Regionali 2015, Analisi flussi elettorali Swg: ovunque cresce l’astensione

Analisi flussi elettorali Swg. Il grafico mostra come in Veneto, il Pd perda 17%.

Analisi flussi elettorali SWG: cresce ovunque l’astensione. La Lega in Umbria e Veneto ruba consensi a sinistra, mentre per la vittoria di De Luca sono fondamentali gli ex Forza Italia.

L’Istituto SWG, come da consuetudine post-elettorale, ha effettuato un’accurata analisi sui flussi elettorali che ci permette di capire meglio, come siano andate queste elezioni regionali. Dove sono andati i voti del PD? A chi ha rubato voti la Lega? A quale partito appartengono “gli astenuti”? Proveremo a chiarire questi concetti già largamente usati ed abusati dai dirigenti politici e dai conduttori dei talk.

Dopo aver analizzato il caso Liguria a parte, in questo articolo ci soffermeremo sulle altre regioni al voto.

 Veneto, Analisi Flussi elettorali Swg: Pd in difficoltà, trionfo Lista Zaia

Partiamo da due dati incontrovertibili: il successo in Veneto per il centro-destra ha un nome e cognome, più precisamente Luca Zaia, che è stato autore con la sua lista di un vero e proprio exploit. Complessivamente la Lega era partita nel 2010 con 788 mila voti. Oggi sommando la lista del Governatore e la lista del partito si contano 736 mila voti nonostante la scissione di Tosi. Alle regionali i voti erano 364 mila.

L’altro dato riguarda la palese difficoltà di Pd che rispetto alle Europee perde il 17%. Dove sono andati a finire?  Il 7,1% non si è recato alle urne, il 2,2% l’ha preso Tosi, il 4,4% la Lega Nord e il 3,3% si è rivolto al Movimento Cinque Stelle.

La Lega Nord guadagna ma non fa nessun botto, si passa dal 15,2% al 17,8%. Escono dal bottino elettorale voti verso Tosi (2,5%) e verso la Lista Zaia (2,2%). In questa tornata elettorale, il movimento guidato da Salvini in Veneto è risultato attrattivo verso gli ex astenuti: il 7,3% ha deciso di votare Carroccio.

Prima di esaminare l’astensione è bene analizzare globalmente dove nasce il 23,1% della lista Zaia. Oltre ai flussi già esaminati, si può notare come il 7,7% dei ex elettori di Forza Italia si sia rivolto al Governatore Veneto. Flusso elettorale in entrata anche da parte del M5S (4,4%). Questi ultimi alle elezioni Europee di un anno fa avevano raccolto 476 mila voti. Oggi i consensi sono 187 mila.

Il Partito Democratico e i partiti minori sono i più colpiti dall’astensione: quasi due elettori su dieci non si sono recati alle urne.

Analisi flussi elettorali Swg in Campania: l’astensione fa perdere voti ai maggiori partiti. Tiene bene, grazie a Caldoro, Forza Italia.

Per analizzare il voto in Campania non si può che partire dall’astensionismo. Sono rimasti a casa l’11% degli elettori del Partito Democratico, il 12% di Forza Italia, il 5% dei pentastellati e il 9% sommando gli altri partiti.

Il primo flusso elettorale riguarda il Pd che lascia sul campo l’11,7% dei consensi rispetto alle Europee. Di questi il 3,3% si sono astenuti, l’1,5 hanno svoltato a sinistra, il 2,3% hanno guardato al centro-destra e il 4,6% si è rivolto al M5S.  Il calo è sensibilmente minore se si guardano le regionali della ditta di cinque anni fa: in quel caso i voti furono 590 mila, oggi sono 517 mila.

Forza Italia grazie ad un ottima prestazione della Civica Caldoro in totale guadagna l’1,1% rispetto alle passate Europee. Il flusso in entrata (4,2%)  è tutto proveniente dall’astensionismo. Le perdite, in questo caso, sono davvero minime. Cambia radicalmente il quadro se si confrontano i dati attuali con l’elezioni regionali del 2010, uno degli ultimi anni d’oro di Berlusconi. Allora i voti furono 872 mila, oggi ci si ferma a 531 mila.

Importante flessione anche del Movimento Cinque Stelle, nella terra di Di Maio. Rispetto ad un anno fa sono stati persi circa 160 mila voti.

 

 

Analisi flussi elettorali Swg Toscana: Turnover negli elettori della Lega. Resta a casa il 22% degli elettori del Pd.

Nella terra “rossa” per eccellenza il Partito Democratico, nonostante la riconferma del Governatore Rossi, perde l’8,3%. Il 5,0 dei suoi elettori non si reca alle urne, mentre una parte minore si rivolge a sinistra (2,2%) e al M5S (1,1%). In generale le dinamiche del voto

Chi fa il botto, anche in questa regione, è la solita Lega Nord che in totale guadagna il 13,6%, guadagnando principalmente dall’astensione (6,9%). Effetto turn-over dunque per gli elettori leghisti in questa ragione: il 14% degli astenuti era un votante della Lega, ma praticamente la metà rientra nel partito uscendo dall’astensionismo.

In generale, dunque, in questa regione si assiste ad un forte calo di Forza Italia (da 222 mila a 112 mila voti), ad una diminuzione sensibile del Movimento Cinque Stelle (316 mila vs 199 mila voti) e del Pd (1 milione 69 mila voti vs 612 mila) rispetto alle Europee.

Nessun candidato, inoltre, brilla particolarmente nel voto disgiunto.

 

 

Analisi Flussi Elettorali Marche ed Umbria: La Lega si radica fortemente nel centro Italia. Il Pd soffre in Umbria

Restiamo sempre sul fenomeno “Lega”. Nelle Marche il partito di Matteo Salvini guadagna il 10,5%  rispetto alle Europee. Da dove provengono i consensi? Il 3,4% dall’astensione, l’1,2% da altri partiti, il 3,2% da Forza Italia e il 2,7% dal M5S.

In generale in questa regione si assiste al tracollo del partito di Silvio Berlusconi (-79% rispetto alle regionali 2010), il dimezzamento dei grillini rispetto alle Europee e la live discesa (-5%) del Pd rispetto alle regionali del 2010.

Ottima performance del candidato Presidente dei Cinque Stelle che prende il 33% rispetto alla coalizione.

In Umbria è a due cifre il calo del Pd rispetto al 2014. I consensi vanno verso l’astensione (5,8%), la Lega Nord (2,4%) e M5S (3,7%).

L’astensione ha colpito maggiormente i partiti minori (28%), il Pd (18%) e il Movimento Cinque Stelle (17%). Al solito bene la Lega, e male Forza Italia.

 

Analisi flussi elettorali SWG- Puglia: Forza Italia perde 4,0% dei consensi verso area Fitto.

Infine chiudiamo con la Puglia. In questa regione c’è stato il trionfo di Michele Emiliano, ex Sindaco di Bari. Nonostante questo il Partito Democratico perde il 5,5% nei confronti dell’astensione.

 

Forza Italia dilaniata dalla guerra interna al centro-destra flette del 12,7%. Il 4,0% dei consensi va alla lista oltre con Fitto e Schittulli, il 6,1% si astiene e il 2,6% è stato attratto dalla proposta politica del centro-sinistra.

Molta alta l’astensione nello stivale d’Italia: restano a casa il 24% degli elettori Pd, il 26% di quelli forzisti, il 22% del M5S e il 27% dei simpatizzanti dei partiti minori.