Renzi: “Non mi rassegno alla palude”. 15mila assunzioni nella PA e nuovi poteri a Cantone

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“I cittadini ci hanno chiesto di cambiare l’italia. Accetto tutte le proposte in linea con quello che chiedono i cittadini. E non mi rassegno all’idea che vinca la palude“. Esordio polemico, quello del premier Matteo Renzi, a margine della conferenza stampa convocata ieri pomerriggio per presentare i provvedimenti varati in consiglio dei ministri. “Non ho preso il 40% per restare a vivacchiare. Non vogliamo essere come gli altri, promesse, parole, ma vogliamo essere decisi e cambiare le cose” ha ribadito Renzi, prima di illustrare le 44 misure previste dal governo: dalla riforma della pubblica amministrazione ai nuovi super poteri del presidente dell’Anac, Raffale Cantone, fino al nodo tasse per le imprese e la semplificazione burocratica.

Il primo ministro Renzi annuncia una dietro l’altra le misure approvate. Sul fronte della riforma della PA, la creazione di 15mila nuovi posti di lavoro per i giovani. Riduzione  drastica dei permessi sindacali e stop al trattenimento in servizio. Prevista una disciplina transitoria per evitare l’assenza di personale, soprattutto nei tribunali e nelle prefetture. Nel dl, approvato in consiglio dei ministri, anche diverse misure per l’avvio della semplificazione burocratica: modello unico per la dichiarazione dei redditi e cedolino precompilato nel 2015. Identità digitale e codice pin, così come previsto dal tandem Madia-Padovan, per consentire l’accesso a qualsiasi tipo di attività amministrativa. Istituzione di un modello unico per la cosiddetta Scia, il permesso a costruire, per gli oltre ottomila comuni italiani.

Nel capitolo “riduzione della spesa pubblica”, scompare il “diritto di rogito per i segretari comunali” mentre è prevista una drastica riduzione dei compensi per gli avvocati dello stato: la percentuale per le spese legali, infatti, passa dal 75% al 10%. Taglio del 10%, infine, per il costo della bolletta energetica alle imprese e due miliari di tasse in meno, con la riduzione del 50% del diritto camerale per tutte le aziende. Nel testo, via libera anche all’istituzione di un fondo per la scuola: non solo interventi di edilizia scolastica ma anche aumento del personale. Passano da 3300 a 5000 gli specializzandi di medicina.

Una delle parti più importanti del provvedimento varato dal governo, però, riguarda la nomina a presidente dell’ Anac (Autorità nazionale anti corruzione) del magistrato antimafia Raffaele Cantone, con il conferimento di particolari poteri. Oltre all’Expo, Cantone vigilerà su tutti gli appalti pubblici.  Per lui, infatti anche la nomina  all’ Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Trecento collaboratori a disposizione, potere sanzionatorio e possibilità di commissariamento per le imprese interessate da indagini per corruzione. Questi i super-poteri del nuovo commissario Cantone, che sarà affiancato da quattro co-commissari: Francesco Merloni, docente di diritto amministrativo a Perugia, Michele Corradino,  consigliere di Stato e capo di gabinetto, la costituzionalista Ida Angela Nicotra e Nicoletta Parisi, membro del board di Transparency International.

Volti nuovi anche ai vertici dell’Agenzia delle Entrate, della Consob, di Enit e dell’Istat alla cui guida arrivano, rispettivamente, Rossella Orlandi, Anna Genovese, Cristiano Radaelli e Giorgio Alleva. Sostanziale parità di genere, dunque, nella scelta dei dirigenti di questi colossi per il governo Renzi che ora deve accelerare sul fronte delle riforme istituzionali dove, lo stesso Renzi, non esclude un nuovo incontro con il leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi.

Carmela Adinolfi