Fifa non solo dà l’ok a Russia e Qatar, ma accusa la FA (la Federcalcio inglese, ndr), di aver ‘giocato sporco’ e di non aver rispettato i regolamenti nei mesi precedenti all’assegnazione dell’evento del 2018. Una beffa per Londra, la cui risposta è immediata: “E’ tutto una farsa, una manipolazione politica”.

COPPA D’AFRICA? – L’allarme ebola che ha spinto il Marocco ad annullare la Coppa d’Africa prevista ad inizio 2015, non spaventa il governo qatariota che farebbe di tutto per ospitarla. A frenare l’entusiasmo ci sarebbe però un particolare: il Qatar fa parte della Confederazione Asiatica del Calcio, mentre l’evento in questione è organizzato da quella Africana. Un po’ come se i nostri Europei si svolgessero in Cina o negli Stati Uniti d’America.