Tutte le migliori serie TV, da non perdere, del 2018

Serie TV 2018 Westworld

Tutte le migliori serie TV, da non perdere, del 2018

La direzione verso la quale l’intrattenimento audio-visivo si sta imbarcando sembra essere chiara ed evidente agli occhi di tutti: le serie televisive stanno prendendo il sopravvento sul caro vecchio cinema. Una crisi di quest’ultimo sulla quale già Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso ci metteva in guardia, sebbene per ragioni completamente differenti. Gli ascolti e la percezione comune sembra riflettere questo stato di cose. Serie come Breaking Bad o Games of Thrones sembrano addirittura costituirsi come paradigma dell’intero decennio e termine di ineluttabile paragone con le quali confrontrarsi.

Davvero è questa la realtà o soltanto la parvenza di essa, ovvero la sensazione che proviamo guardandoci intorno? Una risposta positiva, e definitiva, sarebbe soltanto il risultato di una riflessione superficiale, condotta circumnavigando il globo virtuale, i social media. D’altro canto, anche una risposta negativa potrebbe facilmente essere l’irata e ferita reazione di un nostalgico cinefilo che non vuole accettare l’evoluzione del mezzo artistico.

Quale sia la situazione, qualunque essa sia, una cosa resta fuori dal dubbio: le serie televisive hanno operato un balzo qualitativo innegabile sotto ogni punto di vista, sia tecnico che artistico. Basti pensare a tutta la quantità di grandi attori che dal grande schermo sono passati al piccolo, passaggio prima d’ora impensabile e prima d’ora soltanto possibile al contrario.

Il 2018 non inverte questa tendenza, anzi la corrobora con molte serie di qualità. Qui di seguito alcuni titoli da non perdersi.

Serie TV 2018 da non perdere: The end of F***ing world.

Parto britannico per questa piccola serie recentemente resa disponibile su Netflix e prima trasmessa su Channel 4.

Telecamera sul volto del giovane James, 17 anni, monologo interiore ad abbellire una scena di per sé assai statica, l’unica certezza di quest’ultimo: <<Sono uno psicopatico>>. Segue poi un breve racconto introduttivo sulla presunta psicopatia auto-incensata e un obiettivo finale: mietere la prima vittima. In quest’avventura lo accompagnerà Alyssa, coetanea, la quale possiete un’abilità piuttosto unica per un’adolescente: fare incazzare la gente logorandola fino allo sfinimento e conseguente esaurimento nervoso.

Pesantemente leggera, condita da un ottimo umorismo dark che la rende piacevole e veloce, forse fin troppo. Peccato per la brevissima durata: solo 8 episodi da 20 minuti ciascuno. Si spera non faccia la fine di molte serie britanniche lasciate ad appassire senza una conclusione dignitosa.

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Serie TV 2018 da non perdere: The Handmaid’s Tale

Nel 1985 viene pubblicato Il Racconto dell’Ancella a firma di Margaret Atwood, influente scrittrice canadese. The Handmaid’s Tale è la trasposizione su piccolo schermo di quel capolavoro distopico.

La vicenda si svolge entro i limiti di un futuro a noi vicino, caratteristica pressoché onnipresente del genere. A causa di malattie non bene specificate, la maggiorparte della popolazione è sterile: le donne fertili sono poche e rarissime, la specie umana segue un processo di involuzione. E naturalmente la guerra. Gli Stati Uniti non hanno più questo nome ma, in conseguenza di una guerra intestina, il regime teocratico-totalitario di Gilead ha preso il sopravvento. Costoro, per affrontare il problema della sterilità, rapiscono le donne fertili e le riassegnano alle famiglie dei Comandanti affinché possano garantire loro una discendenza. Così ogni mese, ovvero in quei giorni in cui la handmaid (ancella) è più fertile, viene compiuto il rituale della Cerimonia, un vero e proprio stupro sancito dal culto in cui prende parte anche la moglie del Comandante: costei vestita, seduta sul letto, pone tra le sue gambe l’ancella distesa di schiena mentre il marito procede con una freddissima inseminazione. Il tutto incorniciato da una perenne e quotidiana sequenza di sevizie di ogni tipo, sia fisiche che psicologiche.

The Handmaid’s Tale è appunto il racconto di una di queste, June, interpretata meravigliosamente da Elisabeth Moss, che qualcuno ricorderà in Mad Men (anche questa da non perdere) nel ruolo di Peggy. June viene subito ribattezzata in Offred ovvero Difred nella versione italiana, cioè di proprietà di Fred, perché è questo ciò che sono le donne fertili e di basso rango a Gilead: ovuli deambulanti.

Difficile da digerire a tratti, ma necessaria, brillantemente scritta e recitata, atmosfere cupe e glaciali: un assoluto must see.

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E questi sono solo due degli innumerevoli esempi che si possono fare all’interno di una vasta gamma di scelte: The Assassination of Gianni Versace, Westworld 2, Atlanta, Sharp Objects, Kobra Cai (per i fan di Karate Kid) e tante altre.

P.s. Non sempre siamo dinanzi ad un aut-aut.

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