Elezioni politiche 2018: ‘candidati’ premier, ecco gli 8 nomi papabili

Elezioni politiche 2018: candidati premier, nomi papabili

Elezioni politiche 2018: ‘candidati’ premier, ecco gli 8 nomi papabili.

Le elezioni politiche 2018 si avvicinano, le promesse dei vari partiti in corsa si rincorrono e i sondaggi politici mostrano già alcune certezze. Ma tra le incertezze ancora attuali ci sono i nomi dei candidati premier. Chi succederà a Paolo Gentiloni? La rosa dei nomi non è piuttosto ampia, ma sia centrodestra sia centrosinistra devono ancora tirare fuori il nome definitivo dal cilindro. E se Berlusconi promette sorprese e grandi nomi, nel centrosinistra regna un’apparente tranquillità. Che sarà anche il filo conduttore dell’intera campagna elettorale. Metterci la faccia sì, ma senza spararla troppo grossa, sacrificando il proprio orgoglio magari per eleggere un nome gradito alla causa. Che possa anche migliorare le percentuali dei consensi. Solo nel Movimento 5 Stelle c’è un nome sicuro da tempo, ormai.

Elezioni politiche 2018: candidati premier papabili del centrosinistra

Cominciamo dal centrosinistra. Qui Matteo Renzi non dovrebbe ricandidarsi a premier. Nonostante sia il personaggio più carismatico della coalizione, nel bene e nel male, alla fine potrebbe essere di nuovo Paolo Gentiloni il nome più probabile a uscire dalla rosa. Ha lavorato bene, ha convinto una parte dell’elettorato, anche il Colle sembra favorirlo. E chissà che non possa essere lui l’uomo della provvidenza, in grado di attuare quello che sarebbe un vero e proprio miracolo, se vediamo le attuali distanze nei sondaggi tra centrodestra e centrosinistra.

Poi certo, c’è ancora Matteo Renzi. Ma su di lui pesa un’ostentazione che non piace molto né all’interno del Partito Democratico, né a parte degli italiani. Su di lui incombe il peso delle promesse grosse e irrealizzabili. La nomea di un venditore il cui carisma è ancora attuale, ma che è stato macchiato dal referendum di dicembre 2016. Un’uscita di scena coerente con quanto detto, ma anche una trappola autoinflitta che ha contribuito a far calare la sua popolarità. Renzi ancora non fa nomi perché vuole aperto uno spiraglio: da quello spiraglio, forse, vorrebbe uscire lui stesso. Ma bisognerà fare i conti con il bene comune. “Non è importante il nome, importante è che vinca il PD”, il concetto espresso recentemente dall’ex premier.

Un altro nome papabile è quello di Carlo Calenda, attuale ministro dello Sviluppo Economico, carica ricoperta dall’esecutivo Renzi e proseguito con quello Gentiloni. Non certo un renziano, non certo un esponente del PD. Recentemente ha risposto alla proposta di Renzi di abolire il canone Rai definendola poco chiara. E proponendo una privatizzazione del servizio pubblico, in caso si volesse abolire la tassa. Il suo fare politica non dispiace a molti. Serietà ed equilibrio dalla sua, alla fine potrebbero essere caratteristiche vincenti.

Elezioni politiche 2018: candidati premier papabili del centrodestra

Sul centrodestra pesa la Legge Severino. Se Strasburgo dovesse riabilitare Silvio Berlusconi e consentirgli di candidarsi a premier, sarebbe proprio il Cavaliere l’uomo di punta della coalizione. Ma la sentenza definitiva potrebbe non arrivare prima del 4 marzo. Per questo motivo Berlusconi fa altri nomi importanti. Come quello di Antonio Tajani, attuale presidente del Parlamento europeo, da sempre un fedele di Berlusconi. Resta però da chiedersi se lui voglia veramente arrivare a Palazzo Chigi o restare a Strasburgo.

Se Tajani dovesse saltare, ecco Franco Frattini. Ha la stima di Berlusconi, ha una rilevanza internazionale fuori dal comune ed è gradito da molti esponenti ed elettori del centrodestra. “Chi serve le istituzioni viene chiamato, non si propone”, le sue parole riportate da La Stampa. Affermazione che fa pensare come una eventuale candidatura a premier non dispiacerebbe neppure a lui.

L’altro nome autorevole è quello di Matteo Salvini, ovviamente. La sua candidatura a premier dipenderà dalla forza del partito. Ovvero dai consensi che la Lega prenderà alle prossime elezioni. Qualora dovesse superare le altre forze della coalizione, allora potrebbe essere proprio lui il prossimo premier.

Elezioni politiche 2018: candidati premier Movimento 5 Stelle

Alla fine l’unica certezza è nel Movimento 5 Stelle. Il nome del candidato premier corrisponde a quello di Luigi Di Maio. Tuttavia sulle spalle del trentaduenne vicepresidente della Camera dei Deputati incombe il peso di una possibile sconfitta. Qualora il M5S non dovesse uscire in qualche modo vincente, ma anzi perdere consensi, secondo quanto ha riportato il Giornale, Grillo sarebbe disposto a silurarlo dopo il 4 marzo. Vero o no, Di Maio prosegue per la sua strada convinto delle proprie idee, ma l’incertezza su alcune questioni cruciali come l’euro (recentemente “rivalutato”) potrebbe costargli molto.

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