Mondiali Russia 2018: il focus sui padroni di casa

Mondiali Russia 2018 analisi gironi

Mondiali Russia 2018: focus Russia. Nella loro tana, gli orsi di Stanislav Čerčesov sapranno farsi rispettare?

Parlare della Nazionale Russa senza fare un cenno alla storia calcistica dell’Unione Sovietica e Comunità degli Stati Indipendenti parrebbe alquanto riduttivo.

Nella sua fase iniziale (la prima amichevole fu giocata nel 1922) fino a meta anni 70, l’Unione Sovietica diede dimostrazione di una certa solidità e osticità soprattutto nelle partite casalinghe.

Il torneo olimpico di Melbourne 1956 rivelò al mondo la bravura del ventisettenne portiere russo Lev Yashin, che difese la porta della Nazionale fino al 1967 e che fu votato miglior portiere del XX secolo,oltre ad essere tuttora l’unico portiere ad essersi aggiudicato il Pallone d’Oro, che vinse nel 1963. Altri campioni che contribuirono ai successi della Nazionale tra gli anni Cinquanta e Sessanta furono Igor’ Netto, Ėduard Strel’cov, Viktor Ponedel’nik e Valentin Ivanov. L’allenatore che la guidò ai maggiori trionfi della sua storia fu il russo Gavriil Kačalin.

Il secondo e più significativo titolo vinto dai Sovietici giunse nella prima edizione del Campionato Europeo nel 1960, poco dopo la delusione per l’eliminazione nelle qualificazioni per le Olimpiadi  romane. Dopa aver raggiunto agevolmente i quarti, passarono in semifinale per il ritiro della Spagna, che rifiutò di giocare a Mosca per motivi politici. In semifinale la squadra sovietica superò per 3-0 la quotata Cecoslovacchia, guadagnandosi la finale contro la Jugoslavia, come alle Olimpiadi di quattro anni prima. I tempi regolamentari finirono 1-1 e a pochi minuti dalla fine dei supplementari Viktor Ponedelnik siglò il gol del definitivo 2-1 che regalò la vittoria ai Sovietici. Fu questo l’ultimo grande trionfo dell’Unione Sovietica, che negli anni successivi rimase comunque ai vertici del calcio mondiale.

L’ultimo grande momento fu la finale di Euro 88, dove in un discusso match vennero sconfitti di misura contro gli olandesi di Ruud Gullit e Marco Van Basten.

Ad Euro 92 parteciparono come Nazionale della Comunità degli Stati Indipendenti e pochi mesi dopo ufficializzarono alla FIFA e alla UEFA la nascita delle singole nazionali statali. Una volta nata, la nazionale Russa offrì a chi era cittadino dell’ex Unione Sovietica di poter giocare nella nazionale appena creata. Risposero grandi giocatori come Stanislav Čerčesov, Aleksandr Borodjuk, Viktor Onopko, Oleg Salenko, Aleksandr Mostovoj, Vladimir Besčastnych e Valerij Karpin.

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Al loro primo esordio mondiale di USA 94 furono eliminati alla fase a gironi, ma riuscirono comunque a stabilire subito un record, grazie alle 5 reti rifilate al Camerun da parte di un singolo giocatore, Oleg Salenko.

Negli anni a venire la Russia partecipò quasi sempre alle competizioni internazionali con alti e bassi, ma non riuscì mai a creare un gruppo di giocatori come quello degli anni 90; ciò anche a causa del fatto che i giocatori dei vari Stati nati dalla dissoluzione dell’URSS preferirono far parte delle proprie nazionali anziché essere naturalizzati per giocare nella squadra della madre Russia.

La Russia è qualificata d’ufficio ai Mondiali 2018 come Paese ospitante. Come da stile locale, è stato dato un ruolo centrale alla preparazione dell’importantissimo evento planetario. Il Paese è stato tirato a lucido e gli stadi, costruiti o ammodernati, sono tutti di primo livello.

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Mondiali Russia 2018: un sempreverde Akinfeev difenderà i pali degli orsi

La porta sarà difesa probabilmente dal veterano Igor’ Akinfeev, un buon portiere ma non del tutto costante nelle sue prestazioni. In difesa abbiamo tutti giocatori che militano nel campionato nazionale, a parte il naturalizzato Roman Neustädter, versatile giocatore che può giocatore come centrale a centrocampo o in difesa. Sempre in difesa, oltre al nativo di Mosca Andrej Semënov, avranno un altro naturalizzato, ovvero il terzino destro del CSKA Mosca Mário Figueira Fernandes.

A centrocampo il veterano Jurij Žirkov guiderà un gruppo nel quale spiccano il fantasioso Roman Zobnin ed il funzionale Alan Dzagoev che, oltre a poter ricoprire varie posizioni nella linea dei centrocampisti, sarà l’uomo che calcerà ogni tipo di calcio di punizione, essendo dotato di un’ottima precisione e potenza. L’attacco purtroppo è la zona più anonima della rosa, potendo contare solo sulla buona vena del numero 10 Fëdor Smolov.

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Mondiali Russia 2018: un girone A alla portata, con Arabia Saudita ed Egitto

La Russia farà parte del girone A con Arabia Saudita, Uruguay ed Egitto. Sulla carta, a parte i più competitivi sudamericani, sembrano nomi alla portata, ma dando un’occhiata alla rosa non sarà semplice superare il girone. Rispetto ad Arabia Saudita ed Egitto, i Russi avranno comunque in più la carta di essere i padroni di Casa, e di potersi quindi giocare il tutto per tutto con l’apporto non indifferente del proprio pubblico.

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