Prezzo petrolio, calo in arrivo dopo l’aumento attuale

Prezzo petrolio oggi, pozzi

 Prezzo petrolio, calo in arrivo dopo l’aumento attuale

Il prezzo del greggio al barile è ormai arrivato sopra i 50 dollari. Quali sono le ragioni di quella che appare una buona notizia dopo i mesi di timori di un nuovo crollo?

Innanzitutto le scorte, le solite scorte. L’American Petroleum Institute ha sorpreso il mercato con la valutazione sui loro movimenti. Rispetto alle previsioni di un calo di 3 milioni, si è avuto un decremento di 10,2 milioni. Come è ovvio una maggiore scarsità fa decollare i prezzi per le leggi della domanda e dell’offerta.

Non solo, c’è anche l’OPEC. Che si è riunito lo scorso lunedì a San Pietroburgo includendo anche non membri, e in cui l’Arabia Saudita ha ribadito un taglio all’export di agosto di 6,6 milioni di barili al giorno, uno in meno dello scorso anno. Mentre la Nigeria, che non sempre aveva rispettato le decisioni prese in altri meeting, ha promesso di fermare la produzione giornaliera a 1,8 milioni di barili.

Ci sono stati inoltre dei tagli negli USA sulla spesa sull’esplorazione, e un calo della produzione. Tutto ciò ha contribuito all’innalzamento dei prezzi.

Prezzo petrolio, ma il ministro russo pensa si possa arrivare a 60 dollari

Alcuni però prevedono un nuovo calo, sulla base di alcuni elementi. Per esempio il fatto che il calo delle esportazioni saudite in agosto non è una novità, tutti gli anni per maggiori consumi interni (aria condizionata?) avviene. Inoltre in Nigeria è previsto un aumento prima della stabilizzazione del livello di produzione secondo gli accordi OPEC.

Inoltre la storia insegna che ogni volta che si raggiungono i 50 dollari al barile i produttori di shale gas si riattivano incrementando la produzione e di fatto provocando un calo dei prezzi. E’ possibile possa accadere anche ora.

Come sempre ci sono opinioni discordanti. Per esempio Novak, ministro dell’energia russo, pensa che ci sia spazio per un certo ottimismo, che si possa arrivare a un massimo di 60 dollari al barile. L’importante, afferma, è che si rimanga fedeli agli accordi OPEC e che gli aumenti di produzione che seguono la domanda avvengano gradualmente.

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