Referendum Catalogna 2017: risultati in diretta. Spoglio, “Si” stravince

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Referendum Catalogna 2017: risultati in diretta – LIVE

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08,30: Il “Si” ha stravinto con il 90% di voti. Circa 2,2 milioni gli elettori che si sono recati alle urne sui 5 milioni aventi diritto.

00.15: Secondo le prime proiezioni il “Si” sarebbe all’87% dei voti totali. Invece il “No” si attesta intorno al 9%, scheda bianca al 3% e infine scheda nulla all’1%.

00.10: Sale il bilancio dei feriti, ora per il Governo di Barcellona sono 844 i civili coinvolti.

22.48: Il presidente Catalano Puigdemont afferma che la Catalogna ha ottenuto il rispetto dell’Europa, che riferirà al Parlamento catalano del referendum e che oggi la Catalogna stessa si è guadagnato il diritto a essere uno Stato indipendente

22.01: Referendum Catalogna: Arrivano i primi risultati, il Sì è sopra il 93% con circa 50 mila voti scrutinati.

21.44: Il leader di Podemos Iglesias chiede una mozione di sfiducia verso Rajoy e un nuovo referendum, questa volta concordato tra Madrid e Barcellona

21.30: il portavoce del governo catalano ammette che su 2.315 seggi, in 319 non si è potuto votare.

21.22: Si attendono i risultati, anche se i primi dati da alcuni seggi parlano di un voto favorevole all’indipendenza superiore all’80%

20.47: Per il leader socialista spagnolo Sanchez la consultazione catalana è solo servita a dividere la società in Catalogna, si appella al governo di Barcellona perchè ritorni nella legalità e perchè si ricorra al senso comune abbandonando le polarizzazioni e l’emotività. Viene però richiesto al governo di Rajoy una soluzione politica, e un’azione ben diversa da quella vista in questi giorni.

20.38: Si parla per ora di un’affluenza al voto del 57,7%

20.30 Parla il premier spagnolo Mariano Rajoy. “La Spagna è una democrazia matura e tollerante; il governo mantiene lo stato di diritto e reagisce contro chi vuole sovvertirlo; non abbiamo assistito a una votazione ma a una messinscena; ora, non chiudiamo la porta a nessuno”.

20.15 Sale a 761 il bilancio dei feriti riferisce il governo catalano.

20.10 La manifestazione contro la repressione a Madrid.

19.20 Fonti basate sul numero di ingressi in ospedali catalani, proverebbe che il numero di feriti come conseguenza della repressione raggiunge la spaventosa cifra di 460. Dati che, si precisa, non sono ancora definitivi. Vi aggiorneremo durante l’intera serata, che si prospetta ancora incandescente.

17.20 Altri video che mostrano la paradossalità di queste ore. Manifestanti da una parte, Mossos dall’altra e Guardia Civil in mezzo.

17.10 Associazioni della società civile sottolineano come si possa votare per più volte senza incontrare problemi.

16.50 Il sindaco di Barcellona Ada Colau chiede l’immediata conclusione delle cariche di polizia.

16.40 Un video che mostra la tensione tra Mossos e Guardia Civil.

16.10 I Mossos, la polizia catalana, si difendono dalle accuse di non fare abbastanza per impedire un referendum “illegale”.

16.00 Continuano a formarsi code davanti alle scuole.

15.55 Sale il bilancio ufficiale dei feriti. 90 persone risultano ferite in modo lieve. Una persona gravemente colpita ad un occhio. Per Barcellona sono state prestate cure a 337.

15.45 “Oggi è un giorno triste per la nostra democrazia” Pedro Sánchez, Segretario PSOE. Il sindaco di Barcellona Ada Colau accusa il premier Rajoy di aver posto la città in un “stato d’assedio”.

15.30 Continuano a essere diffusi i video delle operazioni di polizia volte a impedire il voto.

15.00 El Paìs sta tracciando su questa mappa gli scontri tra manifestanti e polizia che si stanno verificando in Catalogna a margine dell’evento elettorale. Secondo i dati ufficiali sono 38 i feriti; sale addirittura a 337 il bilancio per le autorità catalane.

14.10 Si continua a votare, nonostante i continui crolli al sistema informatico, messo K.O. per ordine del governo.  A Barcellona, gruppi di studenti alzano barricate per impedire l’accesso della Guardia Civil e della Policia Nacional nei centri elettorali. Sempre nella capitale catalana, i Mossos de Esquadra hanno avuto un confronto diretto con la stessa Guardia Civil.

12.20 Referendun Catalogna: Per ora, hanno votato i principali leader della CUP (Carles Puigdemont e Artur Más), e il principale rappresentante di Ezquerra Republicana (ERC), Gabriel Rufián. Il conto dei feriti, sale a 38, di cui 35 lievi e 3 gravi.

11.00 Arrivano prime immagini di feriti e dei disordini.

10.35 Il Governo centrale di Madrid ha ordinato il sequestro delle urne. Alcuni seggi sono rimasti chiusi e cordonati dalla Guardia Civil. Le forze speciali – i mossos de esquadra – hanno svolto, per ora, un ruolo decisamente marginale. La stessa Guardia Civil ha tagliato la connessione Wi-Fi nei centri disposti per la votazione. Si registrano scontri fin dalla prima mattinata anche se, attualmente, la situazione sembra sotto controllo.


È arrivato il giorno che terrà la Spagna, l’Europa intera, col fiato sospeso. Si fronteggiano, da una parte il governo di Madrid, dall’altra, le autorità di Barcellona. Dalla capitale si ribadisce che la consultazione sull’indipendenza della Catalogna è illegale; la costituzione prescrive l’indivisibilità dello stato. Si cercherà di impedirne lo svolgimento con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Da parte loro i catalani, non solo gli indipendentisti, assicurano: il referendum si farà.

Referendum Catalogna: risultati in diretta

Il “catalanismo” pare avere radici molto antiche. Per alcuni discendono fino alla guerra di successione spagnola. Su questa linea, assume un particolare significato la data dell’11 settembre 1714. Quando, dopo 14 mesi d’assedio, le truppe borboniche presero Barcellona, ponendo fine alla sua autonomia. Ancora oggi, l’11 settembre di ogni anno, si ricorda la strenua resistenza dei catalani nella celebrazione della Diada. Detto ciò, in Catalogna un movimento politico pro-secessione non c’è stato prima del 1922, quando venne fondato Estat Català. Rafforzatosi in decenni e decenni di dura repressione, coincisi con le dittature di Primo Rivera e Francisco Franco, l’indipendentismo catalano è tornato in auge più o meno nel 2008; quindi, parallelamente all’ultima grande recessione.

Referendum Catalogna 2017, il precedente

La consultazione di oggi ha un precedente. Nel 2012, il Parlamento catalano decise di tenere un referendum sull’indipendenza. Venne scelta la data del 9 settembre 2014; il tribunale costituzionale, però, blocco l’iniziativa. Nel novembre dello stesso anno si tenne comunque una votazione ma dal carattere “informale”. Con un’affluenza del 36%, si pronunciarono a favore dell’indipendenza l’80% degli elettori. Le ultime elezioni locali hanno consegnato il governo della Comunidad catalana a una coalizione denominata Junts Pel Sì (Uniti per il Sì). Il punto principale del suo programma è proprio l’indipendenza della Catalogna.