Rinnovo contratto statali e scuola: aumento del 4,5%. Come si calcola

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Rinnovo contratto statali e scuola: aumento del 4,5%. Come si calcola.

Prima delle festività natalizie, Governo e sindacati hanno trovato l’accordo definitivo sul rinnovo contratto statali legato alle Funzioni Centrali. Un contratto che farà da apripista anche agli altri comparti, come scuola e sanità. E che ha fatto e sta facendo discutere per l’aumento stipendio. Per alcuni le cifre sono molto basse, ma il Governo ha sempre dichiarato che si è fatto quanto si è potuto con le risorse disponibili. Per quanto riguarda l’aumento stipendio, si registrerà un incremento di circa il 4,5% dello stipendio fisso, il tabellare. Ovvero, la paga base dei lavoratori, il compenso stabile dipendente dalla qualifica e dalla mansione del lavoratore.

Rinnovo contratto statali: come si calcola l’aumento del 4,5%

Sul rinnovo contratto statali la parte preponderante la prende sicuramente la componente economica. Come scrive il Sole 24 Ore, il già citato aumento del 4,5% non è legato all’inflazione del periodo contrattuale. “Il rinnovo punta nei fatti a sanare almeno un pezzo del passato, anche prima che dal 30 luglio 2015 la sentenza 178 della Consulta imponesse di scongelare la macchina dei contratti”. Pertanto, spiega il quotidiano economico, “il recupero si spinge indietro fino al 2013”. Se si calcolasse solo l’inflazione legata al periodo contrattuale, infatti, ci si fermerebbe solo al 2,5%. La percentuale maggiorata va in direzione di un recupero maggiore relativo agli anni passati segnati proprio dal blocco contrattuale.

Rinnovo contratto statali: arretrati e bonus 80 euro

Un altro aspetto economico importante riguarda gli arretrati. Questi consisteranno in un una tantum, che dovrebbe arrivare con la prima busta paga nella quale arriveranno anche i tanto attesi aumenti. Presumibilmente, quindi, a marzo 2018. È stato calcolato che per un dipendente statale medio il “bonus” arretrati dovrebbe equivalere a circa 570 euro lordi. Per quantificare gli arretrati, bisognerà dunque sommare gli aumenti delle 13 mensilità del 2016, quelli del 2017 e il primo biennio 2018.

Nelle scorse settimane ha tenuto banco anche la questione del bonus 80 euro. Per consentire a chi percepisce redditi più bassi di avere gli stessi aumenti dei colleghi, è stato stabilito un extra che varia da 21,10 a 25,80 euro lordi mensili. Anche qui, la quantificazione precisa dell’importo, dipende dalla posizione economica del lavoratore. L’extra durerà solo 10 mensilità e partirà dal primo mese in cui saranno versati gli aumenti; ovvero, con ogni probabilità, marzo 2018. L’extra permetterà agli statali più “penalizzati” di non perdere una parte del bonus Renzi.

Rinnovo contratto statali: le altre novità

Il rinnovo contratto statali non riguarda solo la parte economica. Anche la componente normativa e disciplinare, infatti, assume un ruolo primario. Riepilogando brevemente, si parte da un ruolo più forte dei sindacati nelle trattative inerenti materie di lavoro. Inoltre, chi è abituato ad assentarsi ingiustificatamente in prossimità di weekend o festività sarà severamente sanzionato, con pene che vanno dalla sospensione dal servizio e dello stipendio fino al licenziamento. Le conseguenze generate dall’assenteista, inoltre, ricadranno su tutto l’ufficio. Pene severe anche per chi commette molestie sessuali o corrompe donando regali di valore superiore a 150 euro in cambio di favori.

Il Governo ha deciso di mettere anche un limite alla precarietà, fissando a 36 mesi la soglia massima dei contratti a termine, prorogabili di un ulteriore anno in casi eccezionali. Saranno poi introdotte fasce di tolleranza per quanto riguarda gli orari di entrata e di uscita dal lavoro. Il congedo matrimoniale sarà un diritto anche per le unioni civili omosessuali e non sarà più permesso approfittare dei permessi per la Legge 104, i quali dovranno essere comunicati almeno 24 ore prima del giorno che si richiede. Al tempo stesso, chi sta affrontando terapie salvavita potrà usufruire di permessi speciali per le conseguenze delle terapie stesse. Infine, i dipendenti potranno cedere ai colleghi a titolo gratuito la parte eccedente al periodo di ferie che gli spetta di diritto. E i permessi saranno calcolati non più in giorni, bensì in ore.

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