Pensioni ultime novità: Ape volontaria, assegni bassi esclusi dal decreto

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Pensioni ultime novità: Ape volontaria, assegni bassi esclusi dal decreto

Ultimissime novità sulle pensioni per l’Ape volontaria. Lo schema del decreto attuativo trasmesso al Consiglio di Stato prevede dei requisiti minimi per l’accesso alla richiesta del prestito. Non sarà possibile per tutti i soggetti in possesso di 63 anni anagrafici e 20 di contribuzione richiedere la pensione anticipata. In aggiunta è stato deciso che occorrerà avere un reddito pensionistico lordo superiore a una cifra minima. Chiariti anche alcuni aspetti riguardo la speranza di vita e l’estinzione anticipata del finanziamento. Vediamo i dettagli.

Pensioni ultime novità: Ape volontaria e soglia minima

Il decreto attuativo del presidente del consiglio dei ministri ha sancito una soglia minima di richiesta. La pensione lorda dovrà necessariamente superare il trattamento minimo Inps moltiplicato per 1,4. Questo vuol dire che la soglia di sbarramento è fissata a 702,52 euro. La cifra va calcolata scalando al netto l’importo mensile destinato alla restituzione del prestito ventennale. Statistiche alla mano a oggi sono più sicuri di entrare i soggetti che percepiscono un assegno pensionistico di almeno 1000 euro lordi.

Pensioni ultime novità: servono altri mesi

Le situazioni limite costringeranno i diretti interessati ad attendere qualche mese in più prima di richiedere l’anticipo di mercato. Occorre accorciare i mesi di anticipo e il conseguente importo trattenuto direttamente dall’assegno. La soglia di 702 euro costringerà parte dei soggetti a ritardare l’uscita dal lavoro. In questo modo i mesi in meno di Ape volontaria corrisponderanno a un minore importo da restituire.

Pensioni ultime novità: estinzione e speranza di vita

In previsione la possibilità di estinguere prima la cifra dell’anticipo per il pensionato attraverso la restituzione parziale o totale all’istituto di credito. Per quanto riguarda la speranza di vita la situazione non è per niente positiva. In caso di aumento i costi ricadrebbero direttamente sul soggetto. Il CdS nel corso dell’analisi ha evidenziato che occorre informare il pensionato di questo rischio.

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