Premier League: “Goodbye Arsène”. L’Arsenal dice arrivederci al suo papà

Premier League: "Goodbye Arsène"

Premier League: “Goodbye Arsène”. L’Arsenal dice arrivederci al suo papà

Credo sia arrivato il momento di lasciare”.

Con queste poche parole Arsène Wenger, storico allenatore dell’Arsenal, ha annunciato il suo addio ai gunners al termine di questa stagione.

Ventidue anni, oltre 1200 partite su quella panchina e diciassette trofei (per ora) il suo score.

Premier League: l’epopea Wenger giunge al termine

Era il 1° ottobre 1996 quando l’allenatore francese prese il comando della squadra londinese, dopo aver guidato negli anni precedenti il Nancy, il Monaco (dal 1987 al 1994) e i giapponesi del Nagoya Grampus.

Probabilmente nessuno si sarebbe mai aspettato che il suo mandato durasse ben ventidue stagioni di fila tutte dalla prima all’ultima partita, tranne quella dell’esordio, quando subentrò.

I campioni passati in tutto questo tempo per l’Arsenal son stati veramente tanti, troppi, come poche altre squadre al mondo.

Wenger ha saputo plasmarli, inserirli quasi sempre all’interno di un meccanismo di gioco preciso, ed ha saputo trionfare, come detto, diciassette volte. Ma mai nessuna in Europa, per il momento.

Premier League: il rimpianto europeo dei gunners, almeno per il momento

E’ quello probabilmente il rimpianto più grande dell’ambiente, non aver mai alzato un trofeo davanti a tutta Europa.

Ci sono andati molto vicini nel 2006, quando a Parigi l’Arsenal perse la finale di Champions League contro il Barcellona che si apprestava a diventare una squadra di extraterrestri.

Il gol di Sol Campbell non bastò e Wenger dovette accontentarsi di un risultato comunque storico per il suo club, maturato nella sua terra natia.

Di quella Champions resta ancora intatto un record storico, quello d’imbattibilità della porta.

L’Arsenal in quell’edizione infatti mantenne la porta inviolata per ben 995 minuti, dal gol di Markus Rosenberg dell’Ajax nella fase a gironi, fino al gol del momentaneo pareggio di Juliano Belletti del Barcellona nella finale.

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Premier League: l’Arsenal del 2004, quello degli invincibles

Lehmann, Cole, Campbell, Toure, Lauren, Pires, Silva, Vieira, Ljungberg, Henry, Bergkamp

Undici nomi, undici nomi da ripetere all’infinito, come un mantra, perché di quello si tratta. Dalle parti di Holloway la pensano proprio così.

Sono i nomi della formazione tipo dell’Arsenal degli Invincibles protagonisti, nella stagione 2003/2004, della vittoria della Premier League, l’ultima ad oggi, ottenuta senza nemmeno perdere una partita.

Più precisamente, sono 49 i match consecutivi di campionato nei quali i gunners non ha conosciuto la parola sconfitta, dal 7 maggio 2003 al 16 ottobre 2004, giorno in cui fu il Manchester United a riportarli sulla Terra.

Fu la maggiore espressione di bellezza e forza della squadra, che tuttora viene ricordata, e sempre lo sarà.

Premier League: Wenger, ultimo tango a Londra

Nonostante i rapporti deteriorati con buona parte della tifoseria (che ha sempre espresso il proprio malumore nei confronti del tecnico con proteste pacifiche allo stadio e soprattutto sfottò social) a causa dei non buoni risultati degli ultimi anni, Wenger mancherà comunque, anche se ha ritardato il suo arrivederci.

Tutti siamo abituati a vederlo su quella panchina, generazioni intere di persone che da lì hanno visto passare decine e decine di campioni, ma sempre e comunque un solo uomo al comando.

Ora ai londinesi resta la possibilità di vincere realmente un titolo europeo, l’Europa League, dove se la vedranno nella semifinale contro l’Atletico Madrid e nella quale faranno di tutto per regalare al loro “papà” ciò che ancora gli manca.

Perché va bene tutto ma Arsene Wenger, il re di FA Cup, mancherà un po’ a tutti su quella panchina.

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