Rinnovo contratto statali e scuola, Fedeli: “Soldi non bastano per tutti”

Rinnovo contratto statali e scuola le parole del ministro Fedeli

Rinnovo contratto statali e scuola, Fedeli: “Soldi non bastano per tutti”.

Continua a tenere banco l’aumento medio di 85 euro sul fronte rinnovo contratto statali e scuola. A parlarne stavolta il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. I soldi ci sono, “ma non bastano per tutti”. Nulla di nuovo sotto questo aspetto. Si tratta infatti di quanto aveva già affermato il ministro Madia. Aumenti di 85 euro in media. Non per tutti, quindi. Solo chi percepisce stipendi più bassi arriverà al tetto massimo degli 85 euro. Gli altri riceveranno cifre più basse.

Rinnovo contratto statali e scuola: le parole di Fedeli

Durante un incontro con il segretario della FLCGIL, Valeria Fedeli ha ripetuto quanto già è stato detto nelle scorse settimane. “Gli aumenti dei contratti statali ci sono, ma non per tutti”. E inoltre, “si discute nel merito, per questo rinnovo contrattuale”.

A influire sugli aumenti stipendiali legati al rinnovo contratto statali e scuola la meritocrazia. E le fasce di reddito. Da queste dipenderanno gli scaglioni riguardanti gli aumenti. E non solo. Perché c’è ancora da discutere sul tema degli 80 euro. Il bonus Renzi potrebbe essere tolto a chi, grazie all’aumento, percepirà stipendi più alti, sopra le soglie garantite.

Il ministro ha affermato che a breve si aprirà un tavolo di negoziazione. “Dopo aver concluso la nostra verifica, ci stiamo confrontando con le organizzazioni di rappresentanza. Il Ministero farà un atto di indirizzo semplificato all’Aran per aprire il prima possibile il tavolo negoziale”.

Nonostante l’intervento possa far discutere, il ministro Fedeli ha voluto ribadire l’interesse dello Stato nei confronti della scuola. “Ritengo l’accordo del 30 novembre importante, perché ha già decretato la cifra media. Poi si discute nel merito, per questo rinnovo contrattuale. Ci sono dei temi rimasti aperti, ad esempio come pesano gli 80 euro”.

Rinnovo contratto statali e scuola: docenti Università minacciano sciopero

Sul fronte scuola i docenti universitari minacciano uno sciopero. Che colpirebbe in prevalenza gli studenti impegnati a discutere gli ultimi esami del biennio 2016/2017. Lo sciopero riguarderebbe infatti la sessione che parte il 28 agosto e si conclude il 31 ottobre 2017. In questo periodo i docenti che aderiranno allo sciopero “proclamano l’astensione dallo svolgimento degli esami di profitto nelle Università italiane”. Sono più di 5 mila i docenti che hanno aderito, suddivisi tra 79 atenei.

La protesta corre sul filo del rinnovo contratto statali e scuola e sugli aumenti stipendiali. I docenti chiedono che “vengano sbloccati gli scatti stipendiali relativi al quadriennio 2011/2015, a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016”. “Ci scontriamo con una riduzione di un quinto dell’intero settore”, hanno spiegato gli esponenti del Link Coordinamento Universitario. Sul banco degli imputati: calo delle immatricolazioni, taglio di docenti e personale, cancellazione di corsi”. Il tutto in base a criteri “arbitrari, legittimati dalla retorica meritocratica”.

Il ministro Fedeli ha reagito contro questo sciopero. Lo ha ritenuto un “errore che si scarica sugli studenti”, oltre che “contrario all’opinione pubblica”. L’intenzione dello Stato, ha detto Fedeli, è quello di investire nella scuola e nella formazione.

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