Parma, l’avvocato di origini albanesi che si candida alle primarie Pd

Gentian Alimadhi primarie PD

Dopo le tristi storie degli ultimi giorni riguardanti gli immigrati, ne arriva una bella e interessante, che sottolinea come alle volte, anche se troppo poco spesso, il processo di integrazione può concludersi con successo. Gentian Alimadhi, di origini albanesi, ha 43 anni e dal 2010 è cittadino italiano. Ha una moglie e due figli. È avvocato penalista. Vive e lavora a Parma e ha deciso di candidarsi alle primarie del Partito Democratico per scegliere colui che correrà per la carica di sindaco della città emiliana.

La sua biografia è stata raccontata nel dettaglio da Repubblica Parma. Arrivato nel ’93 dall’Albania, su un barcone approdato in Puglia, Alimadhi rimane clandestino fino al 1996, quando, con la sanatoria del ‘95-‘96 viene regolarizzato. Prima della regolarizzazione, Alimadhi già aveva iniziato a lavorare in una fabbrica. Dal ’96 riprende gli studi e si iscrive a Giurisprudenza. Dopo cinque anni la laurea, cui sono seguiti il praticantato e, infine, l’abilitazione alla professione di avvocato penalista specializzato sui temi di immigrazione. Nel frattempo diventava presidente dell’associazione albanese parmigiana Scanderbeg e riceveva, nel 2011, il premio Sant’Ilario, il massimo riconoscimento civico del Comune.

Negli ultimi mesi ha sostenuto il Sì al referendum costituzionale all’interno dell’associazione Libertà Eguale, pur non iscrivendosi mai ad un partito politico. Di Parma, racconta Alimandhi, ha imparato e assorbito le tradizioni di civismo, di amore per la convivialità, e la spiccata propensione alla solidarietà. Sottolinea che con i parmigiani ha in comune laboriosità e tendenza alla ricerca di una sempre migliore qualità della vita. “Mi sento perfettamente inserito in una Parma in continuo rinnovamento, che consegna le proprie migliori tradizioni ad una gioventù dalle più diverse origini, informatizzata e connessa al mondo in cui vive. Parma – continua il candidato alle primarie – mi ha dato la possibilità di realizzare i miei progetti. Volevo la mia rivincita e qui l’ho ottenuta”. Da qui la scelta di partecipare alle primarie PD per le amministrative 2017, maturata dopo molti incontri con i rappresentanti della Consulta degli Stranieri. “Abbiamo pensato che era giunto il momento di fare qualcosa, il nostro momento di dare un contributo – ha spiegato Alimandhi a ilfattoquotidiano.it –. Credo che la politica dovrebbe garantire la libertà di espressione a tutti, anche ai più deboli. Non dev’essere monopolio dei politici di razza, ma qualcosa che appartiene a tutti i cittadini. Fare politica può essere un modo bellissimo di cambiare le cose dall’interno, è per questo che le persone, e soprattutto i giovani, dovrebbero tornare a interessarsene. Parma è una città bellissima, che amo molto, io mi sento parmigiano e voglio rappresentare i diritti di tutti, di quelli che qui sono nati e di coloro che hanno scelto questa città per viverci”.

La candidatura alle primarie del Pd

Alimadhi fa proprio il programma “Parma che Funziona” elaborato dal Partito Democratico, “sviluppandolo, dettagliandolo e interpretandolo nel modo che gli pare più rispondente alle attese e ai bisogni di questa Parma che cambia”. A chi gli chiede quale sia la visione di città di cui si fa portatore, risponde che “l’idea riguarda la città di Parma negli anni 20 del 2000. Una città – continua Almandhi – che cresce anche per l’attrattività esercitata verso donne e uomini delle più diverse provenienze. Una saggia azione amministrativa non si rassegnerà a considerare i nuovi arrivati come corpi estranei da tollerare, ma si porrà l’obbiettivo di creare nuovi cittadini parmigiani e italiani a tutti gli effetti”. Lavoro, cultura e infrastrutture le parole d’ordine del suo programma. Diventare il primo sindaco d’Italia “immigrato dall’Albania” la sua meta.

Le primarie del Partito Democratico per il candidato sindaco di Parma si terranno il prossimo 19 febbraio. A concorrere con Alimandhi, il capogruppo Pd in Consiglio comunale Nicola Dall’Olio, Dario Costi, Paolo Scarpa e Francesco Samuele. Vantando un consenso pressoché unanime presso la Consulta degli stranieri e la comunità albanese, che a Parma supera le 8mila persone, l’avvocato spera che siano anche i parmigiani della prima ora a sostenerlo. Non resta che aspettare. Certo è che la vittoria di Alimandhi rappresenterebbe una rivincita per i cittadini italiani originari di altri paesi, il cui iter di “italianizzazione” è complicato, lungo e estenuante. Rappresenterebbe una speranza concreta anche per coloro che sono arrivati da poco in Italia e per coloro che arriveranno. Ma, nondimeno, rappresenterebbe un riscatto per il centro sinistra, che nelle ultime elezioni amministrative si è visto soffiare via dal M5S la roccaforte parmigiana. Ritornare a governare Parma e farlo con un sindaco immigrato dall’Albania potrebbe rappresentare quel rilancio ispirato all’innovazione tanto ricercato dal PD e dalla sinistra in generale.

Camilla Ferrandi