Rinnovo contratto statali: Madia smentisce i sindacati, ci sono i soldi

Rinnovo contratto statali: i soldi ci sono per il ministro Madia

Rinnovo contratto statali: Madia smentisce i sindacati, ci sono i soldi.

Sul fronte rinnovo contratto statali, il ministro della PA Marianna Madia torna a vestire i panni del pompiere per spegnere l’incendio alimentato dalla guerra di cifre relativa all’aumento stipendio. I soldi ci sono o no? I conti fatti dai sindacati, ma anche e soprattutto dai media e attualmente perfino dai movimenti politici di opposizione, sono concordi nell’affermare che mancano 300 milioni di euro. Che c’è un buco da colmare. Che il bonus Renzi è ancora sull’altare del sacrificio. E che il comparto scuola sarà quello che prenderà di meno tra tutti gli statali. Ma è veramente così?

Rinnovo contratto statali: le parole del ministro Madia

A margine di un convegno di Rete Imprese Italia sul tema dei costi della burocrazia nel nostro Paese, il ministro Madia ha risposto per le rime al caos numerico che è sopraggiunto in questi ultimi giorni, tentando di rassicurare la platea dei diretti interessati. “Le risorse ci sono, certo, assolutamente”, ha dichiarato. “Noi abbiamo stanziato con questa ultima legge di bilancio le risorse che servono a fare due cose. Che poi sono gli unici due impegni economici che ho preso con i sindacati. Ovvero un aumento medio di 85 euro nei contratti. Ed evitare che chi oggi ha 80 euro li perda con l’aumento stipendio”.

Parole rassicuranti che tentano di spegnere il fuoco e ribadire che le risorse economiche per quanto promesso lo scorso 30 novembre 2016 ci sono. Per quanto riguarda le trattative, tutto rimandato alla prossima settimana, quella che porta al Natale, che rischia di essere decisiva sotto molti aspetti.

Rinnovo contratto statali: anche M5S contro il governo

Di parere opposto e conforme ai dati snocciolati da media e sindacati, è l’onorevole M5S Silvia Chimienti. Intervistata dalla Tecnica della Scuola sul rinnovo contratto statali e scuola, l’esponente del Movimento ha affermato che “il Ministero delle Finanze sta cercando altri 300 milioni di euro per poter aumentare di 85 euro lordi tutti i contratti indistintamente”.

La domanda dell’onorevole è però la seguente: “Dov’è finita la promessa di eliminare la forbice retributiva? E quindi avvantaggiare quei dipendenti statali con lo stipendio più basso che hanno più sofferto la crisi economica?” Il riferimento è ovviamente al comparto scuola, con i docenti italiani che risultano essere i meno pagati d’Europa. Ed è così che l’aumento “sembra più una mancetta come contentino”.

Per l’onorevole Chimenti, l’aumento stipendiale promesso si trasformerà in “una mancia che verrà poi ripresa con gli interessi in seguito, è questa la prassi del PD”.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM