Convocati Mondiali Russia 2018: i calciatori passati per la Serie A

Mondiali Russia 2018

Convocati Mondiali Russia 2018: i calciatori passati per la Serie A.

Siamo ormai agli sgoccioli, i convocati Mondiali Russia 2018 di ogni squadra sono ormai decisi, ci saranno 32 squadre a contendersi la competizione. L’Italia è una grande esclusa ma sono tanti i calciatori passati per la Serie A e ricordati in modo negativo per le loro esperienze deludenti.

Convocati Mondiali Russia 2018: i diversi calciatori passati per l’Italia

Abel Aguilar, giocatore colombiano, è il primo di una lunga serie. Più di dieci anni fa collezionò appena 6 presenze nell’Udinese. Dopo diversi prestiti e giri in tutta Europa (e non) il centrocampista torna nella sua nazione, dove tutto era iniziato. Con il Deportivo Cali si conquista anche la maglia per il Mondiale all’età di 33 anni. Miguel Borja, anche lui colombiano, milita nel Livorno con soli 8 spezzoni di gara, salutando la squadra livornese con un cartellino rosso contro la Fiorentina dopo un fallo killer sull’ex Aquilani.

Poi abbiamo Manuel Da Costa, marocchino che tra il 2008 e il 2009 ha girato Fiorentina e Sampdoria per un totale di 6 presenze. Prandelli poi riesce a liberarsene per 4,5 milioni di euro al PSV. Ecco poi Ahmed Hegazy, egiziano che ora milita nel West Bromwich; viene preso dalla Fiorentina dove colleziona solo 4 gare ufficiali (sebbene a segno in Coppa contro la Juve Stabia) a causa degli infortuni, poi 10 gettoni con il Perugia nella seconda divisione. Ecco quindi che Hegazy torna in patria prima di cercare fortuna in Inghilterra.

Miguel Layùn, messicano che ha avuto una breve esperienza con l’Atalanta. L’esordio in Serie A contro il Chievo lo rende effettivamente il primo messicano a debuttare nel campionato italiano, 9 minuti in campo ai quali seguono altri 24 contro il Cagliari. Di fatto la sua permanenza a Bergamo s’interrompe a dicembre quando torna in patria all’América. Hordur Magnusson invece è il primo islandese di sempre della Juventus.

Magnusson si aggrega alla Primavera trionfando al Torneo di Viareggio e alla Coppa Italia di categoria. A 20 anni inizia a farsi le ossa in Serie B con diversi prestiti. Il ritorno a Torino non scatena le fantasie di Allegri che saluta senza mai esordire nella Juve e passa in Championship al Bristol City con una discreta plusvalenza.

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Convocati Mondiali Russia 2018: altri calciatori passati dalla Serie A

Odion Ighalo, il nigeriano considerato una meteora in Italia ma un bomber all’estero. Il 19enne Ighalo venne infatti scovato in Norvegia e prelevato per 2 milioni di euro dall’Udinese, investimento a perdere considerando i trascorsi in bianconero (5 gare e un gol al Cagliari). Arriva il momento di Pontus Jansson, lo svedese ex Toro. Nell’estate del 2014 il Torino fiuta l’affare e lo porta in squadra a parametro zero, investimento intrigante per chi aveva già esordito nella Nazionale maggiore. Certo è che in 2 stagioni Jansson colleziona 25 gare ufficiali alle spalle della coppia Glik-Maksimovic, paga i numerosi infortuni e sparisce dai radar granata. Ecco poi Tin Jedvaj che arriva alla Roma nel 2013. Il giovane Tin si aggrega quindi alla prima squadra affidata a Rudi Garcia, allenatore che gli concede solo 2 gare ufficiali curiosamente solo contro il Genoa tra andata e ritorno.

Il turno di Moussa Konatè, senegalese che ha segnato una marea di gol in ogni campionato, tranne la strana (e negativa) esperienza in Italia. Arrivato al Genoa va a segno solo contro l’Udinese disputando ben 26 presenze ufficiali: niente diritto di riscatto per lui. Hèctor Moreno invece è un giocatore messicano ex Roma. Arrivato nella Capitale a braccetto con il nuovo allenatore Eusebio Di Francesco, il centrale messicano è preceduto da un decennio positivo in Europa tra Olanda e Spagna con la maglia dell’Espanyol. In 6 mesi delude le attese e a gennaio viene scaricato al Real Sociedad. Persino un giocatore del Panama, Jaime Penedo, è passato dall’Italia.

Il portiere del panama arrivò al Cagliari, acquistato nell’estate 2005 dall’Árabe Unido eppure mai visto al raduno d’inizio stagione. Tutto causato da problemi burocratici che ritardarono l’arrivo a dicembre e il tesseramento a gennaio 2006. Intanto tra i pali le gerarchie erano ben definite: Chimenti, Campagnolo, Carini e addirittura Aresti dalla Primavera. Per lui mai spazio, praticamente un uomo invisibile.

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