Partita Iva: aumento nel 2017, i dati nel comunicato del Mef

Partita Iva aumento 2017: dati Mef

Partita Iva: aumento nel 2017, i dati nel comunicato del Mef.

Nel corso del 2017 è aumentato il numero di partita Iva rispetto a quelle aperte nel 2016. SI parla di 512 mila unità in più, per un incremento effettivo di 1,2 punti percentuali. Con un comunicato ufficiale, ha informato che la maggioranza delle partite Iva sono state aperte da persone fisiche (70%); segue un 24% di società di capitali e un 4,8% di società di persone. Tra queste categorie, a registrare il maggior aumento di apertura partite Iva sono proprio le società di capitali (+7,3%), mentre il calo maggiore è stato registrato dalle società di persone (-8,1%). Più o meno stabili le persone fisiche (-0,2%).

Partita Iva 2017: dati geografici, anagrafici e di genere

A livello geografico, il maggior numero di partita Iva è stata aperta al Nord (42,5%), seguito da Sud e Isole (35%) e dal Centro (22,3%). Andando più nel dettaglio, le maggiori percentuali si segnalano in Valle d’Aosta (+9,4%), Sicilia (+7,8%) e Marche (+5%). Segno negativo invece per Basilicata (-8,3%), Molise (-6,9%) e Calabria (-6%). Sempre analizzando i numeri del 2017, il 62% di partita Iva è stato aperto da uomini; gli under 35 hanno invece rappresentato quasi la metà della torta (46,5%). Interessante l’incremento di partite Iva nella fascia di persone comprese tra 51 e 65 anni (+2,4%).

Partita Iva nel 2017: settori professionali

L’incremento più consistente nel tipo di partita Iva si è registrato nel regime forfettario, aperto da 182.519 persone (35,7% del totale e +9,1% rispetto al 2016).

Sotto l’aspetto dei settori professionali, la maggioranza delle partite Iva nel 2017 sono state aperte nel settore del commercio. Il 14,7% ha riguardato le attività professionali, mentre il settore agricolo ha occupato il 10,9% dell’intera torta. Maggiori incrementi rispetto al 2016 hanno riguardato il settore sanitario e le attività professionali, rispettivamente al 13,3% e al 10,5%. In calo le aperture delle partite Iva nel commercio (-6,7%) e nel settore agricolo (-3,1%).

Partita Iva: i dati a dicembre 2017

Il Mef ha diffuso anche una nota relativa agli aggiornamenti dei dati sulle partite Iva aperte a dicembre 2017. Le aperture sono state 24.450; cifra in calo rispetto a dicembre 2016 (-5,7%). La maggioranza è rappresentata sempre dalle persone fisiche (54%), seguite dalle società di capitali (37,1%) e società di persone (7,6%). Confermato il trend in aumento per le società di capitali rispetto a dicembre 2016 (+2,2%). Calo per le altre categorie (-9,4% per le persone fisiche e -12,1% per le società di persone).

Il podio geografico resta invariato con Nord sul gradino più alto (45%), seguito da Sud e Isole (32,6%) e Centro (22,2%). Incrementi maggiori si sono registrati in Puglia (+12,2%), Liguria (+9,1%) e Molise (+2,1%). Trend calante per Calabria (-25,9%), Sardegna (-24%) e Trento (-20,3%). In calo il numero delle partite Iva aperte in regime forfettario (-7% rispetto al 2016), che hanno rappresentato il 18% del totale di partite Iva aperte a dicembre 2017.

Partita Iva: confronto dati con gli anni passati

Era dal 2014 che non si registrava un aumento di partite Iva nel nostro Paese. Riuscendo così a spezzare un trend in calo. Allora però l’incremento era stato più pesante (+8,5% rispetto al 2013), a differenza dell’aumento registrato nel 2017 che ha superato di poco il punto percentuale. Il numero di partite Iva aperte è comunque ai livelli del 2015, seppur leggermente inferiore. Allora furono infatti 516 mila le nuove partite Iva aperte, ovvero circa 4 mila in più rispetto a quelle aperte nel 2017. Anno quest’ultimo che, ricordiamo, si è concluso in calo rispetto al dicembre dell’anno passato.

Riduzione graduale anche per le persone fisiche, che dal 75% registrato nel 2014 è calato al 70% attuale. Di contro, si è registrato un aumento altrettanto graduale per le società di capitali: dal 19% del 2014 si è passati all’attuale 24%. Calo importante per le società di persone (dal 6% di 4 anni fa all’attuale 4,8%).

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