Elezioni politiche, per IPSOS M5S forte tra i giovani non laureati

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Elezioni politiche, per IPSOS M5S forte tra i giovani non laureati

E’ tempo di analisi, dopo Tecnè e SWG anche IPSOS ha svolto la propria indagine post voto per scoprire chi ha votato chi.

I risultati sono interessanti.

Innanzitutto non vi sono significative differenze tra i sessi. A differenza di quanto accade spesso all’estero, per esempio negli USA.

La Lega è stata votata leggermente di più dalle donne, come Forza Italia. Ma sono piccole differenze. Che invece ci sono nell’astensione, decisamente maggiore nel sesso femminile, 31,7% contro 27,5%

A livello di età invece si nota come il PD abbia un elettorato vecchio, è primo partito con il 27,3% tra gli ultra-65enni.

L’opposto del Movimento 5 Stelle, che supera la media nelle età più giovani, ma non trionfa più come un tempo tra i giovanissimi, da cui è prescelto nella stessa misura in cui è votato anche dai 35-64enni.

Equilibrio nell’elettorato leghista, si nota una maggiore forza della Lega tra i 50-64enni e una minore tra i più anziani. Tra cui invece Forza Italia supera il partito di Salvini.

Passando al titolo di studio forse si notano le maggiore differenze tra i partiti. Il Pd è bifronte, più forte sia tra i laureati che tra chi ha licenza elementare, e in particolare tra gli ultimi. Conta qui l’età media dei votanti, tra gli anziani l’istruzione è solitamente minore.

Il M5S a differenza del 2013 non ha più il massimo consenso tra i laureati, tra cui raccoglie meno del 30%, ma tra i diplomati, tra cui è al 36,1%. La Lega poi prende tra chi ha la licenza media il doppio di quanto riceve dai laureati. Più equilibrio in Forza Italia. Da notare il 6,5% tra i laureati di +Europa, che supera LeU e FdI

Elezioni politiche, PD vince tra i pensionati, Lega tra operai e artigiani, M5S tra i disoccupati

L’analisi forse più importante però è quella sul voto delle professioni alle ultime elezioni politiche.

Il Pd prevale tra i pensionati con il 27,6%, e questo non ci stupisce, visti i dati sul voto in base al’età.

E’ invece debolissimo tra i disoccupati, con il 10,35. Tra questi prevale il M5S, con il 37,2%, ma va bene anche Forza Italia, con il 20,4%

La Lega va molto bene tra gli operai, con il 23,6%, e peggio tra i ceti elevati. Che votano il PD più che proporzionalmente, ma anche, a sorpresa, il Movimento 5 Stelle.

Gli studenti premiano Liberi e Uguali con l’8,2%, e in generale le liste minori.

Il M5S fa il pieno tra i dipendenti pubblici, con il 41,6%, la Lega è più sbilanciata verso quelli privati.

E infine il voto in base alla frequenza alla Messa.

Non ci sono più enormi differenze in base alla religione. I cattolici non votano molto diverso dagli altri.

I più assidui scelgono il PD più che proporzionalmente, ma il primo partito è il M5S con il 30,9%. Nel 2013 invece andava piuttosto male tra i cattolici. Ora non più. Tra questi poi Forza Italia supera la Lega, e va benino Noi con l’Italia.

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